"A Rasuwa si torna a scuola" 

Intervento di emergenza nelle aree maggiormente colpite dal terremoto del Nepal a supporto del sistema scolastico per la ripresa delle attività educative di bambini e ragazzi nel distretto di Rasuwa.

Settore

EDUCAZIONE in EMERGENZA

Obbiettivi

Obiettivo generale: Creare le condizioni per la rapida ripresa delle attività scolastiche nel Distretto di Rasuwa (Nepal), interrotte dal terremoto del 25 aprile 2015

Obiettivo Specifico:  Ripristinare l’accesso all’istruzione per gli/le studenti dei Village Development Committee – VDC di Yarsa e Saramthali nel Distretto di Rasuwa, Nepal

Beneficiari

Beneficiari diretti: 

  • 320 studenti fra i 6 e i 15 anni;
  • 16 insegnanti e altro personale scolastico;
  • Department of Education of Rasuwa;

Beneficiari indiretti:

  • 160 famiglie (800 persone circa) i cui figli frequentano le 4 scuole temporanee;

I familiari degli/le studenti/esse e del corpo insegnanti beneficeranno indirettamente dell’intervento grazie alla ripresa delle normali attività scolastiche ed economiche nell’area.

Partner Locale

DoE (Dipartimento dell’Educazione) nepalese; NAF

Durata del progetto

4 mesi (1 Giugno –  30 Settembre 2015)

Contributo richiesto

14.400 €

Area di Intervento

Nepal, Distretto di Rasuwa, VDC di Saramthali e Yarsa

Referente

Margherita Romanelli, Desk GVC per l’Asia

E-mail referente

margherita.romanelli@gvc-italia.org

Indirizzo

Via Dell’Osservanza 35/2, Bologna Tel. 051/585604; Fax 051 582225

Website 

www.gvc-italia.org

Risultato Atteso

320 studenti fra I 6-15 anni hanno nuovamente accesso all’istruzione nel Distretto di Rasuwa

Attività

A1 Allestimento di 4 temporary schools dotate di bagni; A2 Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo nella scuole; A3 Monitoraggio.

 

  1. Presenza nell’area

GVC è presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze.
La lunga esperienza di intervento in Nepal a fianco di ONG locali e in appoggio a ONG internazionali che operano nel paese determina la volontà e la possibilità di agire in modo efficace ed efficiente per contribuire a rispondere alla grave emergenza che il terremoto dello scorso 25 aprile ha determinato.
GVC è una ONG abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo). E’ partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Provincia Autonoma di Bolzano, Fondi Regione Emilia Romagna etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro.
Ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.

In Nepal, nelle aree più colpite dal terremoto, GVC interviene in appoggio ad ONG locali ed internazionali nei distretti di Rasuwa e Nuwakot. Le azioni più recenti sono indirizzate a:

  1. Migliorare le condizioni di salute e le opportunità educative del distretto di Kavrepalanchok attraverso la promozione dell’accesso all’acqua potabile e il sostegno agli istituti scolastici della zona per 1000 famiglie secondo le seguenti componenti:

WATER: costruzione di unità di raccolta dell’acqua piovana ad uso comunitario (scuole, edifici comunitari, centri sanitari); costruzione di nuove connessioni al nuovo sistema idrico; distribuzione di sistemi per il trattamento dell’acqua; campagna di sensibilizzazione sul corretto utilizzo dell’acqua.
SANITATION: costruzione di toilets e di impianti a biogas.
IGIENE: campagna di sensibilizzazione sulle buone pratiche igieniche; distribuzione di Improved Cooking Stoves.
SCUOLA: identificazione di un progetto pilota per il miglioramento della didattica; fornitura di nuovo materiale scolastico e di cancelleria a studenti e insegnanti, corsi di aggiornamento per gli insegnanti.

  1. Migliorare la sicurezza e la sovranità alimentare delle famiglie residenti nelle aree urbane e peri-urbane del distretto attraverso la promozione delle tradizionali tecniche di agricoltura sostenibile per 2000 famiglie secondo le seguenti componenti:

FORMAZIONE: formazione a personale dell’ufficio tecnico agricolo del distretto su agricoltura sostenibile e permacultura; formazione rivolta ai beneficiari su tecniche di permacultura e gestione sostenibile delle risorse naturali.
COOPERATIVE: distribuzione di kit per la produzione agricola; organizzazione dei beneficiari in cooperative; creazione di un vivaio delle specie a rischio di deriva genetica per uso interno alle cooperative e per vendita sul mercato; identificazione di un’area di mercato in cui commerciare prodotti delle cooperative; certificazione Bio per i prodotti delle cooperative.
SENSIBILIZZAZIONE: campagne su corretto e sostenibile uso delle risorse naturali rivolte alle famiglie e sviluppo degli orti familiari.

 

  1. Descrizione dell’azione contesto e bisogni principali

Il terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse, hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni. Ingenti sono i danni anche alle strutture pubbliche dei distretti più vicini all’epicentro e più drammaticamente colpiti tra cui: Gorkha, Sindhupalchowk, Nuwakot e Rasuwa. Di fronte alla magnitudo del disastro, GVC ha optato per intervenire nel Distretto di Rasuwa ove le due organizzazioni hanno già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali.
Secondo il Censimento del 2011, il Distretto di Rasuwa contava 43.300 persone distribuite in una area prevalentemente montuosa (66%) e oltre il 35% del territorio sopra i 5.000 metri in una estensione di 1544 kmq. In queste aree la popolazione vive distribuita in villaggi molto piccoli ed isolati, ove l’accesso è particolarmente difficile e le condizioni di vita già prima del terremoto molto modeste: una realtà socio-economica strettamente legata ad una povera agricoltura ed allevamento di sussistenza. A seguito del terremoto si calcola che poco meno di 500 persone hanno perso la vita e oltre 1.000 siano le persone ferite. Circa il 95% delle case sono andate distrutte o irreparabilmente danneggiate, in particolare nei piccoli villaggi montani molti dei quali ancora difficilmente raggiungibili sia su strada carrabile sia via terra anche con lunghe ore di cammino rese pericolose dalle numerose frane.
Delle oltre 184 scuole pubbliche presenti nel distretto (primary, lower secondary, secondary, higher secondary), ben 98 sono andate distrutte o rese inutilizzabili dalle scosse. I dati governativi ufficiali parlano di 9.962 studenti nell’intero distretto che non hanno più accesso ad una struttura scolastica e di oltre 350 insegnanti che non avranno uno spazio sicuro ed appropriato il 28 maggio 2015, data fissata per la riapertura delle scuole.
Dopo opportune consultazioni con il Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa e gli altri stakeholder, GVC ha optato per intervenire in due dei 18 VDC (Village Development Committee): Yarsa e Saramthali. Due VDC montani, duramente colpiti dal terremoto e scarsamente raggiungibili da strade carrabili in particolare in questo momento che le prime piogge stanno già aumentando il rischio di frane. In questi due VDC abitati da circa 8.000 persone, sono andate distrutte 19 scuole pubbliche frequentate da 2.198 studenti.

Qui di seguito i dati forniti dal Dipartimento dell’Educazione:

Nome della scuola e livelloVDC e WARD

Gradi

Studenti

Bhuwanishwori PSSaramthali – Kunatole

1–3

44

Dupcheshwori LSSSaramthali – Patikharka

1–8

310

Gaurishankar PSSaramthali – Mathillogaun

1–5

58

Gautambuddha SSSaramthali – Phamchet

1–10

257

Gyanodaya PSSaramthali – Ghichet

1–3

24

Kalikadevi PSSaramthali – Danuswara

1–5

66

Larchyang PSSaramthali – Larchyang

1–5

63

Namuna PSSaramthali – Bhangyangdanda

1–3

39

Nirkubhume HSSSaramthali – Saramthali

1-12

523

Aarukharka PSYarsa – Aarukharka

1–5

123

Bhumedevi PSYarsa – Yubra

1–5

35

Doklang PSYarsa – Doklang

1–3

24

Ghangmar PSYarsa – Ghangmar

1–5

14

Ghormu PSYarsa – Ghormu

1–5

85

Narayan SSYarsa – Langbu

1–10

277

Nawajiwan PSYarsa – Yarsa

1–5

98

Simbandi PSYarsa – Simbandi

1–5

46

Surya PSYarsa – Sangyul

1

30

Thangdor PSYarsa – Thangdor

1–5

82

E’ andato purtroppo perduto anche il mobilio ed il materiale educativo fra le macerie delle scuole, così come sono stati distrutti o danneggiati i servizi igienici e danneggiate le condutture d’acqua oltre che i sistemi elettrici. Gli stessi insegnanti ed il restante personale para-scolastico ha dovuto allontanarsi dalle strutture scolastiche per far fronte alla emergenza della distruzione della propria abitazione o della perdita di persone care.
Di fronte alla impossibilità di provvedere alla ricostruzioni delle scuole in tempi rapidi sia per la esigenza di trovare i necessari fondi, sia per le difficoltà che il monsone procurerà nei prossimi mesi, il Governo del Nepal ha dichiarato la ripresa delle attività scolastiche a partire dal 28 maggio 2015 all’interno di strutture educative temporanee (temporary schools) che permettano a bambini e bambine non solo di riprendere il proprio percorso educativo formale ma anche di ritrovare un ambiente protetto e child-friendly nel quale, con l’aiuto degli insegnati e del personale di progetto, cominciare a rielaborare il drammatico evento che ha sconvolto il mondo da loro conosciuto.
GVC insieme alla Regione Emilia Romagna contribuisce alla riattivazione del sistema scolastico del distretto di Rasuwa con l’allestimento di 19 scuole temporanee che ospitano circa 80 studenti ciascuna in grado di garantire cosi servizi scolastici ed educativi per 1.520 bambine/i e ragazze/i prioritariamente nei comuni (VDC) di Saramthali e Yarsa (Allegato 1).
Tuttavia rimangono ancora 678 studenti che non potranno beneficiare dei servizi scolastici per circa 8 scuole.  GVC richiede alla Fondazione Irma Romagnoli di contribuire a sostenere l’allestimento di 4 o più scuole.
Le strutture educative, leggere e allestite in modo da assicurare la sicurezza degli studenti ed insegnanti di fronte allo sciamo sismico di assestamento, saranno adeguate anche a reggere le forti piogge monsoniche dei prossimi tre mesi.   Saranno anche dotate di servizi igienici e di hand wash facilities, oltre che di prodotti per la prima igiene e la potabilizzazione dell’acqua, fondamentali in un contesto in cui tali condizioni possono essere difficilmente garantite. La scuola può e deve essere il principale punto di sensibilizzazione e di garanzia di tali minime condizioni di igiene e di potabilità dell’acqua, riducendo i rischi di problemi gastro-intestinali già diffusi nell’area e la cui gravità aumenterà nel periodo monsonico.

I principali bisogni emersi in ambito educativo che limitano l’accesso scolastico sono pertanto i seguenti: 

  • Carenza di edifici scolastici funzionanti
  • Carenza di servizi igienici e hand wash facilities funzionanti
  • Carenza di equipaggiamenti e/o materiali didattici

 

  1. Obiettivi e risultati

Il progetto si pone l’obiettivo di ripristinare l’accesso all’istruzione per almeno 320 studenti e studentesse del Distretto di Rasuwa, intervenendo a sostegno della dotazione di strutture temporanee ma resistenti e sicure che permettano il riavvio delle attività scolastiche nella fase post-terremoto ed in attesa di un opportuno processo di ricostruzione.

Al termine dell’intervento 678 studenti fra i 6-15 anni avranno nuovamente accesso all’istruzione in condizioni igieniche minime garantite.

 

  1. Attività

 A1 Allestimento di 4 strutture temporanee, provviste di bagni ed hand wash facilities.

Verranno allestite 4 strutture temporanee, ognuna delle quali capace di ospitare fino a 80 studenti.
Le temporary school saranno predisposte secondo un disegno standard che è stato concordato con il Dipartimento dell’Educazione del distretto di Rasuwa e che sarà applicato uniformemente su tutti gli interventi del territorio. Il progetto risponde alle principali esigenze di utilizzo di materiali e procedure di allestimento sostenibili socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale, in considerazione del difficile accesso ai territori. Di qui la necessità di utilizzare quanto più possibile materiale presente in area o zone circostanti. Ad oggi un pezzo rilevante del trasporto deve essere fatto a piedi perché nessuna strada raggiunge i territori target. Parimenti è difficoltoso l’approvvigionamento dai paesi limitrofi per le difficoltà nella rete di comunicazione e nei trasporti. L’utilizzo di tecniche locali conosciute permette di impiegare manodopera locale per l’allestimento in un ottica di coinvolgimento e presa in carico che garantisce anche la manutenzione delle strutture temporanee.
I materiali proposti sono dunque molto semplici ma sicuri e resistenti sia rispetto al rischio di nuove scosse sismiche, che a fronte dell’arrivo del monsone (giugno/agosto). Con l’ausilio del personale del Dipartimento della Educazione e delle comunità, si individueranno aree di terreno opportune e pianeggianti che saranno ripulite da eventuali detriti, livellate e compattate. A copertura del suolo e per proteggere dalle piogge, verrà posto un doppio strato di tarpaulin mentre le pareti saranno composte da pali di bambù, che serviranno anche per la partizione interna fra le due stanze e per le pareti, mentre per porte e finestre verranno utilizzati foglie di lamiera ondulata. La copertura sarà formata da pali di bambu ricoperti da teli di tarpaulin. Si intende in questo modo offrire una struttura leggera ma resistente alle piogge e molto elastica per prevenire danni in occasione dello sciame sismico in atto. Ogni struttura sarà dotata di almeno due servizi igienici temporanei, allestiti anch’essi con pali di bambu, le pareti di tarpaulin così come la copertura superiore. Ogni servizio igienico sarà provvisto di una base interna in vetroresina. Il disegno tecnico è proposto dal Dipartimento dell’Educazione (Allegato 2). Ogni scuola sarà fornita inoltre di un piccolo kit igienico e di potabilizzazione dell’acqua, composto di sapone, pasticche per potabilizzare l’acqua e dei contenitori con tappo per la conservazione dell’acqua.
GVC si occuperà dell’approvvigionamento e la distribuzione corretta dei materiali in tutte le aree individuate per l’allestimento.
Il lavori seguiti e diretti da GVC saranno svolti utilizzando mano d’opera locale utilizzando la metodologia del “cash for work” che permette di fornire piccole ma importantissime fonti di reddito alle famiglie della comunità che attualmente hanno perso le principali fonti di reddito. Si intende contribuire ad aumentare in questo modo la capacità di resilienza, contribuendo a tamponare i rischi per molte famiglie di scivolare verso forme acute di povertà.

A2 – Acquisto e distribuzione materiale didattico/educativo nelle scuole.

Ogni struttura scolastica temporanea verrà fornita di un kit didattico/educativo composto di lavagne con gessetti, carta, penne, colori, quaderni. Ove necessario si provvederà anche a rifornire almeno parzialmente di libri di testo, usualmente distribuiti agli alunni all’inizio dell’anno scolastico. Poiché l’anno scolastico in Nepal era appena iniziato, la distribuzione dei libri di testo non era stata completata integralmente pertanto un ulteriore assessment dettagliato con le singole scuole si renderà necessario per integrare la perdita dei libri di testo.

A3 – Monitoraggio e accompagnamento degli insegnanti.

Il GVC attuerà uno accurato monitoraggio di tutte le attività progettuali: dalla scelta del sito, alle modalità di allestimento stesse nonché all’uso delle strutture in particolare per quanto concerne i servizi igienici e di appropriato mantenimento delle condizioni igieniche. Il personale di progetto si adopererà inoltre per accompagnare gli insegnanti nella ripresa delle lezioni con una particolare attenzione ai potenziali effetti traumatici riportati dagli studenti a seguito del terremoto, avendo cura di spiegarne le dinamiche e rilevare situazioni di stress particolarmente acuto.

 

  1. Piano finanziario

Voci di Spesa

Costo unitario

Quantità

Costo totale

Allestimento di 3 scuole temporanee, provviste di bagni

2.000

4

8.000

Acquisto e fornitura attrezzi da lavoro e per la sicurezza sul lavoro

100

4

400

Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo per la scuola e materiale scolastico per bambini

500

4

2.000

“Cash for work” per allestimento scuole temporanee

200

4

800

Ingegnere Locale

200

4

800

Coordinamento GVC (quota parte)

400

4

1.600

Costi gestionali (uffici, trasporti, comunicazioni)

100

4

400

Costi amministrativi

100

4

400

TOTALE

3.600

 

14.400

  1. Pre-condizioni e misure mitigative 

L’intervento è previsto nei due VDC di Yarsa e Saramthali, a condizione che i due VDC restino raggiungibili. Qualora le condizioni di raggiungibilità dei due VDC dovessero mutare si provvederà ad individuare altri VDC prioritari e raggiungibili nel Distretto di Rasuwa stesso. Ogni aggiornamento e variazione sarà discussa e valutata insieme al Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa ed ai responsabili della Fondazione Irma Romagnoli incaricati, in un’ottica di piena partnership.

Bologna, 20 maggio  2015

Allegato 1 – Mappa dell’Area di Intervento

Allegato 2 – Disegno della Temporary School

Pdf Progetto

 

Spett.le
Fondazione Irma Romagnoli Onlus

c/o Studio Frascari Via delle Lame 112, 40122 Bologna
Alla cortese attenzione
del Dott. Erus Sangiorgi
Bologna, 20 maggio 2015

Gentilissimi,
GVC, a seguito del terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse che hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni, ha ritenuto necessario avviare importanti operazioni di intervento nel Distretto di Rasuwa, uno dei distretti più vicini all’epicentro e ritenuti prioritari dal governo nepalese. A Rasuwa GVC ha già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali, al fianco di ONG locali e in appoggio ad ONG locali ed internazionali.

GVC, presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze, è attualmente l’unica ONG emiliano romagnola presente in Nepal e partecipa ai gruppi di lavoro di coordinamento dell’emergenza coordinati dalle Nazioni Unite in stretto rapporto con il Governo nepalese.

GVC è abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo) è partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Regione Emilia Romagna, Provincia Autonoma di Bolzano, etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro. I nostri ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.

In considerazione delle capacità tecniche e relazionali che GVC può mettere in campo e all’attenzione e sensibilità che la vostra Fondazione ha dimostrato nei confronti del disastro in Nepal, siamo a sottoporvi la richiesta di sostegno e finanziamento – in un’ottica di piena partnership – per un progetto che contribuisce a riavviare il sistema scolastico nel distretto di Rasuwa a favore di 320 bambine e bambini ed adolescenti fra i 6 e i 15 anni (Proposta progettuale in allegato).

L’intervento in questione si integra al supporto della è realizzato in stretto collegamento con le autorità diplomatiche italiane in Nepal e nello specifico con l’Ufficio VI (Aiuti Umanitari) della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinate con le autorità competenti in Nepal, e precisamente con il Ministero dell’Educazione, Dipartimento del distretto di Rasuwa.

Ringraziandovi per la cortese attenzione e disponibilità, ribadiamo la nostra piena collaborazione.

Distinti Saluti,
Dina Taddia
Presidente GVC