A Rasuwa si torna a scuola

"A Rasuwa si torna a scuola" 

Intervento di emergenza nelle aree maggiormente colpite dal terremoto del Nepal a supporto del sistema scolastico per la ripresa delle attività educative di bambini e ragazzi nel distretto di Rasuwa.

Settore

EDUCAZIONE in EMERGENZA

Obbiettivi

Obiettivo generale: Creare le condizioni per la rapida ripresa delle attività scolastiche nel Distretto di Rasuwa (Nepal), interrotte dal terremoto del 25 aprile 2015

Obiettivo Specifico:  Ripristinare l’accesso all’istruzione per gli/le studenti dei Village Development Committee – VDC di Yarsa e Saramthali nel Distretto di Rasuwa, Nepal

Beneficiari

Beneficiari diretti: 

  • 320 studenti fra i 6 e i 15 anni;
  • 16 insegnanti e altro personale scolastico;
  • Department of Education of Rasuwa;

Beneficiari indiretti:

  • 160 famiglie (800 persone circa) i cui figli frequentano le 4 scuole temporanee;

I familiari degli/le studenti/esse e del corpo insegnanti beneficeranno indirettamente dell’intervento grazie alla ripresa delle normali attività scolastiche ed economiche nell’area.

Partner Locale

DoE (Dipartimento dell’Educazione) nepalese; NAF

Durata del progetto

4 mesi (1 Giugno –  30 Settembre 2015)

Contributo richiesto

14.400 €

Area di Intervento

Nepal, Distretto di Rasuwa, VDC di Saramthali e Yarsa

Referente

Margherita Romanelli, Desk GVC per l’Asia

E-mail referente

margherita.romanelli@gvc-italia.org

Indirizzo

Via Dell’Osservanza 35/2, Bologna Tel. 051/585604; Fax 051 582225

Website 

www.gvc-italia.org

Risultato Atteso

320 studenti fra I 6-15 anni hanno nuovamente accesso all’istruzione nel Distretto di Rasuwa

Attività

A1 Allestimento di 4 temporary schools dotate di bagni; A2 Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo nella scuole; A3 Monitoraggio.

 

  1. Presenza nell’area

GVC è presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze.
La lunga esperienza di intervento in Nepal a fianco di ONG locali e in appoggio a ONG internazionali che operano nel paese determina la volontà e la possibilità di agire in modo efficace ed efficiente per contribuire a rispondere alla grave emergenza che il terremoto dello scorso 25 aprile ha determinato.
GVC è una ONG abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo). E’ partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Provincia Autonoma di Bolzano, Fondi Regione Emilia Romagna etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro.
Ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.

In Nepal, nelle aree più colpite dal terremoto, GVC interviene in appoggio ad ONG locali ed internazionali nei distretti di Rasuwa e Nuwakot. Le azioni più recenti sono indirizzate a:

  1. Migliorare le condizioni di salute e le opportunità educative del distretto di Kavrepalanchok attraverso la promozione dell’accesso all’acqua potabile e il sostegno agli istituti scolastici della zona per 1000 famiglie secondo le seguenti componenti:

WATER: costruzione di unità di raccolta dell’acqua piovana ad uso comunitario (scuole, edifici comunitari, centri sanitari); costruzione di nuove connessioni al nuovo sistema idrico; distribuzione di sistemi per il trattamento dell’acqua; campagna di sensibilizzazione sul corretto utilizzo dell’acqua.
SANITATION: costruzione di toilets e di impianti a biogas.
IGIENE: campagna di sensibilizzazione sulle buone pratiche igieniche; distribuzione di Improved Cooking Stoves.
SCUOLA: identificazione di un progetto pilota per il miglioramento della didattica; fornitura di nuovo materiale scolastico e di cancelleria a studenti e insegnanti, corsi di aggiornamento per gli insegnanti.

  1. Migliorare la sicurezza e la sovranità alimentare delle famiglie residenti nelle aree urbane e peri-urbane del distretto attraverso la promozione delle tradizionali tecniche di agricoltura sostenibile per 2000 famiglie secondo le seguenti componenti:

FORMAZIONE: formazione a personale dell’ufficio tecnico agricolo del distretto su agricoltura sostenibile e permacultura; formazione rivolta ai beneficiari su tecniche di permacultura e gestione sostenibile delle risorse naturali.
COOPERATIVE: distribuzione di kit per la produzione agricola; organizzazione dei beneficiari in cooperative; creazione di un vivaio delle specie a rischio di deriva genetica per uso interno alle cooperative e per vendita sul mercato; identificazione di un’area di mercato in cui commerciare prodotti delle cooperative; certificazione Bio per i prodotti delle cooperative.
SENSIBILIZZAZIONE: campagne su corretto e sostenibile uso delle risorse naturali rivolte alle famiglie e sviluppo degli orti familiari.

 

  1. Descrizione dell’azione contesto e bisogni principali

Il terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse, hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni. Ingenti sono i danni anche alle strutture pubbliche dei distretti più vicini all’epicentro e più drammaticamente colpiti tra cui: Gorkha, Sindhupalchowk, Nuwakot e Rasuwa. Di fronte alla magnitudo del disastro, GVC ha optato per intervenire nel Distretto di Rasuwa ove le due organizzazioni hanno già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali.
Secondo il Censimento del 2011, il Distretto di Rasuwa contava 43.300 persone distribuite in una area prevalentemente montuosa (66%) e oltre il 35% del territorio sopra i 5.000 metri in una estensione di 1544 kmq. In queste aree la popolazione vive distribuita in villaggi molto piccoli ed isolati, ove l’accesso è particolarmente difficile e le condizioni di vita già prima del terremoto molto modeste: una realtà socio-economica strettamente legata ad una povera agricoltura ed allevamento di sussistenza. A seguito del terremoto si calcola che poco meno di 500 persone hanno perso la vita e oltre 1.000 siano le persone ferite. Circa il 95% delle case sono andate distrutte o irreparabilmente danneggiate, in particolare nei piccoli villaggi montani molti dei quali ancora difficilmente raggiungibili sia su strada carrabile sia via terra anche con lunghe ore di cammino rese pericolose dalle numerose frane.
Delle oltre 184 scuole pubbliche presenti nel distretto (primary, lower secondary, secondary, higher secondary), ben 98 sono andate distrutte o rese inutilizzabili dalle scosse. I dati governativi ufficiali parlano di 9.962 studenti nell’intero distretto che non hanno più accesso ad una struttura scolastica e di oltre 350 insegnanti che non avranno uno spazio sicuro ed appropriato il 28 maggio 2015, data fissata per la riapertura delle scuole.
Dopo opportune consultazioni con il Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa e gli altri stakeholder, GVC ha optato per intervenire in due dei 18 VDC (Village Development Committee): Yarsa e Saramthali. Due VDC montani, duramente colpiti dal terremoto e scarsamente raggiungibili da strade carrabili in particolare in questo momento che le prime piogge stanno già aumentando il rischio di frane. In questi due VDC abitati da circa 8.000 persone, sono andate distrutte 19 scuole pubbliche frequentate da 2.198 studenti.

Qui di seguito i dati forniti dal Dipartimento dell’Educazione:

Nome della scuola e livello VDC e WARD

Gradi

Studenti

Bhuwanishwori PS Saramthali – Kunatole

1–3

44

Dupcheshwori LSS Saramthali – Patikharka

1–8

310

Gaurishankar PS Saramthali – Mathillogaun

1–5

58

Gautambuddha SS Saramthali – Phamchet

1–10

257

Gyanodaya PS Saramthali – Ghichet

1–3

24

Kalikadevi PS Saramthali – Danuswara

1–5

66

Larchyang PS Saramthali – Larchyang

1–5

63

Namuna PS Saramthali – Bhangyangdanda

1–3

39

Nirkubhume HSS Saramthali – Saramthali

1-12

523

Aarukharka PS Yarsa – Aarukharka

1–5

123

Bhumedevi PS Yarsa – Yubra

1–5

35

Doklang PS Yarsa – Doklang

1–3

24

Ghangmar PS Yarsa – Ghangmar

1–5

14

Ghormu PS Yarsa – Ghormu

1–5

85

Narayan SS Yarsa – Langbu

1–10

277

Nawajiwan PS Yarsa – Yarsa

1–5

98

Simbandi PS Yarsa – Simbandi

1–5

46

Surya PS Yarsa – Sangyul

1

30

Thangdor PS Yarsa – Thangdor

1–5

82

E’ andato purtroppo perduto anche il mobilio ed il materiale educativo fra le macerie delle scuole, così come sono stati distrutti o danneggiati i servizi igienici e danneggiate le condutture d’acqua oltre che i sistemi elettrici. Gli stessi insegnanti ed il restante personale para-scolastico ha dovuto allontanarsi dalle strutture scolastiche per far fronte alla emergenza della distruzione della propria abitazione o della perdita di persone care.
Di fronte alla impossibilità di provvedere alla ricostruzioni delle scuole in tempi rapidi sia per la esigenza di trovare i necessari fondi, sia per le difficoltà che il monsone procurerà nei prossimi mesi, il Governo del Nepal ha dichiarato la ripresa delle attività scolastiche a partire dal 28 maggio 2015 all’interno di strutture educative temporanee (temporary schools) che permettano a bambini e bambine non solo di riprendere il proprio percorso educativo formale ma anche di ritrovare un ambiente protetto e child-friendly nel quale, con l’aiuto degli insegnati e del personale di progetto, cominciare a rielaborare il drammatico evento che ha sconvolto il mondo da loro conosciuto.
GVC insieme alla Regione Emilia Romagna contribuisce alla riattivazione del sistema scolastico del distretto di Rasuwa con l’allestimento di 19 scuole temporanee che ospitano circa 80 studenti ciascuna in grado di garantire cosi servizi scolastici ed educativi per 1.520 bambine/i e ragazze/i prioritariamente nei comuni (VDC) di Saramthali e Yarsa (Allegato 1).
Tuttavia rimangono ancora 678 studenti che non potranno beneficiare dei servizi scolastici per circa 8 scuole.  GVC richiede alla Fondazione Irma Romagnoli di contribuire a sostenere l’allestimento di 4 o più scuole.
Le strutture educative, leggere e allestite in modo da assicurare la sicurezza degli studenti ed insegnanti di fronte allo sciamo sismico di assestamento, saranno adeguate anche a reggere le forti piogge monsoniche dei prossimi tre mesi.   Saranno anche dotate di servizi igienici e di hand wash facilities, oltre che di prodotti per la prima igiene e la potabilizzazione dell’acqua, fondamentali in un contesto in cui tali condizioni possono essere difficilmente garantite. La scuola può e deve essere il principale punto di sensibilizzazione e di garanzia di tali minime condizioni di igiene e di potabilità dell’acqua, riducendo i rischi di problemi gastro-intestinali già diffusi nell’area e la cui gravità aumenterà nel periodo monsonico.

I principali bisogni emersi in ambito educativo che limitano l’accesso scolastico sono pertanto i seguenti: 

  • Carenza di edifici scolastici funzionanti
  • Carenza di servizi igienici e hand wash facilities funzionanti
  • Carenza di equipaggiamenti e/o materiali didattici

 

  1. Obiettivi e risultati

Il progetto si pone l’obiettivo di ripristinare l’accesso all’istruzione per almeno 320 studenti e studentesse del Distretto di Rasuwa, intervenendo a sostegno della dotazione di strutture temporanee ma resistenti e sicure che permettano il riavvio delle attività scolastiche nella fase post-terremoto ed in attesa di un opportuno processo di ricostruzione.

Al termine dell’intervento 678 studenti fra i 6-15 anni avranno nuovamente accesso all’istruzione in condizioni igieniche minime garantite.

 

  1. Attività

 A1 Allestimento di 4 strutture temporanee, provviste di bagni ed hand wash facilities.

Verranno allestite 4 strutture temporanee, ognuna delle quali capace di ospitare fino a 80 studenti.
Le temporary school saranno predisposte secondo un disegno standard che è stato concordato con il Dipartimento dell’Educazione del distretto di Rasuwa e che sarà applicato uniformemente su tutti gli interventi del territorio. Il progetto risponde alle principali esigenze di utilizzo di materiali e procedure di allestimento sostenibili socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale, in considerazione del difficile accesso ai territori. Di qui la necessità di utilizzare quanto più possibile materiale presente in area o zone circostanti. Ad oggi un pezzo rilevante del trasporto deve essere fatto a piedi perché nessuna strada raggiunge i territori target. Parimenti è difficoltoso l’approvvigionamento dai paesi limitrofi per le difficoltà nella rete di comunicazione e nei trasporti. L’utilizzo di tecniche locali conosciute permette di impiegare manodopera locale per l’allestimento in un ottica di coinvolgimento e presa in carico che garantisce anche la manutenzione delle strutture temporanee.
I materiali proposti sono dunque molto semplici ma sicuri e resistenti sia rispetto al rischio di nuove scosse sismiche, che a fronte dell’arrivo del monsone (giugno/agosto). Con l’ausilio del personale del Dipartimento della Educazione e delle comunità, si individueranno aree di terreno opportune e pianeggianti che saranno ripulite da eventuali detriti, livellate e compattate. A copertura del suolo e per proteggere dalle piogge, verrà posto un doppio strato di tarpaulin mentre le pareti saranno composte da pali di bambù, che serviranno anche per la partizione interna fra le due stanze e per le pareti, mentre per porte e finestre verranno utilizzati foglie di lamiera ondulata. La copertura sarà formata da pali di bambu ricoperti da teli di tarpaulin. Si intende in questo modo offrire una struttura leggera ma resistente alle piogge e molto elastica per prevenire danni in occasione dello sciame sismico in atto. Ogni struttura sarà dotata di almeno due servizi igienici temporanei, allestiti anch’essi con pali di bambu, le pareti di tarpaulin così come la copertura superiore. Ogni servizio igienico sarà provvisto di una base interna in vetroresina. Il disegno tecnico è proposto dal Dipartimento dell’Educazione (Allegato 2). Ogni scuola sarà fornita inoltre di un piccolo kit igienico e di potabilizzazione dell’acqua, composto di sapone, pasticche per potabilizzare l’acqua e dei contenitori con tappo per la conservazione dell’acqua.
GVC si occuperà dell’approvvigionamento e la distribuzione corretta dei materiali in tutte le aree individuate per l’allestimento.
Il lavori seguiti e diretti da GVC saranno svolti utilizzando mano d’opera locale utilizzando la metodologia del “cash for work” che permette di fornire piccole ma importantissime fonti di reddito alle famiglie della comunità che attualmente hanno perso le principali fonti di reddito. Si intende contribuire ad aumentare in questo modo la capacità di resilienza, contribuendo a tamponare i rischi per molte famiglie di scivolare verso forme acute di povertà.

A2 – Acquisto e distribuzione materiale didattico/educativo nelle scuole.

Ogni struttura scolastica temporanea verrà fornita di un kit didattico/educativo composto di lavagne con gessetti, carta, penne, colori, quaderni. Ove necessario si provvederà anche a rifornire almeno parzialmente di libri di testo, usualmente distribuiti agli alunni all’inizio dell’anno scolastico. Poiché l’anno scolastico in Nepal era appena iniziato, la distribuzione dei libri di testo non era stata completata integralmente pertanto un ulteriore assessment dettagliato con le singole scuole si renderà necessario per integrare la perdita dei libri di testo.

A3 – Monitoraggio e accompagnamento degli insegnanti.

Il GVC attuerà uno accurato monitoraggio di tutte le attività progettuali: dalla scelta del sito, alle modalità di allestimento stesse nonché all’uso delle strutture in particolare per quanto concerne i servizi igienici e di appropriato mantenimento delle condizioni igieniche. Il personale di progetto si adopererà inoltre per accompagnare gli insegnanti nella ripresa delle lezioni con una particolare attenzione ai potenziali effetti traumatici riportati dagli studenti a seguito del terremoto, avendo cura di spiegarne le dinamiche e rilevare situazioni di stress particolarmente acuto.

 

  1. Piano finanziario

Voci di Spesa

Costo unitario

Quantità

Costo totale

Allestimento di 3 scuole temporanee, provviste di bagni

2.000

4

8.000

Acquisto e fornitura attrezzi da lavoro e per la sicurezza sul lavoro

100

4

400

Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo per la scuola e materiale scolastico per bambini

500

4

2.000

“Cash for work” per allestimento scuole temporanee

200

4

800

Ingegnere Locale

200

4

800

Coordinamento GVC (quota parte)

400

4

1.600

Costi gestionali (uffici, trasporti, comunicazioni)

100

4

400

Costi amministrativi

100

4

400

TOTALE

3.600

 

14.400

  1. Pre-condizioni e misure mitigative 

L’intervento è previsto nei due VDC di Yarsa e Saramthali, a condizione che i due VDC restino raggiungibili. Qualora le condizioni di raggiungibilità dei due VDC dovessero mutare si provvederà ad individuare altri VDC prioritari e raggiungibili nel Distretto di Rasuwa stesso. Ogni aggiornamento e variazione sarà discussa e valutata insieme al Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa ed ai responsabili della Fondazione Irma Romagnoli incaricati, in un’ottica di piena partnership.

Bologna, 20 maggio  2015

Allegato 1 – Mappa dell’Area di Intervento

Allegato 2 – Disegno della Temporary School

Pdf Progetto

 

Spett.le
Fondazione Irma Romagnoli Onlus

c/o Studio Frascari Via delle Lame 112, 40122 Bologna
Alla cortese attenzione
del Dott. Erus Sangiorgi
Bologna, 20 maggio 2015

Gentilissimi,
GVC, a seguito del terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse che hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni, ha ritenuto necessario avviare importanti operazioni di intervento nel Distretto di Rasuwa, uno dei distretti più vicini all’epicentro e ritenuti prioritari dal governo nepalese. A Rasuwa GVC ha già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali, al fianco di ONG locali e in appoggio ad ONG locali ed internazionali.

GVC, presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze, è attualmente l’unica ONG emiliano romagnola presente in Nepal e partecipa ai gruppi di lavoro di coordinamento dell’emergenza coordinati dalle Nazioni Unite in stretto rapporto con il Governo nepalese.

GVC è abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo) è partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Regione Emilia Romagna, Provincia Autonoma di Bolzano, etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro. I nostri ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.

In considerazione delle capacità tecniche e relazionali che GVC può mettere in campo e all’attenzione e sensibilità che la vostra Fondazione ha dimostrato nei confronti del disastro in Nepal, siamo a sottoporvi la richiesta di sostegno e finanziamento – in un’ottica di piena partnership – per un progetto che contribuisce a riavviare il sistema scolastico nel distretto di Rasuwa a favore di 320 bambine e bambini ed adolescenti fra i 6 e i 15 anni (Proposta progettuale in allegato).

L’intervento in questione si integra al supporto della è realizzato in stretto collegamento con le autorità diplomatiche italiane in Nepal e nello specifico con l’Ufficio VI (Aiuti Umanitari) della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinate con le autorità competenti in Nepal, e precisamente con il Ministero dell’Educazione, Dipartimento del distretto di Rasuwa.

Ringraziandovi per la cortese attenzione e disponibilità, ribadiamo la nostra piena collaborazione.

Distinti Saluti,
Dina Taddia
Presidente GVC


CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME - 2014

CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
1° edizione

ATTIVITA’ EQUESTRE AIASPORT ONLUS
logo-aiasport

Raggiungimento progetto 100%

RIVOLTO A 10 BAMBINI DISABILI DAI 10 AI 15 ANNI

TITOLO: CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME

DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il progetto intende proporre un percorso educativo-riabilitativo, ma al contempo anche ricreativosportivo,
di socializzazione e di integrazione, ad un gruppo di 10 bambini disabili coinvolgendo il
cavallo e il suo ambiente.
Il percorso ideato prevede una “settimana verde”, ovvero un campo estivo semi-residenziale della durata di 5 giorni, al fine di offrire ad ogni bambino partecipante, l’opportunità di sperimentare nuove possibilità per incrementare le proprie potenzialità e di trovare modalità alternative di
espressione, di relazione e di comunicazione attraverso il prendersi cura di un animale, il gioco e il
divertimento, lo stare all’aria aperta, il contatto con la natura e gli animali, lo stare insieme ad altri
bambini, avendo come mediatore, compagno di gioco e di sport il cavallo.

FINALITA’ E OBIETTIVI
Le finalità generali del progetto riguardano prevalentemente il miglioramento del benessere psicofisico della persona disabile, proponendogli interventi mirati ad ampliare il proprio orizzonte
esperenziale; alla modificazione dell’immagine di sé e all’accrescimento dell’autostima; alla
conquista di una possibile autonomia; ad una migliore gestione delle componenti impulsive e

pulsionali; alla capacità di risolvere situazioni–problema attraverso competenze strategiche;

all’adattamento all’ambiente e alle regole che lo contraddistinguono; alla capacità di esprimere in

modo condivisibile bisogni, desideri, intenzioni; allo sviluppo di competenze sociali.

Inoltre, il percorso proposto, mira a promuovere e valorizzare la partecipazione e l’integrazione di

bambini e adolescenti allo “sport per tutti”, quale diritto di tutti i cittadini, a prescindere dall’età, dalle categorie di appartenenza e dal tipo di problematiche, ponendo al centro la persona e non il risultato.

Obiettivi specifici:
Il rapporto fra il bambino ed il cavallo rappresenta una esperienza importante in cui vengono coinvolti
molteplici aspetti, la motricità, l’affettività, la capacità di relazione e di comunicazione.
• Aiutare il bambino disabile a migliorare la propria capacità di adattamento; ad imparare ad
affrontare positivamente situazioni nuove; a migliorare e affinare alcune abilità prassico-motorie, a
sviluppare la propria autonomia, partendo da situazioni specifiche inerenti all’ambito equestre, per
via via imparare a generalizzare tali acquisizioni e “trasferirle” anche nella vita quotidiana; nonché ad aumentare la propria autostima.
Sul piano motorio si propongono dei percorsi mirati all’acquisizione di nuovi schemi motori
sviluppando le qualità come la coordinazione, l’equilibrio, la destrezza…. in armonia e ritmicità,
nella successione dei movimenti del cavallo.
Sul piano emotivo e relazionale si intende coinvolgere il cavallo con l’obiettivo di aiutare il bambino a confrontarsi con la realtà delle proprie paure e con la propria aggressività, rapportandosi direttamente con le regole del cavallo e del gruppo e imparando ad interiorizzarle e a rispettarle.
• Particolare importanza viene data alla cura e pulizia del cavallo, con l’obiettivo di aiutare il bambino a imparare a trovare la soluzione di situazioni problematiche (problem solving) sviluppando la propria autonomia.
Far crescere la “responsabilità” e la capacità epimeletica (ovvero del prendersi cura di…) che si
sviluppa verso il “proprio” cavallo, può rappresentare un primo passo verso lo sviluppo di una
maggiore empatia, con l’obiettivo di imparare a generalizzare tali competenze nei confronti di sé stessi e delle proprie cose

DESTINATARI DELL’INTERVENTO
Il progetto è rivolto a 10 bambini disabili della provincia di Bologna di età compresa tra i 10 e i 15
anni, che già frequentano nel corso dell’anno il servizio di riabilitazione equestre dell’AIASPORT ONLUS in convenzione con l’AUSL di Bologna, o privatamente.

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
Il campo estivo ideato si svolgerà al termine del periodo scolastico (fine giugno o inizio di settembre,
in base alle esigenze delle famiglie dei bambini partecipanti), dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 16.30 e prevede anche la possibilità di partecipare ad una “notte in tenda” senza costi aggiuntivi.

Durante la settimana l’attività verrà suddivisa in due fasi:
Al mattino sono previste numerose e diversificate attività con il cavallo (pulizia e preparazione dei cavali, giochi ed esercizi in maneggio, passeggiate lungo i percorsi immersi nella natura del GESE, svestizione, cura, governo e nutrizione dei cavalli)
Nel pomeriggio sono previste diverse attività ludico-didattiche, laboratori e percorsi sensoriali,
psicomotori e relazionali, alcuni all’interno del parco del GESE; altri che prevedono la scoperta di spazi nuovi da esplorare insieme ai ragazzi.
Il tutto sempre in un clima di gioco/divertimento, fondamentale al fine di coinvolgere i bambini e di
mantenere alta la loro motivazione e voglia di partecipare.

RISORSE UMANE:
Al fine di proporre un’attività riabilitativa ed educativa valida e significativa, l’équipe dell’AIASPORT
ONLUS propone uno standard di qualità e di professionalità elevato, con un rapporto
educatore/bambino disabile di 1 : 2, più la presenza di 1 volontario ogni 3 bambini.
Tutti gli istruttori ed educatori che verranno coinvolti per la realizzazione del progetto hanno una
comprovata specializzazione ed una lunga esperienza (di almeno 4 anni) nel settore dell’attività
equestre con persone disabili.

RISORSE STRUMENTALI:
1) N. 8 CAVALLI che si distinguono per particolare mansuetudine e attitudine al tipo di lavoro richiesto, oltre che per essere di dimensioni adeguate alla messa in sella di persone disabili.
2) N. 2 SEDI OPERATIVE
Presso il GESE, dove l’AIASPORT dispone di 1 maneggio coperto, e di un ampio spazio esterno
protetto (divieto di accesso alle auto) con percorsi e sentieri accessibili immersi nella natura.
Presso il Podere Ca’ Fiume, a 8 km dal GESE, che oltre ad avere 1 maneggio e 1 tondino
scoperto e numerosi cavalli è anche fattoria, con diversi animali da cortile; vi è inoltrbbell’orto
biologico, nonché un grande TEPEE (tenda indiana); inoltre offre la possibilità di fruire dei
percorsi pedonali lungo il parco fluviale dell’Idice.
3) VARIE ATTREZZATURE SPORTIVE adattate e accessibili a persone con diversi tipi didisabilità.

COSTO DEL PROGETTO *
Il costo complessivo del progetto è di € 5.640,00
(le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10-27 ter. del D.p.R. 633/72).

L’AIASPORT ONLUS è in grado di garantire la copertura delle spese pari al 50% del costo totale del progetto (€ 2.820,00), tramite la richiesta di un contributo di partecipazione da parte delle famiglie dei minori disabili aderenti al progetto e tramite varie iniziative di autofinanziamento.

Viene richiesto alla Fondazione Irma Romagnoli Onlus un contributo che copra il rimanente 50%
delle spese sostenute per la realizzazione di tale ambiziosa iniziativa, pari a € 2.820,00.

RIFERIMENTO PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI:
Dott.ssa Maria Laura Tabacchi (Coordinatrice AIASPORT ONLUS)
Tel. 335.6583608 Fax 051/929351 E-mail: aiasport2@gmail.com oppure info@aiasport.it

* Per il dettaglio delle voci di spesa si veda il progetto nella stesura completa


SIAMO A CAVALLO - 2014

SIAMO A CAVALLO

ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO

Raggiungimento progetto 100%

Sede: Centro Ippico “Società Ippica Bolognese”, via Lelli 3, Rastignano (Bologna)

Giornata: sabato mattina, ore 9.00 – 12.00

Periodo di svolgimento dell’attività:
si prevedono 22 incontri, suddivisi in due trimestri (05/04 – 14/06 e 13/09 – 29/11), in dettaglio:
Aprile: 5 – 12 – 26
Maggio: 3 – 10 – 17 – 24 – 31
Giugno: 7 – 15
Settembre: 13 – 20 – 27
Ottobre: 4 – 11 – 18 – 25
Novembre: 1 – 8 – 15 – 22 – 29

Parteciperanno al progetto 11 bambini, suddivisi in tre gruppi in base all’età e al tipo di attività proposta, che si ritiene per ora idonea alle loro caratteristiche, ma che potrà essere modificata nel corso del tempo.

Ore 9.00 : E. R, L. B., M. S., M. B., V. T.
I  bambini inseriti in questo gruppo (età 8-11aa) presentano, come difficoltà principale, un ritardo cognitivo medio-lieve, associato a deficit di attenzione, instabilità motoria e difficoltà nella relazione con i pari.
Con questo gruppo si prevede di svolgere un’attività a terra (grooming, conduzione del cavallo, giochi motori) ed esercizi base con i cavalli, uno bardato con il fascione e l’altro con la sella. I bambini lavoreranno in alcuni momenti in gruppo unico e in altri momenti suddivisi in due gruppetti.
In ogni incontro si presenterà inoltre un tema specifico (esempio: forma del maneggio, parti del corpo del cavallo, lessico “tecnico”, ecc.), che verrà svolto attraverso una esperienza pratica e poi lo svolgimento di una scheda preparata per “fermare” sul foglio le conoscenze acquisite. Al termine del ciclo le schede, riunite in un fascicolo, verranno consegnate a ciascun bambino.
Tali attività hanno come obiettivo un aumento dei tempi di attenzione, il miglioramento di attività prassiche, dell’organizzazione spazio-temporale, della capacità di attendere il proprio ruolo, di coordinare il proprio movimento con quello degli altri, dell’interazione e della comunicazione con i pari e con gli operatori in campo, formalizzare nuovi apprendimenti, sviluppare la capacità di entrare in relazione, osservare e comunicare con il cavallo, dando significato ai comportamenti e alle reazioni dell’animale rispetto ai propri gesti e ai propri comportamenti.

Ore 10.00: F. R., F. O., M. C.  
I ragazzi di questo gruppo (età 12-15aa) hanno un disturbo di tipo psicopatologico, che si manifesta attraverso importanti difficoltà relazionali nei contesti sociali, soprattutto a scuola, tendenza all’isolamento e al passaggio all’atto, come reazione impulsiva in occasione di un intenso disagio emotivo.
Dopo un momento condiviso di attività a terra di grooming, preparazione del cavallo e conduzione da terra, le attività verranno nei primi incontri diversificate, per favorire l’approccio di ciascuno alla nuova situazione, per poi passare ad attività comuni, sia da terra che in sella.
Obiettivo dell’attività sarà quindi, primariamente, l’interazione sociale e la comunicazione, sia fra “esseri umani” sia con il cavallo, il superamento dei timori e un incremento della fiducia nelle proprie capacità di affrontare una nuova situazione e nuovi compiti.

Ore 11.00: A. T., A. M., M. P.
I bambini che formano questo gruppo sono più piccoli (età 4aa-6aa) e presentano tre diverse disabilità (emiparesi, ritardo cognitivo e del linguaggio, autismo). I primi due bambini sono accomunati dalla necessità, presente per ciascuno di loro, di essere stimolati all’ascolto e all’interazione; il bambino con disturbo autistico può trarre grande giovamento dall’essere posto in relazione con gli altri due bambini in attività di gioco condiviso.
Nei primi incontri i bambini svolgeranno un’attività individuale; successivamente si lavorerà in coppia con i due bimbi più abili nell’interazione sociale, su attività più strutturate (anche con schede), inserendo il bimbo autistico in alcuni momenti di gioco e svolgendo in rapporto individuale con lui le attività idonee a sollecitare la sua partecipazione. Infatti, si prevede che sarà opportuno lavorare a lungo con lui sull’avvicinamento e il contatto con il cavallo, il riconoscimento dell’animale come “altro” dotato di caratteristiche e modalità di comunicazione proprie e particolari. Si proporrà un’esperienza di “maternage” in sella (il bambino in sella con il tecnico di Riabilitazione equestre), per far sperimentare il movimento del cavallo attraverso percezioni somato-sensoriali e cinestesiche.
Obiettivo a medio termine sarà di far condividere ai bambini una seduta di 45 minuti, favorendo una reciprocità comunicativa attraverso giochi motori sia a terra sia con il cavallo.

Anche quest’anno l’attività di Riabilitazione equestre sarà svolta in collaborazione con l’Associazione Passo Passo, che parteciperà sia attraverso la presenza in campo della propria  volontaria Stefania, che ha dato un prezioso contributo lo scorso anno, sia sostenendo le spese per l’affitto dei cavalli, grazie al fondo dedicato a tale tipologia di intervento, costituito dalla donazione ricevuta dalla Fondazione Irma Romagnoli. L’Azienda AUSL mette a disposizione, come risorse tecniche in campo, il lavoro svolto dalla Dr.ssa Mazzotta, Neuropsichiatra Infantile e Coordinatrice tecnica di Riabilitazione Equestre, e dalla Dr.ssa Nanni, Psicologa ed esperta di Attività  assistite con gli animali, oltre che l’intervento di un Ausiliario, svolto da un Educatore della Cooperativa Libertas.
Al termine dell’attività verrà stilato un Report consuntivo e sarà montato un video con le riprese periodicamente effettuate in campo per documentare le variazioni intervenute.

Dr.ssa Giovanna Mazzotta
Neuropsichiatra Infantile
Coordinatore Tecnico di Riabilitazione Equestre


La Fondazione Irma Romagnoli nasce da un gesto d’amore.

L’amore che Irma Romagnoli nutriva per tutti gli esseri indifesi.

L’amore che l’ha spinta ad occuparsi con passione della cura di chi chiedeva il suo aiuto, grazie alla scoperta di un’energia innata che ha reso di lei una pranoterapeuta rispettata e raccomandata anche da medici specialisti.

La Fondazione Irma Romagnoli nasce per sua ultima volontà. Irma, che era solita dire “nulla chiedo e nulla rifiuto”, ha lasciato tutti i suoi beni in donazione alla Fondazione affinché continuasse ad occuparsi in suo nome degli esseri indifesi, in particolar modo dei bambini bisognosi e delle loro famiglie, ed al sostegno della ricerca sulle medicine tradizionali.

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