Progetti
I NOSTRI PROGETTI IN ITALIA E NEL MONDO
Scegliamo i nostri Partner attraverso i Progetti e i nostri Progetti attraverso i Partner.
Vogliamo creare relazioni stabili, coerenti e durature, attraverso un percorso trasparente di solidarietà attiva e di scambio. Sosteniamo solo le iniziative che riusciamo a seguire, direttamente. Scegliamo di agire nel rispetto delle nostre e altrui competenze e a favore delle economie locali.
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SIAMO A CAVALLO - 2016
SIAMO A CAVALLO
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Progetto “Siamo a Cavallo 2016”
Il Progetto “Siamo a Cavallo 2016” nasce dalla collaborazione fra l’UO di NPIA del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna, Distretto di Casalecchio-Porretta-San Lazzaro, l’Associazione Passo Passo della Valle del Reno e del Setta, la Fondazione Irma Romagnoli, l’Associazione Hippo Vie di Bologna. L’equipe impegnata in campo è composta da:
- ssa Giovanna Mazzotta, Neuropsichiatra Infantile presso il Distretto di Casalecchio di Reno, Coordinatore tecnico di Riabilitazione Equestre
- Chiara Zagnoni, Educatrice Professionale della Cooperativa Libertas
- Federica Mazzoni, Educatrice Professionale della Cooperativa Libertas
- Giulia Caselli, Tecnico di Equitazione, Operatore di Riabilitazione Equestre, Tirocinante presso l’Associazione Hippo Vie
- Thomas Pescuma, volontario
- Veronica Monni, volontaria, studentessa di Scienze dell’Educazione
Il progetto, al suo quarto anno dall’attivazione, coinvolge quest’anno 11 bambini in carico al Servizio di Neuropsichiatria Infantile del Distretto Casalecchio-Porretta, per i quali i rispettivi Referenti clinici hanno ritenuto utile un intervento di Riabilitazione Equestre, ad integrazione degli altri interventi già svolti in sede ambulatoriale, scolastica o di tipo educativo sanitario, organizzati in ambito extra-scolastico.
Le difficoltà presentate dai bambini sono di tipo cognitivo, relazionale, comportamentale, neuropsicologico. In alcuni bambini sono compresenti difficoltà che appartengono a due o più ambiti di sviluppo, in altri si osserva la compromissione in un’unica area di sviluppo. Tranne che in un caso, nel quale il disturbo ha caratteristiche di gravità ed è conseguente ad una Sindrome genetica, nei restanti dieci soggetti il disturbo è di tipo medio-lieve.
Il gruppo è formato da sette maschi e quattro femmine, di età compresa nella fascia 6 – 13 anni.
I bambini saranno suddivisi, tenendo conto soprattutto delle diagnosi cliniche, in tre gruppi, di cui due formati da quattro bambini e uno, dove è inserita la bambina più grave, da tre bambini. La scelta del lavoro in gruppo deriva dalla rilevanza data al favorire l’interazione fra pari e la condivisione di giochi e attività, modulati in base all’età e alle necessità derivanti dalle difficoltà presenti. E’ opportuno sottolineare che alla base dell’intervento vi è l’obiettivo di coniugare un’attenzione alle necessità individuali con l’integrazione e lo scambio all’interno del gruppo.
L’attività si svolge presso il Circolo Ippico “Società Ippica Bolognese”, sito a Rastignano (BO), che mette a disposizione i pony della scuola, che si sono rivelati particolarmente adatti, per carattere e morfologia, allo svolgimento di una attività che coinvolge bambini disabili.
Nel 1° semestre saranno effettuati dieci incontri, della durata di cinquanta minuti, a cadenza settimanale. Si è scelto il sabato mattina, per favorire la partecipazione dei genitori, ai quali era affidato il compito di accompagnare i bambini in maneggio, e che, liberi da altri impegni lavorativi, potevano assistere a quanto si svolgeva in campo. Spesso i bambini sono stati accompagnati da entrambi i genitori e dai fratelli.
I bambini svolgeranno un lavoro sia in sella che a terra, impegnati in attività proposte per stimolare l’acquisizione di nuove o migliori competenze in ambito comunicativo, relazionale, neuropsicologico, motorio, prassico. Tutti, se sarà possibile, le due andature, passo e trotto, con l’obiettivo di raggiungere un’autonomia nella conduzione del cavallo al passo.
Il secondo ciclo di 12 incontri, previsto dal Progetto, inizierà il 17 Settembre e terminerà il 3 Dicembre, per un totale di 22 incontri.
A cadenza regolare saranno effettuate riprese video, come documentazione dell’attività svolta e per una più precisa valutazione dell’efficacia dell’intervento nell’attivare le risorse e sviluppare le competenze dei bambini.
Dr.ssa Giovanna Mazzotta
Neuropsichiatra Infantile
Casa S.Giuseppe in Romania - 2016
Casa S.Giuseppe in Romania
La Fondazione Irma Romagnoli ha devoluto alla Casa S.Giuseppe 2000 € per l’anno 2016 per acquisti di beni di prima necessità.
Per visualizzare e stampare il progetto clicca qui.
La Casa S.Giuseppe è localizzata a Odorhei in Romania, nel cuore della Transilvania, regione che ci riporta nel nostro passato o meglio nella campagna italiana degli anni 30-40 del secolo scorso.
E’ un grande edificio donato nei primi anni ’90 da un ricco industriale svizzero alle suore della Congregazione del Cuore Immacolato di Bucarest che svolgono la loro attività di accoglienza e rifugio per bambini reduci da esistenze difficili e usciti dai loro tuguri e dalle tante ristrettezze familiari, morali, economiche e sociali.
La Casa è gestita da una dozzina di suore che organizzano la vita scolastica e le ordinarie attività quotidiane dei bambini/e e ragazzi/e presenti garantendo tutto il necessario per la loro crescita fisica, affettiva, educativa e sociale. Il sostentamento della Casa avviene esclusivamente dalle donazioni di benefattori generosi. Sono presenti nella struttura circa 150 ragazzi/e con età compresa tra i 2 e i 19 anni. Tanti di loro – già adulti – tornano per salutare i loro “familiari” con i quali sono cresciuti protetti dall’amore materno delle religiose.
Alcuni anni fa una troupe televisiva rumena ha reso visibile a tutta la Nazione l’esperienza di questo gruppo di suore e soprattutto ha evidenziato la qualità di vita all’interno della Casa e l’ottima qualità di preparazione scolastica dei ragazzi, molti dei quali hanno la possibilità di accedere a borse di studio per poter frequentare le varie Università della Romania ottenendo grandi soddisfazioni.
Questa visibilità ha scosso le coscienze di persone (sia rumeni che italiani) che, volendo contribuire al mantenimento di questo luogo di serenità in una terra che ancora risente degli anni bui della dittatura, ha cominciato a donare il necessario affinché le suore potessero ridistribuire i beni non solo per i propri ragazzi ma anche per gli abitanti poveri dei dintorni che bussano alla porta di Casa S.Giuseppe.
Il contributo che la Fondazione Irma Romagnoli porta direttamente all’Istituto si traduce in beni alimentari che permettono a tutti gli abitanti della Casa di sopravvivere nei mesi invernali dove la temperatura raggiunge i 35 gradi sotto zero. Le riserve alimentari sono un bene inestimabile proprio perché in quei mesi le strade diventano impraticabili e gli aiuti locali impossibili.
Alcuni membri della Fondazione Irma Romagnoli vanno periodicamente a visitare la grande Casa S.Giuseppe potendo così vivere insieme a loro momenti di vita quotidiana protetti da un’atmosfera d’amore che si respira in ogni luogo: nel refettorio mentre si fa colazione, nella piccola cappella cristiana al centro della Casa, nelle preghiere recitate o nei silenzi condivisi, nei corridoi a giocare o nelle camerette a studiare e…. anche nei balli del sabato sera all’interno della grande palestra trasformata in discoteca.
DALL'ESPERIENZA A CAVALLO... INSIEME VERSO L'AUTONOMIA - 2016
DALL'ESPERIENZA A CAVALLO... INSIEME VERSO L'AUTONOMIA
3° edizione
ATTIVITA’ EQUESTRE AIASPORT ONLUS


RIVOLTO A 10 BAMBINI DISABILI DAI 10 AI 16 ANNI
“Dall’esperienza a cavallo… insieme verso l’autonomia!”
Percorsi verso l’autonomia e l’integrazione sociale per adolescenti con disabilità psico-fisica partendo dall’esperienza equestre.
INTRODUZIONE
Questo nuovo percorso verso l’autonomia è stato pensato dopo il successo dei due “Camp a cavallo per adolescenti”, svolti nel 2014 e nel 2015, grazie al sostegno della Fondazione Irma Romagnoli Onlus; si è trattato di un’esperienza nuova e sperimentale, in cui 12 ragazzi disabili che già frequentavano durante l’anno il nostro maneggio (a cadenza settimanale), si sono ritrovati a settembre prima dell’inizio della scuola, a partecipare ad un soggiorno semiresidenziale a cavallo (organizzato dall’Aiasport Onlus), in cui la loro idea iniziale era quella di andare insieme a cavallo, divertendosi e condividendo questa passione comune, ma la nostra finalità principale era quella di aiutare questi giovani a superare le difficoltà che l’adolescenza porta con sè, attraverso il confronto, la collaborazione, la condivisione, l’espressione e l’elaborazione di emozioni nonché il rapporto tra pari.
Durante queste due settimane, in cui i ragazzi si sono trovati a stare insieme dalla mattina fino al tardo pomeriggio, si sono formati legami e relazioni importanti, sono emerse le passioni individuali e le specificità di ognuno e si è creato un gruppo desideroso di potersi vedere anche al di fuori dal contesto “maneggio”.
Anche le famiglie dei nostri 12 cavalieri hanno riportato feedback estremamente positivi riguardo alle settimane passate, chiedendoci esplicitamente di portare avanti il progetto del “Camp a cavallo” anche per il 2016, e di cercare di trovare nuove modalità d’incontro fra i ragazzi durante tutto l’anno, creando dei momenti di “tempo libero”, al di fuori del contesto scolastico e/o educativo-riabilitativo, visti gli ottimi risultati raggiunti ed i significativi legami instauratisi tra tutti i partecipanti.
Questo nuovo progetto nasce quindi da un’idea condivisa ed elaborata tutti insieme: operatori e volontari dell’Aiasport, ragazzi e famiglie.
IL PROGETTO
Il progetto per l’anno 2016 intende proporre molteplici attività e iniziative ricreative, relazionali, educative e sportive sia all’interno che al di fuori del contesto maneggio, sia durante l’anno (una volta al mese), che con la realizzazione della 3° edizione del Camp a cavallo estivo, allo scopo di promuovere, migliorare e valorizzare la partecipazione sociale e l’integrazione con il gruppo dei pari del loro territorio di appartenenza, rivolgendosi prevalentemente a ragazzi dai 10 ai 16 anni in situazione di handicap psico-fisico, al fine di portarli a raggiungere una maggiore autonomia ed una maggiore consapevolezza di se’, delle proprie emozioni e dei propri bisogni, dei propri limiti e delle proprie potenzialità, partendo dall’idea che far parte di un gruppo possa essere una base solida di crescita.
Oltre all’attività equestre settimanale a loro proposta durante l’anno, in cui i ragazzi già lavorano in piccoli gruppi, mantenendo anche durante le lezioni a cavallo la parte relazionale consolidatasi durante la settimana di settembre, verranno proposte attività ed incontri, inizialmente di un pomeriggio e sera al mese, in cui si cercherà di andare incontro alle esigenze ed alle proposte dei ragazzi (film, spettacoli, feste, uscite a tema, ecc.) , fino ad arrivare ad ideare uscite di due giorni (con una notte fuori casa) in primavera-estate, al fine di incrementare e consolidare le dinamiche del gruppo e le amicizie che al suo interno si sono create.
Concluderà il percorso la realizzazione della 3° edizione del Camp a cavallo, ipotizzato anche per quest’anno a settembre, appena prima dell’inizio della scuola.
OBIETTIVI
› L’obiettivo primario è quello di favorire la vita di relazione e incrementare le opportunità d’incontro tra i ragazzi adolescenti con delle difficoltà psico-fisiche per formare un gruppo solido in cui si sentano accolti e compresi, a cui fare riferimento e con cui confrontarsi nei momenti difficili, ma anche in quelli gioiosi;
› come alternativa al gruppo dei pari, che in questi anni l’adolescente spesso preferisce alla famiglia grazie alla spinta fisiologica verso l’autonomia, e che per questi nostri ragazzi è uno scoglio doloroso da affrontare in entrambi i sensi (sia la spinta verso l’autonomia da parte delle famiglie, che spesso li tengono dentro una “campana di vetro” per proteggerli, o al contrario li lasciano in balia dei mille impegni perché non in grado di gestirli; e al contempo le difficoltà enormi che questi giovani incontrano nelle relazioni con i pari, a scuola, con i compagni, ecc.).
› L’adolescenza come tappa di sviluppo di ogni individuo ha spesso come caratteristiche principali la depressione o la lotta contro di essa, tristezza, agitazione, collera, sensazione di inutilità e pessimismo, apparente noia ed indifferenza a tutto, che nasconde in realtà sensazioni di disistima e sensi di colpa e di vergogna spesso alternati a momenti di trionfante onnipotenza.
Inoltre è risaputo come i cambiamenti fisici più significativi avvengono a quest’età, come la maturazione sessuale, lo sviluppo ormonale ecc.; nei nostri cavalieri ed amazzoni queste “difficoltà” di crescita si sommano ad altre più personali e specifiche.
L’obiettivo di questo progetto è anche quello di accogliere i cambiamenti nel modo più normale e sereno, rendendo i momenti d’incontro luogo di scambio di sensazioni e di emozioni, di condivisione di problematiche simili che aiutano a sdrammatizzarle ed a renderle comuni e quindi “normali” ed accettate.
› Infine, ma certamente non meno importante, riteniamo sia un obiettivo fondamentale quello di migliorare la qualità della vita delle famiglie con figli disabili, accrescere e rinforzare i loro rapporti sociali, favorire la loro partecipazione attiva a momenti di svago e tempo libero; famiglie troppo spesso dimenticate, lasciate sole nella gestione della quotidianità e del tempo libero dei propri figli.
DESTINATARI
Il progetto per l’anno 2016 è rivolto a 12/14 ragazzi tra i 10 ed i 16 anni, nella fase di pubertà ed adolescenza, in situazione Cheap England football shirts di handicap psico-fisico che già frequentano l’attività equestre per disabili proposta dall’AIASPORT ONLUS.
Questo progetto sarà comunque esteso anche ad altri partecipanti esterni all’associazione, interessati e disponibili a conoscere nuovi amici, trascorrere momenti piacevoli, visitare città e luoghi interessanti, praticare attività sportive, sempre seguiti da uno staff di educatori e animatori specializzati, con un’esperienza pluriennale nel settore della disabilità.
MODALITA’ E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Il progetto ha la durata di nove mesi, con inizio nel mese di gennaio 2016 e fine nel mese di settembre con la terza edizione del “Camp a cavallo per adolescenti”, auspicando la possibilità di riuscire a portare avanti e realizzare anche il progetto di “tempo libero” a cadenza mensile, che come già scritto, ha come obiettivo finale una sempre maggior autonomia relazionale e di legami affettivi fra i ragazzi.
RISULTATI ATTESI
Partendo dal successo delle precedenti due edizioni dei “Camp a cavallo per adolescenti“, in cui si sono osservati miglioramenti crescenti nei rapporti e nello stare insieme tra i ragazzi, nei comportamenti adattivi e positivi verso “l’altro”, nella comunicazione e nella generalizzazione di tutto questo anche in altri ambiti e contesti; crediamo che questo nuovo progetto possa consolidare e fortificare i rapporti di questi giovani, dando loro una base solida e sicura per poter cercare un’autonomia al di fuori dell’ambito familiare, ma soprattutto scolastico, al fine di incrementare la propria autostima non omologandosi, ne autoescludendosi dal gruppo dei pari o soffrendo per i propri “limiti”, ma sentendosi apprezzati e riconosciuti, in un clima di accettazione e valorizzazione della “diversità” delle Cheap Real Madrid football shirts potenzialità emerse e dell’unicità di ogni individuo, in quanto essere umano.
Inoltre, dall’esperienza maturata nel corso degli anni, riteniamo che il progetto verso l’autonomia proposto sia molto utile e positivo, anche a detta dei genitori dei giovani partecipanti che apprezzano molto le nostre iniziative, trovando i propri figli molto più maturi e autonomi a fine percorso.
Uno degli ostacoli maggiori è sicuramente l’elevato costo delle uscite per le famiglie partecipanti, nonché per gli operatori dell’AIASPORT ONLUS, che molte volte si vedono costretti a prestare il loro prezioso servizio a titolo gratuito, per mantenere i costi accessibili e permettere alla maggior parte dei giovani disabili di partecipare.
COSTO DEL PROGETTO
Il costo complessivo del progetto è composto dal costo del 3° Camp a cavallo più il costo delle 6 uscite di tempo libero a cadenza mensile da effettuarsi nel periodo gennaio-giugno 2016.
Per la realizzazione del Camp estivo abbiamo preventivato una spesa molto simile a quella dello scorso anno: € 6.000,00 (seimila/00), mentre per le 6 uscite a cadenza mensile prevediamo una spesa complessiva di circa € 2.600,00 (duemilaseicento/00), per un totale di € 8.600,00 (ottomilaseicento/00).
(le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10-27 ter. del D.p.R. 633/72).
L’AIASPORT ONLUS si impegna a garantire una copertura delle spese pari al 65% del costo totale del progetto (€ 5.590,00), investendo una parte della quota del 5 x mille da pochi mesi ricevuta, tramite la richiesta di un contributo di partecipazione da parte delle famiglie dei minori disabili aderenti al progetto e tramite varie iniziative di autofinanziamento (cene, feste, distribuzione delle uova di Pasqua, ecc.).
Viene richiesto alla cheap football shirts Fondazione Irma Romagnoli Onlus un contributo che copra il rimanente 35% delle spese sostenute per la realizzazione di tale ambiziosa iniziativa, pari a € 3.010,00.
Di seguito la descrizione dettagliata dei costi del progetto, suddiviso nel Camp a cavallo (di cui ormai conosciamo bene i costi, viste le 2 precedenti edizioni), e nel percorso di tempo libero con le 6 uscite a cadenza mensile (una nuova esperienza per noi):
| VOCI DI SPESA DOCUMENTABILI X 3° CAMP A CAVALLO | COSTO |
| 12 tessere assicurative UISP x 5 € ciascuna | € 60,00 |
| Rimborso 6 educatori equestri x 8h al dì x 5 dì x 15 € l’ora (la partecipazione Cheap AC Milan football shirts alla notte in tenda viene svolta dagli operatori gratuitamente) |
€ 3.600,00 |
| Direzione e coordinamento progetto (10 ore x 20 € l’ora ) | € 200,00 |
| Pranzi + 2 merende x 18 persone (12 bimbi, 6 operatori) al dì x 5 giorni x € 7 ciascuno |
€ 630,00 |
| Spese di viaggio x le uscite (Indennità chilometrica riconosciuta = € 0,30 al km) |
€ 200,00 |
| Costo partecipazione uscite (piscina, gite, laboratori….) | € 250,00 |
| Materiale didattico e di consumo (imputati € 12 a partecipante x l’intera settimana) | € 120,00 |
| Spese generali di funzionamento | |
| Progettazione e rendicontazione (€ 20 l’ora x 12 ore) | € 240,00 |
| Spese di segreteria /amministrazione/telefono | € 100,00 |
| Affitto 8 cavalli, maneggio e strutture GESE x 4 giorni x 150 € al dì | € 600,00 |
| TOTALE COSTI CAMP A CAVALLO | € 6.000,00 |
| VOCI DI SPESA PREVISTE X 6 USCITE A CADENZA MENSILE | COSTO |
| Rimborso 4 cheap football kits educatori x 4h ogni uscita x 15 € l’ora x 6 uscite (la partecipazione al 2° giorno dell’uscita di 2 giorni verrà svolta gratuitamente) |
€ 1.440,00 |
| Spese vive per le 6 uscite (per 12 adolescenti + 4 educatori) x 10 € ciascuno (ad es. cene, cinema, teatro, bowling, costo campeggio, ecc.) | € 960,00 |
| Rimborso spese viaggio x le 6 uscite | € 200,00 |
| TOTALE COSTI 6 USCITE MENSILI | € 2.600,00 |
| COSTO TOTALE DEL PROGETTO | € 8.600,00 |
SIAMO A CAVALLO - 2015
SIAMO A CAVALLO
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Progetto “Siamo a Cavallo 2015”
Partecipano al progetto Siamo a Cavallo 2015 bambini seguiti dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile, provenienti dai Comuni indicati
- P (Sasso Marconi)
- B. (Sasso Marconi)
- P. (Vado)
- G. (Vergato)
- M. (Bologna)
- T. (Porretta)
- C. (Casalecchio)
- C. (S. Lazzaro)
- N. (Casalecchio)
L’equipe impegnata in campo è composta da:
- ssa Giovanna Mazzotta, Neuropsichiatra Infantile presso il Distretto di Casalecchio di Reno, Coordinatore tecnico di Riabilitazione Equestre
- ssa Irene Nanni, Psicologa, Educatrice Professionale esperta in autismo, Operatore di Onoterapia
- Educatore Professionale della Cooperativa Libertas
- Thomas Pescuma, volontario
- Lucia Battaglia, Educatrice, studentessa di Psicologia, volontaria
Sede: Centro Ippico “Società Ippica Bolognese”, via Lelli 3, Rastignano (Bologna)
Giornata: sabato mattina, ore 9.00 – 12.00
Periodo di svolgimento dell’attività: si prevedono 22 incontri, suddivisi in due trimestri, il primo da Aprile a Giugno e il secondo da Settembre a Dicembre.
I bambini saranno suddivisi in tre gruppi in base all’età e al tipo di attività proposta, che si ritiene inizialmente idonea alle loro caratteristiche, ma che potrà essere modificata nel corso del tempo.
I bambini presentano un ritardo cognitivo medio-lieve, deficit di attenzione, instabilità motoria e difficoltà nella relazione con i pari, dovuta a un disturbo appartenente allo spettro autistico o a un disturbo della condotta. In alcuni bambini le difficoltà si manifestano attraverso importanti problemi relazionali nei contesti sociali, soprattutto a scuola, tendenza all’isolamento e al passaggio all’atto, come reazione impulsiva in occasione di un intenso disagio emotivo.
Si prevede di svolgere un’attività a terra (grooming, conduzione del cavallo, giochi motori) ed esercizi base con i cavalli, utilizzando una bardatura con il fascione o con la sella. I bambini lavoreranno in alcuni momenti in gruppo unico e in altri momenti individualmente.
In ogni incontro si presenterà inoltre un tema specifico (esempio: forma del maneggio, parti del corpo del cavallo, lessico “tecnico”, ecc.).
Le attività hanno come obiettivo un aumento dei tempi di attenzione, il miglioramento di attività prassiche, dell’organizzazione spazio-temporale, della capacità di attendere il proprio ruolo, di coordinare il proprio movimento con quello degli altri, dell’interazione e della comunicazione con i pari e con gli operatori in campo, la formalizzazione dei nuovi apprendimenti, lo sviluppo di abilità di relazione, osservazione e comunicazione con il cavallo, dando significato ai comportamenti e alle reazioni dell’animale rispetto ai propri gesti e ai propri comportamenti.
Dr.ssa Giovanna Mazzotta
Neuropsichiatra Infantile
Casa S.Giuseppe in Romania - 2015
Casa S.Giuseppe in Romania
La Fondazione Irma Romagnoli ha devoluto alla Casa S.Giuseppe 2000 € per l’anno 2015 per acquisti di beni di prima necessità.
Per visualizzare e stampare il progetto clicca qui.
La Casa S.Giuseppe è localizzata a Odorhei in Romania, nel cuore della Transilvania, regione che ci riporta nel nostro passato o meglio nella campagna italiana degli anni 30-40 del secolo scorso.
E’ un grande edificio donato nei primi anni ’90 da un ricco industriale svizzero alle suore della Congregazione del Cuore Immacolato di Bucarest che svolgono la loro attività di accoglienza e rifugio per bambini reduci da esistenze difficili e usciti dai loro tuguri e dalle tante ristrettezze familiari, morali, economiche e sociali.
La Casa è gestita da una dozzina di suore che organizzano la vita scolastica e le ordinarie attività quotidiane dei bambini/e e ragazzi/e presenti garantendo tutto il necessario per la loro crescita fisica, affettiva, educativa e sociale. Il sostentamento della Casa avviene esclusivamente dalle donazioni di benefattori generosi. Sono presenti nella struttura circa 150 ragazzi/e con età compresa tra i 2 e i 19 anni. Tanti di loro – già adulti – tornano per salutare i loro “familiari” con i quali sono cresciuti protetti dall’amore materno delle religiose.
Alcuni anni fa una troupe televisiva rumena ha reso visibile a tutta la Nazione l’esperienza di questo gruppo di suore e soprattutto ha evidenziato la qualità di vita all’interno della Casa e l’ottima qualità di preparazione scolastica dei ragazzi, molti dei quali hanno la possibilità di accedere a borse di studio per poter frequentare le varie Università della Romania ottenendo grandi soddisfazioni.
Questa visibilità ha scosso le coscienze di persone (sia rumeni che italiani) che, volendo contribuire al mantenimento di questo luogo di serenità in una terra che ancora risente degli anni bui della dittatura, ha cominciato a donare il necessario affinché le suore potessero ridistribuire i beni non solo per i propri ragazzi ma anche per gli abitanti poveri dei dintorni che bussano alla porta di Casa S.Giuseppe.
Il contributo che la Fondazione Irma Romagnoli porta direttamente all’Istituto si traduce in beni alimentari che permettono a tutti gli abitanti della Casa di sopravvivere nei mesi invernali dove la temperatura raggiunge i 35 gradi sotto zero. Le riserve alimentari sono un bene inestimabile proprio perché in quei mesi le strade diventano impraticabili e gli aiuti locali impossibili.
Alcuni membri della Fondazione Irma Romagnoli vanno periodicamente a visitare la grande Casa S.Giuseppe potendo così vivere insieme a loro momenti di vita quotidiana protetti da un’atmosfera d’amore che si respira in ogni luogo: nel refettorio mentre si fa colazione, nella piccola cappella cristiana al centro della Casa, nelle preghiere recitate o nei silenzi condivisi, nei corridoi a giocare o nelle camerette a studiare e…. anche nei balli del sabato sera all’interno della grande palestra trasformata in discoteca.
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME - 2015
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
2° edizione
ATTIVITA’ EQUESTRE AIASPORT ONLUS

RIVOLTO A 10 BAMBINI DISABILI DAI 10 AI 15 ANNI
TITOLO: CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il progetto intende proporre un percorso educativo-riabilitativo, ma al contempo anche ricreativosportivo,
di socializzazione e di integrazione, ad un gruppo di 10 bambini disabili coinvolgendo il
cavallo e il suo ambiente.
Il percorso ideato prevede una “settimana verde”, ovvero un campo estivo semi-residenziale della durata di 5 giorni, al fine di offrire ad ogni bambino partecipante, l’opportunità di sperimentare nuove possibilità per incrementare le proprie potenzialità e di trovare modalità alternative di
espressione, di relazione e di comunicazione attraverso il prendersi cura di un animale, il gioco e il
divertimento, lo stare all’aria aperta, il contatto con la natura e gli animali, lo stare insieme ad altri
bambini, avendo come mediatore, compagno di gioco e di sport il cavallo.
FINALITA’ E OBIETTIVI
Le finalità generali del progetto riguardano prevalentemente il miglioramento del benessere psicofisico della persona disabile, proponendogli interventi mirati ad ampliare il proprio orizzonte
esperenziale; alla modificazione dell’immagine di sé e all’accrescimento dell’autostima; alla
conquista di una possibile autonomia; ad una migliore gestione delle componenti impulsive e
pulsionali; alla capacità di risolvere situazioni–problema attraverso competenze strategiche;
all’adattamento all’ambiente e alle regole che lo contraddistinguono; alla capacità di esprimere in
modo condivisibile bisogni, desideri, intenzioni; allo sviluppo di competenze sociali.
Inoltre, il percorso proposto, mira a promuovere e valorizzare la partecipazione e l’integrazione di
bambini e adolescenti allo “sport per tutti”, quale diritto di tutti i cittadini, a prescindere dall’età, dalle categorie di appartenenza e dal tipo di problematiche, ponendo al centro la persona e non il risultato.
Obiettivi specifici:
Il rapporto fra il bambino ed il cavallo rappresenta una esperienza importante in cui vengono coinvolti
molteplici aspetti, la motricità, l’affettività, la capacità di relazione e di comunicazione.
• Aiutare il bambino disabile a migliorare la propria capacità di adattamento; ad imparare ad
affrontare positivamente situazioni nuove; a migliorare e affinare alcune abilità prassico-motorie, a
sviluppare la propria autonomia, partendo da situazioni specifiche inerenti all’ambito equestre, per
via via imparare a generalizzare tali acquisizioni e “trasferirle” anche nella vita quotidiana; nonché ad aumentare la propria autostima.
• Sul piano motorio si propongono dei percorsi mirati all’acquisizione di nuovi schemi motori
sviluppando le qualità come la coordinazione, l’equilibrio, la destrezza…. in armonia e ritmicità,
nella successione dei movimenti del cavallo.
• Sul piano emotivo e relazionale si intende coinvolgere il cavallo con l’obiettivo di aiutare il bambino a confrontarsi con la realtà delle proprie paure e con la propria aggressività, rapportandosi direttamente con le regole del cavallo e del gruppo e imparando ad interiorizzarle e a rispettarle.
• Particolare importanza viene data alla cura e pulizia del cavallo, con l’obiettivo di aiutare il bambino a imparare a trovare la soluzione di situazioni problematiche (problem solving) sviluppando la propria autonomia.
• Far crescere la “responsabilità” e la capacità epimeletica (ovvero del prendersi cura di…) che si
sviluppa verso il “proprio” cavallo, può rappresentare un primo passo verso lo sviluppo di una
maggiore empatia, con l’obiettivo di imparare a generalizzare tali competenze nei confronti di sé stessi e delle proprie cose
DESTINATARI DELL’INTERVENTO
Il progetto è rivolto a 10 bambini disabili della provincia di Bologna di età compresa tra i 10 e i 15
anni, che già frequentano nel corso dell’anno il servizio di riabilitazione equestre dell’AIASPORT ONLUS in convenzione con l’AUSL di Bologna, o privatamente.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
Il campo estivo ideato si svolgerà al termine del periodo scolastico (fine giugno o inizio di settembre,
in base alle esigenze delle famiglie dei bambini partecipanti), dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 16.30 e prevede anche la possibilità di partecipare ad una “notte in tenda” senza costi aggiuntivi.
Durante la settimana l’attività verrà suddivisa in due fasi:
– Al mattino sono previste numerose e diversificate attività con il cavallo (pulizia e preparazione dei cavali, giochi ed esercizi in maneggio, passeggiate lungo i percorsi immersi nella natura del GESE, svestizione, cura, governo e nutrizione dei cavalli)
– Nel pomeriggio sono previste diverse attività ludico-didattiche, laboratori e percorsi sensoriali,
psicomotori e relazionali, alcuni all’interno del parco del GESE; altri che prevedono la scoperta di spazi nuovi da esplorare insieme ai ragazzi.
Il tutto sempre in un clima di gioco/divertimento, fondamentale al fine di coinvolgere i bambini e di
mantenere alta la loro motivazione e voglia di partecipare.
RISORSE UMANE:
Al fine di proporre un’attività riabilitativa ed educativa valida e significativa, l’équipe dell’AIASPORT
ONLUS propone uno standard di qualità e di professionalità elevato, con un rapporto
educatore/bambino disabile di 1 : 2, più la presenza di 1 volontario ogni 3 bambini.
Tutti gli istruttori ed educatori che verranno coinvolti per la realizzazione del progetto hanno una
comprovata specializzazione ed una lunga esperienza (di almeno 4 anni) nel settore dell’attività
equestre con persone disabili.
RISORSE STRUMENTALI:
1) N. 8 CAVALLI che si distinguono per particolare mansuetudine e attitudine al tipo di lavoro richiesto, oltre che per essere di dimensioni adeguate alla messa in sella di persone disabili.
2) N. 2 SEDI OPERATIVE
– Presso il GESE, dove l’AIASPORT dispone di 1 maneggio coperto, e di un ampio spazio esterno
protetto (divieto di accesso alle auto) con percorsi e sentieri accessibili immersi nella natura.
– Presso il Podere Ca’ Fiume, a 8 km dal GESE, che oltre ad avere 1 maneggio e 1 tondino
scoperto e numerosi cavalli è anche fattoria, con diversi animali da cortile; vi è inoltrbbell’orto
biologico, nonché un grande TEPEE (tenda indiana); inoltre offre la possibilità di fruire dei
percorsi pedonali lungo il parco fluviale dell’Idice.
3) VARIE ATTREZZATURE SPORTIVE adattate e accessibili a persone con diversi tipi didisabilità.
COSTO DEL PROGETTO *
Il costo complessivo del progetto è di € 5.640,00
(le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10-27 ter. del D.p.R. 633/72).
L’AIASPORT ONLUS è in grado di garantire la copertura delle spese pari al 50% del costo totale del progetto (€ 2.820,00), tramite la richiesta di un contributo di partecipazione da parte delle famiglie dei minori disabili aderenti al progetto e tramite varie iniziative di autofinanziamento.
Viene richiesto alla Fondazione Irma Romagnoli Onlus un contributo che copra il rimanente 50%
delle spese sostenute per la realizzazione di tale ambiziosa iniziativa, pari a € 2.820,00.
RIFERIMENTO PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI:
Dott.ssa Maria Laura Tabacchi (Coordinatrice AIASPORT ONLUS)
Tel. 335.6583608 Fax 051/929351 E-mail: aiasport2@gmail.com oppure info@aiasport.it
* Per il dettaglio delle voci di spesa si veda il progetto nella stesura completa
A Rasuwa si torna a scuola
"A Rasuwa si torna a scuola"
Intervento di emergenza nelle aree maggiormente colpite dal terremoto del Nepal a supporto del sistema scolastico per la ripresa delle attività educative di bambini e ragazzi nel distretto di Rasuwa.
GRUPPO VOLONTARIATO CIVILE (GVC)

Settore
EDUCAZIONE in EMERGENZA
Obbiettivi
Obiettivo generale: Creare le condizioni per la rapida ripresa delle attività scolastiche nel Distretto di Rasuwa (Nepal), interrotte dal terremoto del 25 aprile 2015
Obiettivo Specifico: Ripristinare l’accesso all’istruzione per gli/le studenti dei Village Development Committee – VDC di Yarsa e Saramthali nel Distretto di Rasuwa, Nepal
Beneficiari
Beneficiari diretti:
- 320 studenti fra i 6 e i 15 anni;
- 16 insegnanti e altro personale scolastico;
- Department of Education of Rasuwa;
Beneficiari indiretti:
- 160 famiglie (800 persone circa) i cui figli frequentano le 4 scuole temporanee;
I familiari degli/le studenti/esse e del corpo insegnanti beneficeranno indirettamente dell’intervento grazie alla ripresa delle normali attività scolastiche ed economiche nell’area.
Partner Locale
DoE (Dipartimento dell’Educazione) nepalese; NAF
Durata del progetto
4 mesi (1 Giugno – 30 Settembre 2015)
Contributo richiesto
14.400 €
Area di Intervento
Nepal, Distretto di Rasuwa, VDC di Saramthali e Yarsa
Referente
Margherita Romanelli, Desk GVC per l’Asia
E-mail referente
margherita.romanelli@gvc-italia.org
Indirizzo
Via Dell’Osservanza 35/2, Bologna Tel. 051/585604; Fax 051 582225
Website
www.gvc-italia.org
Risultato Atteso
320 studenti fra I 6-15 anni hanno nuovamente accesso all’istruzione nel Distretto di Rasuwa
Attività
A1 Allestimento di 4 temporary schools dotate di bagni; A2 Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo nella scuole; A3 Monitoraggio.
-
Presenza nell’area
GVC è presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze.
La lunga esperienza di intervento in Nepal a fianco di ONG locali e in appoggio a ONG internazionali che operano nel paese determina la volontà e la possibilità di agire in modo efficace ed efficiente per contribuire a rispondere alla grave emergenza che il terremoto dello scorso 25 aprile ha determinato.
GVC è una ONG abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo). E’ partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Provincia Autonoma di Bolzano, Fondi Regione Emilia Romagna etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro.
Ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.
In Nepal, nelle aree più colpite dal terremoto, GVC interviene in appoggio ad ONG locali ed internazionali nei distretti di Rasuwa e Nuwakot. Le azioni più recenti sono indirizzate a:
- Migliorare le condizioni di salute e le opportunità educative del distretto di Kavrepalanchok attraverso la promozione dell’accesso all’acqua potabile e il sostegno agli istituti scolastici della zona per 1000 famiglie secondo le seguenti componenti:
WATER: costruzione di unità di raccolta dell’acqua piovana ad uso comunitario (scuole, edifici comunitari, centri sanitari); costruzione di nuove connessioni al nuovo sistema idrico; distribuzione di sistemi per il trattamento dell’acqua; campagna di sensibilizzazione sul corretto utilizzo dell’acqua.
SANITATION: costruzione di toilets e di impianti a biogas.
IGIENE: campagna di sensibilizzazione sulle buone pratiche igieniche; distribuzione di Improved Cooking Stoves.
SCUOLA: identificazione di un progetto pilota per il miglioramento della didattica; fornitura di nuovo materiale scolastico e di cancelleria a studenti e insegnanti, corsi di aggiornamento per gli insegnanti.
- Migliorare la sicurezza e la sovranità alimentare delle famiglie residenti nelle aree urbane e peri-urbane del distretto attraverso la promozione delle tradizionali tecniche di agricoltura sostenibile per 2000 famiglie secondo le seguenti componenti:
FORMAZIONE: formazione a personale dell’ufficio tecnico agricolo del distretto su agricoltura sostenibile e permacultura; formazione rivolta ai beneficiari su tecniche di permacultura e gestione sostenibile delle risorse naturali.
COOPERATIVE: distribuzione di kit per la produzione agricola; organizzazione dei beneficiari in cooperative; creazione di un vivaio delle specie a rischio di deriva genetica per uso interno alle cooperative e per vendita sul mercato; identificazione di un’area di mercato in cui commerciare prodotti delle cooperative; certificazione Bio per i prodotti delle cooperative.
SENSIBILIZZAZIONE: campagne su corretto e sostenibile uso delle risorse naturali rivolte alle famiglie e sviluppo degli orti familiari.
-
Descrizione dell’azione contesto e bisogni principali
Il terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse, hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni. Ingenti sono i danni anche alle strutture pubbliche dei distretti più vicini all’epicentro e più drammaticamente colpiti tra cui: Gorkha, Sindhupalchowk, Nuwakot e Rasuwa. Di fronte alla magnitudo del disastro, GVC ha optato per intervenire nel Distretto di Rasuwa ove le due organizzazioni hanno già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali.
Secondo il Censimento del 2011, il Distretto di Rasuwa contava 43.300 persone distribuite in una area prevalentemente montuosa (66%) e oltre il 35% del territorio sopra i 5.000 metri in una estensione di 1544 kmq. In queste aree la popolazione vive distribuita in villaggi molto piccoli ed isolati, ove l’accesso è particolarmente difficile e le condizioni di vita già prima del terremoto molto modeste: una realtà socio-economica strettamente legata ad una povera agricoltura ed allevamento di sussistenza. A seguito del terremoto si calcola che poco meno di 500 persone hanno perso la vita e oltre 1.000 siano le persone ferite. Circa il 95% delle case sono andate distrutte o irreparabilmente danneggiate, in particolare nei piccoli villaggi montani molti dei quali ancora difficilmente raggiungibili sia su strada carrabile sia via terra anche con lunghe ore di cammino rese pericolose dalle numerose frane.
Delle oltre 184 scuole pubbliche presenti nel distretto (primary, lower secondary, secondary, higher secondary), ben 98 sono andate distrutte o rese inutilizzabili dalle scosse. I dati governativi ufficiali parlano di 9.962 studenti nell’intero distretto che non hanno più accesso ad una struttura scolastica e di oltre 350 insegnanti che non avranno uno spazio sicuro ed appropriato il 28 maggio 2015, data fissata per la riapertura delle scuole.
Dopo opportune consultazioni con il Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa e gli altri stakeholder, GVC ha optato per intervenire in due dei 18 VDC (Village Development Committee): Yarsa e Saramthali. Due VDC montani, duramente colpiti dal terremoto e scarsamente raggiungibili da strade carrabili in particolare in questo momento che le prime piogge stanno già aumentando il rischio di frane. In questi due VDC abitati da circa 8.000 persone, sono andate distrutte 19 scuole pubbliche frequentate da 2.198 studenti.
Qui di seguito i dati forniti dal Dipartimento dell’Educazione:
| Nome della scuola e livello | VDC e WARD |
Gradi |
Studenti |
| Bhuwanishwori PS | Saramthali – Kunatole |
1–3 |
44 |
| Dupcheshwori LSS | Saramthali – Patikharka |
1–8 |
310 |
| Gaurishankar PS | Saramthali – Mathillogaun |
1–5 |
58 |
| Gautambuddha SS | Saramthali – Phamchet |
1–10 |
257 |
| Gyanodaya PS | Saramthali – Ghichet |
1–3 |
24 |
| Kalikadevi PS | Saramthali – Danuswara |
1–5 |
66 |
| Larchyang PS | Saramthali – Larchyang |
1–5 |
63 |
| Namuna PS | Saramthali – Bhangyangdanda |
1–3 |
39 |
| Nirkubhume HSS | Saramthali – Saramthali |
1-12 |
523 |
| Aarukharka PS | Yarsa – Aarukharka |
1–5 |
123 |
| Bhumedevi PS | Yarsa – Yubra |
1–5 |
35 |
| Doklang PS | Yarsa – Doklang |
1–3 |
24 |
| Ghangmar PS | Yarsa – Ghangmar |
1–5 |
14 |
| Ghormu PS | Yarsa – Ghormu |
1–5 |
85 |
| Narayan SS | Yarsa – Langbu |
1–10 |
277 |
| Nawajiwan PS | Yarsa – Yarsa |
1–5 |
98 |
| Simbandi PS | Yarsa – Simbandi |
1–5 |
46 |
| Surya PS | Yarsa – Sangyul |
1 |
30 |
| Thangdor PS | Yarsa – Thangdor |
1–5 |
82 |
E’ andato purtroppo perduto anche il mobilio ed il materiale educativo fra le macerie delle scuole, così come sono stati distrutti o danneggiati i servizi igienici e danneggiate le condutture d’acqua oltre che i sistemi elettrici. Gli stessi insegnanti ed il restante personale para-scolastico ha dovuto allontanarsi dalle strutture scolastiche per far fronte alla emergenza della distruzione della propria abitazione o della perdita di persone care.
Di fronte alla impossibilità di provvedere alla ricostruzioni delle scuole in tempi rapidi sia per la esigenza di trovare i necessari fondi, sia per le difficoltà che il monsone procurerà nei prossimi mesi, il Governo del Nepal ha dichiarato la ripresa delle attività scolastiche a partire dal 28 maggio 2015 all’interno di strutture educative temporanee (temporary schools) che permettano a bambini e bambine non solo di riprendere il proprio percorso educativo formale ma anche di ritrovare un ambiente protetto e child-friendly nel quale, con l’aiuto degli insegnati e del personale di progetto, cominciare a rielaborare il drammatico evento che ha sconvolto il mondo da loro conosciuto.
GVC insieme alla Regione Emilia Romagna contribuisce alla riattivazione del sistema scolastico del distretto di Rasuwa con l’allestimento di 19 scuole temporanee che ospitano circa 80 studenti ciascuna in grado di garantire cosi servizi scolastici ed educativi per 1.520 bambine/i e ragazze/i prioritariamente nei comuni (VDC) di Saramthali e Yarsa (Allegato 1).
Tuttavia rimangono ancora 678 studenti che non potranno beneficiare dei servizi scolastici per circa 8 scuole. GVC richiede alla Fondazione Irma Romagnoli di contribuire a sostenere l’allestimento di 4 o più scuole.
Le strutture educative, leggere e allestite in modo da assicurare la sicurezza degli studenti ed insegnanti di fronte allo sciamo sismico di assestamento, saranno adeguate anche a reggere le forti piogge monsoniche dei prossimi tre mesi. Saranno anche dotate di servizi igienici e di hand wash facilities, oltre che di prodotti per la prima igiene e la potabilizzazione dell’acqua, fondamentali in un contesto in cui tali condizioni possono essere difficilmente garantite. La scuola può e deve essere il principale punto di sensibilizzazione e di garanzia di tali minime condizioni di igiene e di potabilità dell’acqua, riducendo i rischi di problemi gastro-intestinali già diffusi nell’area e la cui gravità aumenterà nel periodo monsonico.
I principali bisogni emersi in ambito educativo che limitano l’accesso scolastico sono pertanto i seguenti:
- Carenza di edifici scolastici funzionanti
- Carenza di servizi igienici e hand wash facilities funzionanti
- Carenza di equipaggiamenti e/o materiali didattici
-
Obiettivi e risultati
Il progetto si pone l’obiettivo di ripristinare l’accesso all’istruzione per almeno 320 studenti e studentesse del Distretto di Rasuwa, intervenendo a sostegno della dotazione di strutture temporanee ma resistenti e sicure che permettano il riavvio delle attività scolastiche nella fase post-terremoto ed in attesa di un opportuno processo di ricostruzione.
Al termine dell’intervento 678 studenti fra i 6-15 anni avranno nuovamente accesso all’istruzione in condizioni igieniche minime garantite.
-
Attività
A1 Allestimento di 4 strutture temporanee, provviste di bagni ed hand wash facilities.
Verranno allestite 4 strutture temporanee, ognuna delle quali capace di ospitare fino a 80 studenti.
Le temporary school saranno predisposte secondo un disegno standard che è stato concordato con il Dipartimento dell’Educazione del distretto di Rasuwa e che sarà applicato uniformemente su tutti gli interventi del territorio. Il progetto risponde alle principali esigenze di utilizzo di materiali e procedure di allestimento sostenibili socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale, in considerazione del difficile accesso ai territori. Di qui la necessità di utilizzare quanto più possibile materiale presente in area o zone circostanti. Ad oggi un pezzo rilevante del trasporto deve essere fatto a piedi perché nessuna strada raggiunge i territori target. Parimenti è difficoltoso l’approvvigionamento dai paesi limitrofi per le difficoltà nella rete di comunicazione e nei trasporti. L’utilizzo di tecniche locali conosciute permette di impiegare manodopera locale per l’allestimento in un ottica di coinvolgimento e presa in carico che garantisce anche la manutenzione delle strutture temporanee.
I materiali proposti sono dunque molto semplici ma sicuri e resistenti sia rispetto al rischio di nuove scosse sismiche, che a fronte dell’arrivo del monsone (giugno/agosto). Con l’ausilio del personale del Dipartimento della Educazione e delle comunità, si individueranno aree di terreno opportune e pianeggianti che saranno ripulite da eventuali detriti, livellate e compattate. A copertura del suolo e per proteggere dalle piogge, verrà posto un doppio strato di tarpaulin mentre le pareti saranno composte da pali di bambù, che serviranno anche per la partizione interna fra le due stanze e per le pareti, mentre per porte e finestre verranno utilizzati foglie di lamiera ondulata. La copertura sarà formata da pali di bambu ricoperti da teli di tarpaulin. Si intende in questo modo offrire una struttura leggera ma resistente alle piogge e molto elastica per prevenire danni in occasione dello sciame sismico in atto. Ogni struttura sarà dotata di almeno due servizi igienici temporanei, allestiti anch’essi con pali di bambu, le pareti di tarpaulin così come la copertura superiore. Ogni servizio igienico sarà provvisto di una base interna in vetroresina. Il disegno tecnico è proposto dal Dipartimento dell’Educazione (Allegato 2). Ogni scuola sarà fornita inoltre di un piccolo kit igienico e di potabilizzazione dell’acqua, composto di sapone, pasticche per potabilizzare l’acqua e dei contenitori con tappo per la conservazione dell’acqua.
GVC si occuperà dell’approvvigionamento e la distribuzione corretta dei materiali in tutte le aree individuate per l’allestimento.
Il lavori seguiti e diretti da GVC saranno svolti utilizzando mano d’opera locale utilizzando la metodologia del “cash for work” che permette di fornire piccole ma importantissime fonti di reddito alle famiglie della comunità che attualmente hanno perso le principali fonti di reddito. Si intende contribuire ad aumentare in questo modo la capacità di resilienza, contribuendo a tamponare i rischi per molte famiglie di scivolare verso forme acute di povertà.
A2 – Acquisto e distribuzione materiale didattico/educativo nelle scuole.
Ogni struttura scolastica temporanea verrà fornita di un kit didattico/educativo composto di lavagne con gessetti, carta, penne, colori, quaderni. Ove necessario si provvederà anche a rifornire almeno parzialmente di libri di testo, usualmente distribuiti agli alunni all’inizio dell’anno scolastico. Poiché l’anno scolastico in Nepal era appena iniziato, la distribuzione dei libri di testo non era stata completata integralmente pertanto un ulteriore assessment dettagliato con le singole scuole si renderà necessario per integrare la perdita dei libri di testo.
A3 – Monitoraggio e accompagnamento degli insegnanti.
Il GVC attuerà uno accurato monitoraggio di tutte le attività progettuali: dalla scelta del sito, alle modalità di allestimento stesse nonché all’uso delle strutture in particolare per quanto concerne i servizi igienici e di appropriato mantenimento delle condizioni igieniche. Il personale di progetto si adopererà inoltre per accompagnare gli insegnanti nella ripresa delle lezioni con una particolare attenzione ai potenziali effetti traumatici riportati dagli studenti a seguito del terremoto, avendo cura di spiegarne le dinamiche e rilevare situazioni di stress particolarmente acuto.
-
Piano finanziario
|
Voci di Spesa |
Costo unitario |
Quantità |
Costo totale |
| Allestimento di 3 scuole temporanee, provviste di bagni |
2.000 |
4 |
8.000 |
| Acquisto e fornitura attrezzi da lavoro e per la sicurezza sul lavoro |
100 |
4 |
400 |
| Acquisto e distribuzione di materiale didattico/educativo per la scuola e materiale scolastico per bambini |
500 |
4 |
2.000 |
| “Cash for work” per allestimento scuole temporanee |
200 |
4 |
800 |
| Ingegnere Locale |
200 |
4 |
800 |
| Coordinamento GVC (quota parte) |
400 |
4 |
1.600 |
| Costi gestionali (uffici, trasporti, comunicazioni) |
100 |
4 |
400 |
| Costi amministrativi |
100 |
4 |
400 |
| TOTALE |
3.600 |
14.400 |
- Pre-condizioni e misure mitigative
L’intervento è previsto nei due VDC di Yarsa e Saramthali, a condizione che i due VDC restino raggiungibili. Qualora le condizioni di raggiungibilità dei due VDC dovessero mutare si provvederà ad individuare altri VDC prioritari e raggiungibili nel Distretto di Rasuwa stesso. Ogni aggiornamento e variazione sarà discussa e valutata insieme al Dipartimento dell’Educazione di Rasuwa ed ai responsabili della Fondazione Irma Romagnoli incaricati, in un’ottica di piena partnership.
Bologna, 20 maggio 2015
Allegato 1 – Mappa dell’Area di Intervento
Allegato 2 – Disegno della Temporary School
Spett.le
Fondazione Irma Romagnoli Onlus
c/o Studio Frascari Via delle Lame 112, 40122 Bologna
Alla cortese attenzione
del Dott. Erus Sangiorgi
Bologna, 20 maggio 2015
Gentilissimi,
GVC, a seguito del terremoto verificatosi in Nepal il 25 aprile 2015 e le successive scosse che hanno provocato oltre 8.000 morti e la distruzione totale e parziale di quasi 600.000 abitazioni, ha ritenuto necessario avviare importanti operazioni di intervento nel Distretto di Rasuwa, uno dei distretti più vicini all’epicentro e ritenuti prioritari dal governo nepalese. A Rasuwa GVC ha già una lunga esperienza di lavoro e conoscenza delle comunità locali, al fianco di ONG locali e in appoggio ad ONG locali ed internazionali.
GVC, presente in Asia da oltre 20 anni con progetti di cooperazione internazionale e di risposta alle emergenze, è attualmente l’unica ONG emiliano romagnola presente in Nepal e partecipa ai gruppi di lavoro di coordinamento dell’emergenza coordinati dalle Nazioni Unite in stretto rapporto con il Governo nepalese.
GVC è abilitata ad intervenire in situazione di emergenza (oltre che in azioni di promozione dello sviluppo) è partner ECHO, agenzia di riposta alle emergenze dell’UE dal 1993, ed è idonea ad operare nella prima emergenza con fondi Cooperazione Italiana, fondi UN (OCHA, UNHCR, WFP, UNICEF, etc), finanziamenti da enti locali (Regione Emilia Romagna, Provincia Autonoma di Bolzano, etc.) e donatori privati (LegaCoop etc.). Le operazioni più rilevanti in cui ha operato in tale ambito sono state: le emergenze a seguito degli eventi bellici in Afghanistan, Iraq, Palestina (dal 1992) Libano-Siria (dal 2012), e alle catastrofi naturali che hanno colpito il Centro America e Caraibi (Nicaragua, Cuba, Guatemala fino al terremoto di Haiti), il Sud Est Asiatico (Sri Lanka ed Indonesia per lo Tsunami, Vietnam, Cambogia e Filippine per i tifoni) la crisi alimentare nel Sahel (Burkina Faso dal 2012) con un numero di 59 progetti dal 2009 per oltre 20 milioni di euro. I nostri ambiti settoriali di intervento principali sono: costruzioni e riabilitazioni di edifici e infrastrutture pubbliche (in particolare scuole) con la fornitura anche di shelter temporanei e distribuzioni di kit di prima emergenza, impianti e facilities per l’acqua e l’igiene, aiuto alimentare e ripristino di asset economici, preparazione e riduzione del rischio di disastri naturali.
In considerazione delle capacità tecniche e relazionali che GVC può mettere in campo e all’attenzione e sensibilità che la vostra Fondazione ha dimostrato nei confronti del disastro in Nepal, siamo a sottoporvi la richiesta di sostegno e finanziamento – in un’ottica di piena partnership – per un progetto che contribuisce a riavviare il sistema scolastico nel distretto di Rasuwa a favore di 320 bambine e bambini ed adolescenti fra i 6 e i 15 anni (Proposta progettuale in allegato).
L’intervento in questione si integra al supporto della è realizzato in stretto collegamento con le autorità diplomatiche italiane in Nepal e nello specifico con l’Ufficio VI (Aiuti Umanitari) della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinate con le autorità competenti in Nepal, e precisamente con il Ministero dell’Educazione, Dipartimento del distretto di Rasuwa.
Ringraziandovi per la cortese attenzione e disponibilità, ribadiamo la nostra piena collaborazione.
Distinti Saluti,
Dina Taddia
Presidente GVC
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME - 2014
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
1° edizione
ATTIVITA’ EQUESTRE AIASPORT ONLUS

RIVOLTO A 10 BAMBINI DISABILI DAI 10 AI 15 ANNI
TITOLO: CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il progetto intende proporre un percorso educativo-riabilitativo, ma al contempo anche ricreativosportivo,
di socializzazione e di integrazione, ad un gruppo di 10 bambini disabili coinvolgendo il
cavallo e il suo ambiente.
Il percorso ideato prevede una “settimana verde”, ovvero un campo estivo semi-residenziale della durata di 5 giorni, al fine di offrire ad ogni bambino partecipante, l’opportunità di sperimentare nuove possibilità per incrementare le proprie potenzialità e di trovare modalità alternative di
espressione, di relazione e di comunicazione attraverso il prendersi cura di un animale, il gioco e il
divertimento, lo stare all’aria aperta, il contatto con la natura e gli animali, lo stare insieme ad altri
bambini, avendo come mediatore, compagno di gioco e di sport il cavallo.
FINALITA’ E OBIETTIVI
Le finalità generali del progetto riguardano prevalentemente il miglioramento del benessere psicofisico della persona disabile, proponendogli interventi mirati ad ampliare il proprio orizzonte
esperenziale; alla modificazione dell’immagine di sé e all’accrescimento dell’autostima; alla
conquista di una possibile autonomia; ad una migliore gestione delle componenti impulsive e
pulsionali; alla capacità di risolvere situazioni–problema attraverso competenze strategiche;
all’adattamento all’ambiente e alle regole che lo contraddistinguono; alla capacità di esprimere in
modo condivisibile bisogni, desideri, intenzioni; allo sviluppo di competenze sociali.
Inoltre, il percorso proposto, mira a promuovere e valorizzare la partecipazione e l’integrazione di
bambini e adolescenti allo “sport per tutti”, quale diritto di tutti i cittadini, a prescindere dall’età, dalle categorie di appartenenza e dal tipo di problematiche, ponendo al centro la persona e non il risultato.
Obiettivi specifici:
Il rapporto fra il bambino ed il cavallo rappresenta una esperienza importante in cui vengono coinvolti
molteplici aspetti, la motricità, l’affettività, la capacità di relazione e di comunicazione.
• Aiutare il bambino disabile a migliorare la propria capacità di adattamento; ad imparare ad
affrontare positivamente situazioni nuove; a migliorare e affinare alcune abilità prassico-motorie, a
sviluppare la propria autonomia, partendo da situazioni specifiche inerenti all’ambito equestre, per
via via imparare a generalizzare tali acquisizioni e “trasferirle” anche nella vita quotidiana; nonché ad aumentare la propria autostima.
• Sul piano motorio si propongono dei percorsi mirati all’acquisizione di nuovi schemi motori
sviluppando le qualità come la coordinazione, l’equilibrio, la destrezza…. in armonia e ritmicità,
nella successione dei movimenti del cavallo.
• Sul piano emotivo e relazionale si intende coinvolgere il cavallo con l’obiettivo di aiutare il bambino a confrontarsi con la realtà delle proprie paure e con la propria aggressività, rapportandosi direttamente con le regole del cavallo e del gruppo e imparando ad interiorizzarle e a rispettarle.
• Particolare importanza viene data alla cura e pulizia del cavallo, con l’obiettivo di aiutare il bambino a imparare a trovare la soluzione di situazioni problematiche (problem solving) sviluppando la propria autonomia.
• Far crescere la “responsabilità” e la capacità epimeletica (ovvero del prendersi cura di…) che si
sviluppa verso il “proprio” cavallo, può rappresentare un primo passo verso lo sviluppo di una
maggiore empatia, con l’obiettivo di imparare a generalizzare tali competenze nei confronti di sé stessi e delle proprie cose
DESTINATARI DELL’INTERVENTO
Il progetto è rivolto a 10 bambini disabili della provincia di Bologna di età compresa tra i 10 e i 15
anni, che già frequentano nel corso dell’anno il servizio di riabilitazione equestre dell’AIASPORT ONLUS in convenzione con l’AUSL di Bologna, o privatamente.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
Il campo estivo ideato si svolgerà al termine del periodo scolastico (fine giugno o inizio di settembre,
in base alle esigenze delle famiglie dei bambini partecipanti), dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 16.30 e prevede anche la possibilità di partecipare ad una “notte in tenda” senza costi aggiuntivi.
Durante la settimana l’attività verrà suddivisa in due fasi:
– Al mattino sono previste numerose e diversificate attività con il cavallo (pulizia e preparazione dei cavali, giochi ed esercizi in maneggio, passeggiate lungo i percorsi immersi nella natura del GESE, svestizione, cura, governo e nutrizione dei cavalli)
– Nel pomeriggio sono previste diverse attività ludico-didattiche, laboratori e percorsi sensoriali,
psicomotori e relazionali, alcuni all’interno del parco del GESE; altri che prevedono la scoperta di spazi nuovi da esplorare insieme ai ragazzi.
Il tutto sempre in un clima di gioco/divertimento, fondamentale al fine di coinvolgere i bambini e di
mantenere alta la loro motivazione e voglia di partecipare.
RISORSE UMANE:
Al fine di proporre un’attività riabilitativa ed educativa valida e significativa, l’équipe dell’AIASPORT
ONLUS propone uno standard di qualità e di professionalità elevato, con un rapporto
educatore/bambino disabile di 1 : 2, più la presenza di 1 volontario ogni 3 bambini.
Tutti gli istruttori ed educatori che verranno coinvolti per la realizzazione del progetto hanno una
comprovata specializzazione ed una lunga esperienza (di almeno 4 anni) nel settore dell’attività
equestre con persone disabili.
RISORSE STRUMENTALI:
1) N. 8 CAVALLI che si distinguono per particolare mansuetudine e attitudine al tipo di lavoro richiesto, oltre che per essere di dimensioni adeguate alla messa in sella di persone disabili.
2) N. 2 SEDI OPERATIVE
– Presso il GESE, dove l’AIASPORT dispone di 1 maneggio coperto, e di un ampio spazio esterno
protetto (divieto di accesso alle auto) con percorsi e sentieri accessibili immersi nella natura.
– Presso il Podere Ca’ Fiume, a 8 km dal GESE, che oltre ad avere 1 maneggio e 1 tondino
scoperto e numerosi cavalli è anche fattoria, con diversi animali da cortile; vi è inoltrbbell’orto
biologico, nonché un grande TEPEE (tenda indiana); inoltre offre la possibilità di fruire dei
percorsi pedonali lungo il parco fluviale dell’Idice.
3) VARIE ATTREZZATURE SPORTIVE adattate e accessibili a persone con diversi tipi didisabilità.
COSTO DEL PROGETTO *
Il costo complessivo del progetto è di € 5.640,00
(le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10-27 ter. del D.p.R. 633/72).
L’AIASPORT ONLUS è in grado di garantire la copertura delle spese pari al 50% del costo totale del progetto (€ 2.820,00), tramite la richiesta di un contributo di partecipazione da parte delle famiglie dei minori disabili aderenti al progetto e tramite varie iniziative di autofinanziamento.
Viene richiesto alla Fondazione Irma Romagnoli Onlus un contributo che copra il rimanente 50%
delle spese sostenute per la realizzazione di tale ambiziosa iniziativa, pari a € 2.820,00.
RIFERIMENTO PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI:
Dott.ssa Maria Laura Tabacchi (Coordinatrice AIASPORT ONLUS)
Tel. 335.6583608 Fax 051/929351 E-mail: aiasport2@gmail.com oppure info@aiasport.it
* Per il dettaglio delle voci di spesa si veda il progetto nella stesura completa
SIAMO A CAVALLO - 2014
SIAMO A CAVALLO
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Sede: Centro Ippico “Società Ippica Bolognese”, via Lelli 3, Rastignano (Bologna)
Giornata: sabato mattina, ore 9.00 – 12.00
Periodo di svolgimento dell’attività:
si prevedono 22 incontri, suddivisi in due trimestri (05/04 – 14/06 e 13/09 – 29/11), in dettaglio:
Aprile: 5 – 12 – 26
Maggio: 3 – 10 – 17 – 24 – 31
Giugno: 7 – 15
Settembre: 13 – 20 – 27
Ottobre: 4 – 11 – 18 – 25
Novembre: 1 – 8 – 15 – 22 – 29
Parteciperanno al progetto 11 bambini, suddivisi in tre gruppi in base all’età e al tipo di attività proposta, che si ritiene per ora idonea alle loro caratteristiche, ma che potrà essere modificata nel corso del tempo.
Ore 9.00 : E. R, L. B., M. S., M. B., V. T.
I bambini inseriti in questo gruppo (età 8-11aa) presentano, come difficoltà principale, un ritardo cognitivo medio-lieve, associato a deficit di attenzione, instabilità motoria e difficoltà nella relazione con i pari.
Con questo gruppo si prevede di svolgere un’attività a terra (grooming, conduzione del cavallo, giochi motori) ed esercizi base con i cavalli, uno bardato con il fascione e l’altro con la sella. I bambini lavoreranno in alcuni momenti in gruppo unico e in altri momenti suddivisi in due gruppetti.
In ogni incontro si presenterà inoltre un tema specifico (esempio: forma del maneggio, parti del corpo del cavallo, lessico “tecnico”, ecc.), che verrà svolto attraverso una esperienza pratica e poi lo svolgimento di una scheda preparata per “fermare” sul foglio le conoscenze acquisite. Al termine del ciclo le schede, riunite in un fascicolo, verranno consegnate a ciascun bambino.
Tali attività hanno come obiettivo un aumento dei tempi di attenzione, il miglioramento di attività prassiche, dell’organizzazione spazio-temporale, della capacità di attendere il proprio ruolo, di coordinare il proprio movimento con quello degli altri, dell’interazione e della comunicazione con i pari e con gli operatori in campo, formalizzare nuovi apprendimenti, sviluppare la capacità di entrare in relazione, osservare e comunicare con il cavallo, dando significato ai comportamenti e alle reazioni dell’animale rispetto ai propri gesti e ai propri comportamenti.
Ore 10.00: F. R., F. O., M. C.
I ragazzi di questo gruppo (età 12-15aa) hanno un disturbo di tipo psicopatologico, che si manifesta attraverso importanti difficoltà relazionali nei contesti sociali, soprattutto a scuola, tendenza all’isolamento e al passaggio all’atto, come reazione impulsiva in occasione di un intenso disagio emotivo.
Dopo un momento condiviso di attività a terra di grooming, preparazione del cavallo e conduzione da terra, le attività verranno nei primi incontri diversificate, per favorire l’approccio di ciascuno alla nuova situazione, per poi passare ad attività comuni, sia da terra che in sella.
Obiettivo dell’attività sarà quindi, primariamente, l’interazione sociale e la comunicazione, sia fra “esseri umani” sia con il cavallo, il superamento dei timori e un incremento della fiducia nelle proprie capacità di affrontare una nuova situazione e nuovi compiti.
Ore 11.00: A. T., A. M., M. P.
I bambini che formano questo gruppo sono più piccoli (età 4aa-6aa) e presentano tre diverse disabilità (emiparesi, ritardo cognitivo e del linguaggio, autismo). I primi due bambini sono accomunati dalla necessità, presente per ciascuno di loro, di essere stimolati all’ascolto e all’interazione; il bambino con disturbo autistico può trarre grande giovamento dall’essere posto in relazione con gli altri due bambini in attività di gioco condiviso.
Nei primi incontri i bambini svolgeranno un’attività individuale; successivamente si lavorerà in coppia con i due bimbi più abili nell’interazione sociale, su attività più strutturate (anche con schede), inserendo il bimbo autistico in alcuni momenti di gioco e svolgendo in rapporto individuale con lui le attività idonee a sollecitare la sua partecipazione. Infatti, si prevede che sarà opportuno lavorare a lungo con lui sull’avvicinamento e il contatto con il cavallo, il riconoscimento dell’animale come “altro” dotato di caratteristiche e modalità di comunicazione proprie e particolari. Si proporrà un’esperienza di “maternage” in sella (il bambino in sella con il tecnico di Riabilitazione equestre), per far sperimentare il movimento del cavallo attraverso percezioni somato-sensoriali e cinestesiche.
Obiettivo a medio termine sarà di far condividere ai bambini una seduta di 45 minuti, favorendo una reciprocità comunicativa attraverso giochi motori sia a terra sia con il cavallo.
Anche quest’anno l’attività di Riabilitazione equestre sarà svolta in collaborazione con l’Associazione Passo Passo, che parteciperà sia attraverso la presenza in campo della propria volontaria Stefania, che ha dato un prezioso contributo lo scorso anno, sia sostenendo le spese per l’affitto dei cavalli, grazie al fondo dedicato a tale tipologia di intervento, costituito dalla donazione ricevuta dalla Fondazione Irma Romagnoli. L’Azienda AUSL mette a disposizione, come risorse tecniche in campo, il lavoro svolto dalla Dr.ssa Mazzotta, Neuropsichiatra Infantile e Coordinatrice tecnica di Riabilitazione Equestre, e dalla Dr.ssa Nanni, Psicologa ed esperta di Attività assistite con gli animali, oltre che l’intervento di un Ausiliario, svolto da un Educatore della Cooperativa Libertas.
Al termine dell’attività verrà stilato un Report consuntivo e sarà montato un video con le riprese periodicamente effettuate in campo per documentare le variazioni intervenute.
Dr.ssa Giovanna Mazzotta
Neuropsichiatra Infantile
Coordinatore Tecnico di Riabilitazione Equestre






