A CAVALLO DELL'ESTATE
A CAVALLO DELL'ESTATE
RIABILITAZIONE EQUESTRE ED EQUITAZIONE PRESPORTIVA PER DISABILI.
ASSOCIAZIONE VOLONTARIATO IL PADDOCK

Bologna 15 Maggio 2014
Spett.le Fondazione Irma Romagnoli
L’Associazione IL Paddock è un’ Associazione di Volontariato con sede legale in via Decumana n.2-40133 Bologna C.F. 92019210373.
Costituita nel 1992 ed iscritta all’ Albo regionale del Volontariato, si occupa di Riabilitazione Equestre ed Equitazione presportiva per disabili.
Dal 2004 opera presso le strutture equestri in via Raffaello Sanzio n.8 (Centro sportivo Barca) a Bologna dopo aver ottenuto dal Comune di Bologna in concessione ventennale un appezzamento di terreno all’interno del parco Fluviale Reno.
Si propone alla Fondazione Irma Romagnoli con il Progetto dal titolo: “A cavallo dell’estate“
Beneficiari:
Bambini iscritti all’attività di Riabilitazione Equestre.
Obiettivi e Finalità:
Offrire a bambini certificati e segnalati dai Servizi dell’Azienda Ausl di Bologna che già frequentano i corsi invernali di Riabilitazione Equestre, la possibilità di partecipare a momenti di socializzazione durante i Campi estivi organizzati presso il maneggio.
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto:
I campi estivi si realizzeranno nelle settimane dal 9 al 13 e dal 16 al 20 giugno per i bambini iscritti ai corsi di equitazione e tenuti dai tecnici del G.S. Dilettantisco Il Centauro.
Dalle 8 del mattino alle 17 del pomeriggio si svolgeranno le attività sportive e ricreative presso le scuderie.
Durante queste giornate verranno proposti incontri della durata di quattro ore ciascuno ad alcuni allievi dei corsi di Riabilitazione equestre per realizzare insieme ai compagni di equitazione attività ricreative e sportive.
Risultati e benefici attesi:
Incrementare i benefici ottenuti durante i corsi invernali lavorando sul principio di integrazione e socializzazione con i pari normodotati.
I ragazzi individuati saranno seguiti da personale qualificato dell’Associazione Il Paddock.
Costi del progetto
Sei incontri di quattro ore ciascuno per 20 euro orarie
Un’ ora di relazione conclusiva per 20 euro
TOTALE: euro 500,00.
In attesa di un Vostro ritorno, porgo distinti saluti.
Il Presidente
Dott. Marco Tibaldi
PROGETTO ALLA PERSONA
PROGETTO ALLA PERSONA
PERCORSO DI AMBIENTAMENTO CULTURALE PER UNA BIMBA INDIANA
COOPERATIVA SOCIALE ISTITUTO FARLOTTINE

La società cooperativa sociale Istituto Farlottine è stata costituita “per perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale delle persone e si propone di attuare le proprie finalità, a favore dei soci e di terzi, attraverso la gestione di servizi educativi, formativi, scolastici, assistenziali e lo svolgimento di attività ad essi connesse o complementari, con specifica attenzione alle persone e alle famiglie in condizioni socialmente deboli.” (Statuto, Art. 2 comma 1)
L’Istituto Farlottine gestisce una realtà educativa variegata, accogliendo bimbi di tutte le età (i più piccoli hanno 1 anno) e ospitando diversi ordini e gradi di scuola, più precisamente le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, tutte e tre paritarie, che costituiscono la Scuola San Domenico. Questo ampio servizio educativo si caratterizza per la particolare attenzione che viene rivolta ai bimbi e alle famiglie in difficoltà, sulla scia dell’opera compiuta da Assunta Viscardi, una grande donna bolognese che ha dedicato tutta la sua vita ai bambini emarginati e alle loro famiglie.
In questo ambito l’Istituto persegue lo scopo di aiutare la famiglia a realizzare in pienezza la propria vocazione di “nucleo fondamentale della società” (Art. 16, 3° della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo) alla luce del dettato biblico “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra.” (Genesi 1, 27-28).
Titolo del progetto
PERCORSO DI AMBIENTAMENTO CULTURALE
Beneficiari del progetto
Il progetto è pensato e finalizzato ad una bambina indiana, R.M., che è stata adottata ed è arrivata in Italia a settembre 2012. La bambina è stata inserita nella nostra Scuola Primaria in classe terza a novembre 2012 per età (perché ha un anno in più dei compagni) e adesso frequenta il quarto anno. Durante gli anni dell’infanzia in India R.M., non solo non è stata scolarizzata ma non è stata neanche educata a coltivare la relazione umana e a sviluppare le sue doti intellettive e volitive. Per questi motivi adesso, in questo nuovo contesto, sta vivendo una forma molto particolare di disagio, che riguarda principalmente la sfera affettivo-relazionale.
Descrizione del progetto
La Scuola Primaria San Domenico, all’interno dell’Istituto Farlottine, accoglie poco meno di 180 bambini distribuiti in due sezioni.
Negli ultimi anni sono arrivati presso la nostra struttura alcuni bambini stranieri, giunti con la loro famiglia oppure, più spesso, in seguito ad adozione da parte di coppie italiane.
Nello specifico caso di R.M, la bambina si è inserita in un contesto di classe accogliente e famigliare ma questo non è sufficiente per aiutarla ad esprimersi e a stimolare adeguatamente le sue risorse.
Inoltre, anche se dalle informazioni che i genitori hanno ricevuto R. avrebbe frequentato la scuola in India, di fatto la bimba non mostra segni di aver avviato, anche in altre lingue, un processo formale di apprendimento.
La bambina ha quindi bisogno di un punto di riferimento e un rapporto privilegiato che la introduca a famigliarizzare con questo nuovo contesto, a trovare maggior fiducia in sé stessa e a sviluppare ed esprimere le sue capacità affettive ed intellettive.
Inoltre, per rendere proficuo il suo percorso scolastico e l’apprendimento è necessario proporre a R un percorso didattico parallelo e formalizzare un Piano Didattico Personalizzato che le consenta di lavorare sulle basi linguistiche (costruzione della frase, vocaboli, prime basi grammaticali) e le permetta, nel tempo, di colmare le lacune linguistiche e didattiche più significative e avvicinarsi più facilmente alla preparazione prevista per la scuola Primaria.
Ci si prefigge quindi di facilitare l’ inserimento della bambina nella realtà scolastica e il rafforzamento della conoscenza di base della lingua italiana in riferimento sia al contesto scolastico specifico sia alla socializzazione in generale.
Fasi del progetto:
- Inserimento di un’insegnante che possa lavorare qualche ora alla settimana individualmente con R in orario scolastico. L’obiettivo è quello di creare un rapporto di fiducia reciproca, condizione necessaria per impostare un lavoro proficuo.
- Svolgimento di un percorso didattico personalizzato in orario scolastico. L’idea è quella di proporre a R un programma specifico individualizzato nel quale il recupero linguistico e didattico si integrino con il programma curriculare. Questo programma necessita di un lavoro fuori dalla classe di almeno 4 ore la settimana con assegnazione di compiti specifici da svolgere alla mattina.
Finalità del progetto
Le finalità del progetto sono:
- dare un supporto efficace all’alunna R.M. durante il percorso scolastico, per promuovere adeguatamente l’impegno ed evitare la demotivazione;
- favorire una maggiore integrazione anche al fine di un miglioramento nel rendimento scolastico;
- aumentare la padronanza della lingua come strumento di comunicazione e socializzazione;
- valorizzare adeguatamente le potenzialità dell’alunna, anche in riferimento alla cultura di origine.
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto
Il progetto prevede l’impiego di una persona qualificata per un affiancamento e un sostegno adeguati alle necessità dell’alunna. Il progetto potrà durare per il periodo Febbraio 2014 – Maggio 2014.
Costi del progetto
Per il progetto vorremmo avvalerci di personale interno alla scuola ed in particolare di un’insegnante di sostegno che potrà fare riferimento ad un’altra nostra insegnante con esperienza nell’insegnamento dell’italiano L2.
Sarebbe inoltre utile potersi appoggiare ad uno psicologo e/o logopedista (come ad esempio la dr.ssa Daniela Poggioli che già collabora con la nostra struttura) oppure a figure che la Fondazione ritenga di poterci mettere a disposizione.
Si prevedono i seguenti costi:
TOTALE dell’intervento € 1.200
Così ripartito:
Realizzazione del PDP a cura della scuola
Costo complessivo del personale per l’alfabetizzazione e
il recupero per il periodo Febbraio – Maggio € 1.200
Contributo offerto dalla scuola:
Percorso di ambientamento culturale € 590
Supplemento per modifica servizi quadrimestrali oltre il termine € 10
Contributo chiesto alla Fondazione € 600
A conclusione del progetto verrà fornita una relazione.
RIABILITAZIONE EQUESTRE
RIABILITAZIONE EQUESTRE
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Per visualizzare e stampare il progetto clicca qui
Introduzione
Il Servizio di NPIA intende attivare un progetto di Riabilitazione Equestre (R.E.)a favore di un gruppo di pazienti in carico, al fine di migliorarne l’interazione tra il corpo e le attività mentali, intellettive, affettive, per poter poi esprimere tale capacità in un contesto sociale.
L’obiettivo sarà quindi quello di aiutare i partecipanti, mediante esperienze sensomotorie che possono aiutare ad organizzare e modificare il vissuto corporeo, a raggiungere un controllo più armonico di sé, per avere una maggiore capacità di interazione con il mondo circostante.
La R.E. va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale, poiché non può sottrarsi ad una partecipazione attiva al percorso riabilitativo, sostenuto da una spinta motivazionale che ne favorisce il coinvolgimento.
Il progetto è stato elaborato e verrà svolto direttamente in campo dalla Dott.ssa Giovanna Mazzotta, Neuropsichiatra Infantile in servizio presso la UOS NPIA Casalecchio-Porretta e Coordinatore tecnico di Riabilitazione Equestre (Master Universitario di I° livello in R.E., Università di Firenze, Facoltà di Medicina e Chirurgia).
Obiettivi generali
Il cavallo rappresenta una presenza viva, concreta, affettiva, in grado di sollecitare sentimenti ed emozioni intense; il suo movimento trasmette una grandissima quantità di stimolazioni neurosensoriali al cavaliere, fornendo opportunità esperienziali attraverso afferenze visuo-spaziali, tattili, cinestesiche e propriocettive, che, integrate a livello centrale, contribuiscono ad una maturazione psicomotoria dell’individuo.
In particolare, l’ambiente del maneggio e la relazione con il cavallo sono ricchi di stimolazioni visive, olfattive, acustiche, tattili, emotive, che favoriscono il contatto con la realtà, la presa di coscienza di sé e del proprio corpo, inducendo una migliore organizzazione dello schema corporeo e del vissuto di sé in relazione agli altri.
Andare e soprattutto dirigere il proprio cavallo significa sapere dove si vuole andare (ovvero definire lo spazio) e per dove passare nello spazio percorso (cioè sapersi orientare). Per far muovere il cavallo il cavaliere deve saper organizzare i propri movimenti, stabilendone l’esatta sequenza e la precisa coordinazione e finalizzandoli ad uno scopo.
Il risultato sarà in ogni caso rapido e concreto e produrrà effetti immediati sul cavaliere o, meglio, sul rapporto cavallo-cavaliere. Se nella strategia dell’azione qualcosa non è stato messo in atto correttamente, il cavaliere se ne renderà subito conto da solo: il cavallo non si muove o la direzione non è quella richiesta.
Ma il mancato raggiungimento dell’obiettivo non sarà “punitivo” per il cavaliere perché la reazione del cavallo è sentita come reazione “naturale” di un animale, con il quale bisogna cercare modalità di comunicazione extraverbali perché possa comprendere ciò che desideriamo da lui. Sarà quindi necessario riconsiderare la propria azione e progettare, coordinare e organizzare le proprie competenze integrandole con adeguate strategie e schemi d’azione per raggiungere la meta.
Ciò favorisce l’uso cognitivo di un gesto e di un’azione e crea le condizioni per “sentire” e sviluppare fiducia e soddisfazione di sé.
Il cavallo rappresenta l’elemento centrale della relazione terapeutica. Ciò significa che il rapporto che si crea nell’ambito della terapia non è più tra paziente e terapista, ma diventa una relazione triangolare in cui il cavallo assume il ruolo di “co-terapeuta”.
Il cavallo interviene attivamente nella relazione, ma senza aggredire, segnalando al cavaliere ciò che gli è gradito e/o sgradito, ma senza offendere, umiliare, mortificare; non ha aspettative rispetto alla prestazione, reagisce nel qui e ora.
Il cavallo è vissuto come partner neutrale nella relazione; i naturali comportamenti e le reazioni istintive dell’animale ad alcuni comportamenti, soprattutto a quelli non desiderabili, creano un’esperienza di relazione “diretta” che viene vissuta dall’individuo senza carattere di giudizio o rivendicazione.
Ma il cavallo non è di per sé uno strumento terapeutico onnivalente, diventa tale solo con la mediazione del terapista, che ha il compito di regolare e organizzare in progressione terapeutica le modalità e l’intensità degli stimoli e gli input che provengono dal cavallo, per farli utilizzare al meglio dal paziente, al fine di evitare un effetto disorganizzatore e non strutturante, divenendo interprete e mediatore nella relazione che si crea tra il cavaliere e l’animale , sempre preservando l’aspetto ludico e sociale dell’esperienza.
Se è il cavallo che direttamente provoca sollecitazioni e situazioni particolari, il terapista ne diventa subito il sostegno emotivo e mentale: è infatti lui che deve riconoscere e far conoscere al paziente le cose che l’animale gli comunica e deve proporre risposte che permettano l’instaurarsi di un sempre più diretto rapporto tra cavallo e cavaliere. Spesso, e soprattutto all’inizio, il paziente si trova di fronte a difficoltà che non riesce a superare: compito del terapista è aiutarlo a trovare le modalità più adeguate a risolvere il problema, permettendogli di acquisire fiducia non solo nei confronti del cavallo, ma soprattutto verso di sé e nelle proprie capacità globali, adattandosi all’ambiente e accettando la realtà.
Il disabile spesso non è in grado (o la relazione di dipendenza prolungata dal care-giver non gli consente) di svolgere da solo le operazioni necessarie alla propria vita quotidiana. La R.E. favorisce un ribaltamento dei ruoli, sia per la partecipazione da protagonista richiesta “obbligatoriamente” dal montare a cavallo, sia perché è l’animale a richiedere disponibilità, cure, premure.
Ma la connotazione primaria dell’attività è il suo carattere ludico-sportivo: il paziente motivato a praticarla deve divertirsi. Ciò non significa che in ogni momento di ogni singola seduta egli debba provare soddisfazione, ma significa che vi deve essere un alternarsi di momenti di gioia e piacere, di rabbia e delusione; l’importante è che la situazione non sia mai ripetitiva, noiosa e prevedibile, ma che provochi sempre e comunque un’emozione, che stimoli le funzioni mentali e corporee.
Anche l’ambiente maneggio ha un ruolo fondamentale nel consentire il raggiungimento degli obiettivi desiderati. E’ un ambiente allargato, ma non pericoloso, bensì sicuro e protetto, dove le attività si concentrano sui cavalli e non sui pazienti, quindi molto lontano dal rassomigliare ad un ambiente medico/sanitario. Ciò che unisce gli individui che lo frequentano, con ruoli e capacità differenti, è il comune interesse per il cavallo.
L’esperienza del lavoro svolto in piccolo gruppo (se sarà possibile si formeranno gruppi di tre cavalieri in campo contemporaneamente) permette un diverso modo di rapportarsi e socializzare con l’altro, non vi è competizione ma stimolo reciproco, l’altro può essere modello ma i ruoli si possono invertire in qualsiasi momento, con il variare dell’attività. Ciascuno può fare il proprio percorso, ma insieme agli altri, condividendo le comuni difficoltà e sostenendosi nel superarle, soprattutto sempre mantenendo un comportamento responsabile nei confronti degli altri, per evitare spiacevoli incidenti, anche se possono insorgere sentimenti negativi, quali aggressività o antipatie.
Il gruppo non sarà costituito utilizzando un criterio di omogeneità diagnostica, ma soprattutto secondo il grado di sviluppo e delle capacità di partenza, così da poter proporre attività ed esercizi che siano utili e divertenti per tutti i componenti.
Sebbene si proponga la R.E. come momento terapeutico, non si intende per questo ritenerla sostitutiva di altre forme di trattamento riabilitativo, ma si ritiene piuttosto che possa essere considerata un’integrazione di esse. A sottolineare questo aspetto, si richiederà la partecipazione, nella stesura del progetto di lavoro di ciascun soggetto, del Referente sanitario e dei Tecnici della Riabilitazione che lo hanno in cura; gli stessi verranno invitati, nei limiti della loro disponibilità di tempo, ad effettuare delle osservazioni in Maneggio, almeno all’inizio e alla fine del periodo complessivo di lavoro.
Le fasi del progetto
La prima fase
La prima fase del progetto è rappresentata dall’individuazione dei pazienti in carico alla UOS NPIA Casalecchio –Porretta per i quali i Referenti sanitari, in collaborazione con i Tecnici di Riabilitazione, ritengono opportuna una proposta di Riabilitazione Equestre.
Per favorire una corretta valutazione, gli operatori del servizio hanno ricevuto un’informazione teorica di base sui principi, obiettivi, indicazioni e controindicazioni della R.E. e hanno avuto la possibilità di visionare materiale video su sedute di Ippoterapia e Rieducazione Equestre svolte da soggetti di diversa età e differente patologia.
Tenendo conto che il progetto potrà coinvolgere da otto a dodici soggetti, dopo la prima segnalazione si procederà ad una più approfondita riflessione sulle caratteristiche funzionali e le difficoltà di ciascun paziente, per poi verificare l’interesse e la disponibilità dei genitori e del bambino/ragazzo a svolgere l’attività a cavallo.
La seconda fase
Per favorire una consapevole adesione al progetto e valutare l’effettivo interesse delle famiglie, invitarle ad una “visita” al Centro Ippico individuato come sede dell’attività. Ciò darà modo di svolgere anche un’osservazione sulle modalità spontanee di avvicinamento al cavallo, potrà fare emergere eventuali paure dinanzi all’animale nella sua “concretezza”, stimolerà domande e riflessioni che metteranno in luce quali possono essere le aspettative del soggetto e dei genitori rispetto all’attività proposta.
La conoscenza diretta del bambino/ragazzo, da parte della Conduttrice dell’attività, coadiuvata dalle informazioni ricevute dai Referenti, permetterà anche di procedere alla formazione dei gruppetti secondo omogeneità funzionali e caratteristiche di personalità. Naturalmente si cercherà di tener conto, per quanto possibile, della disponibilità dei genitori ad accompagnare il figlio e di eventuali impegni scolastici o extra-scolastici già in corso.
La terza fase
Per i pazienti inseriti nel progetto si predisporrà una scheda clinica, nella quale saranno raccolti i dati anamnestici rilevanti, le terapie in atto e gli obiettivi personalizzati nell’ambito delle finalità generali del progetto.
Per poter valutare l’efficacia dell’intervento di Riabilitazione Equestre, si utilizzeranno griglie di osservazione e materiale testistico, prescelti in base alla patologia di base (esempio: Protocollo di valutazione dei disordini neuromotori, Scala Vineland, Check-list costruita utilizzando il sistema di classificazione ICF-CY).
Si richiederà ai genitori il consenso ad effettuare periodicamente riprese video, che saranno visionate e analizzate dal personale coinvolto nell’attività in campo, dai Referenti clinici, oltre che dai familiari, al solo scopo di monitorare l’andamento del lavoro e i risultati raggiunti.
Si propone l’avvio dell’attività in campo nel mese di Ottobre 2012, si proseguirà con cadenza settimanale fino alla metà di Giugno 2013, prevedendo un’interruzione, come da calendario scolastico, durante il periodo delle festività Natalizie e Pasquali.
Poiché l’attività si svolgerà in giornate prefissate, richiedendo una precisa organizzazione integrata con altre attività svolte nel Centro Ippico individuato, non sarà possibile un recupero di sedute di lavoro perse per motivi sanitari o personali dei partecipanti o della Conduttrice.
Si intende organizzare, al termine del periodo di intervento, una manifestazione/festa sociale, che coinvolga i partecipanti, i loro familiari e amici, che sia occasione per i primi di farsi ammirare, mostrando le competenze acquisite, in un “Saggio” di fine corso.
Metodologia di lavoro
L’attività di Riabilitazione Equestre si svolgerà in un Centro Ippico dotato di caratteristiche adeguate (è attualmente in corso l’individuazione della struttura), prime fra tutte la presenza di un maneggio coperto e di cavalli adatti al lavoro da svolgere, per caratteristiche morfologiche, di carattere e addestramento. Il Centro dovrà essere facilmente accessibile per tutti, dotato di locali idonei all’accoglienza e alla permanenza degli accompagnatori, di servizi igienici in buono stato di manutenzione.
Il maneggio coperto è indispensabile al fine di:
dare continuità alla terapia anche durante i mesi invernali, poiché solo la regolarità delle sedute offre buoni risultati;
i cavalli siano più attenti e disponibile e mantengano andature più costanti e regolari;
favorire l’attenzione e la concentrazione degli allievi.
Le dimensioni ottimali del maneggio sono di m.15×20, che potranno essere ottenute delimitando uno spazio all’interno di un rettangolo più ampio, con pilieri, barriere o catenelle.
All’interno del maneggio si appenderanno le lettere usate ufficialmente nel campo da Dressage, associate a disegni, per fornire precisi punti di riferimento che favoriscano l’orientamento spazio-temporale, aiutino a mantenere la direzione, siano punti di partenza o di arrivo per i giochi.
Si utilizzeranno inoltre barriere e pilieri, coni, palle, canestro, cerchi e altri giochi, per eseguire esercizi di ginnastica a cavallo, giochi di scambio, fornire l’occasione per proporre stimoli di natura linguistica e cognitiva agli allievi. Si potranno inoltre predisporre percorsi, con la richiesta di precise attività da svolgere in sequenza, per favorire l’attenzione, la memorizzazione, la messa in atto di strategie cognitive.
Il Centro dovrà essere dotato di una pedana per facilitare la salita a cavallo agli allievi che non possono, per disabilità fisica o altra caratteristica, effettuare la classica salita a cavallo con posizionamento del piede sinistro nella staffa posta alla sinistra del cavallo e scavalcamento posteriore della gamba destra.
Il cavallo verrà bardato con una “sella Inglese”, dotata dei requisiti basilari per favorire il raggiungimento di un corretto assetto, testiera e redini, così come nella classica “Monta Inglese”. Se necessario si userà un collare e/o una martingala.
A seconda degli obiettivi individuali e della fase di lavoro, si potrà anche usare un fascione da volteggio o si potrà decidere di fare delle sedute o alcuni momenti seguendo la tecnica del “maternage”(l’operatore siede a cavallo dietro al soggetto).
Agli allievi si chiederà, per motivi di sicurezza, di utilizzare il Cap (che potrà essere anche fornito dal Centro) e il corpetto, nel caso di conduzione autonoma del cavallo. Non sono invece indispensabili, anche se consigliate, calzature da equitazione (scarponcino basso con/senza gambali o stivali in gomma o cuoio) che possono essere sostituite da scarpe da ginnastica alte o scarponcini invernali. L’allievo potrà indossare pantaloni tipo jeans, che proteggano la gamba da abrasioni e da irritazioni provocate dal sudore del cavallo nelle giornate calde, maglietta, pile, giubbini a seconda della stagione. L’abbigliamento dovrà comunque favorire l’esecuzione di movimenti con gli arti superiori, inferiori, il tronco, senza correre il rischio di impigliarsi nella sella o in altre parti della bardatura.
La sessione di lavoro avrà inizio con il lavoro a terra di preparazione del cavallo (se reso possibile dalle caratteristiche funzionali del soggetto), proseguirà con la conduzione del cavallo a mano con la longhina, quindi la salita a cavallo, l’attività in sella (rilassamento-esercizi-giochi) e terminerà con una corretta discesa da cavallo, seguita dal saluto al compagno di lavoro (carota- zuccherino).
La durata complessiva della seduta sarà massimo di un’ora per ciascun allievo, fatti salvi adeguamenti per necessità particolari di singoli soggetti che indichino la necessità di abbreviare il tempo.
Il gruppo, come già accennato, sarà formato da massimo tre allievi e l’obiettivo è quello di svolgere un lavoro in sezione, cioè eseguendo contemporaneamente gli stessi esercizi. Si valuterà, una volta conosciuti i soggetti coinvolti, quanto ciò possa essere fatto fin dall’inizio dell’attività o debba rappresentare piuttosto un obiettivo da raggiungere nel breve, medio o lungo termine. In base a ciò si potrà definire la necessità di usufruire di personale ausiliario in campo, per salvaguardare l’integrità fisica degli allievi, prevenendo possibili incidenti, favorire l’attenzione e l’esecuzione delle attività proposte, fornendo il necessario sostegno concreto o verbale.
Nel caso che, per uno o più soggetti, la partecipazione all’attività di R.E. avvenga in orario scolastico e venga quindi inserita nel Piano Educativo Individualizzato, si cercheranno, assieme ai Referenti Scolastici, modalità atte a coinvolgere i compagni di classe, per far sì che divenga un’occasione a sostegno dell’integrazione e, soprattutto, per fare emergere anche dinanzi ai coetanei capacità e competenze diverse da quelle evidenziate nel percorso di apprendimento scolastico, spesso penalizzanti l’immagine del disabile agli occhi degli altri.
Preventivo dei costi
Non vi sarà alcun onere economico da prevedere per remunerare l’impegno della conduttrice dell’intervento, Dr.ssa Giovanna Mazzotta, poiché questo sarà svolto in orario di servizio, quindi a carico della UOC NPIA, al pari delle altre attività cliniche e terapeutiche, dirette e indirette, svolte presso gli ambulatori di pertinenza.
Nel caso sia necessaria la presenza di personale ausiliario in campo, si esplorerà la possibilità di attingere a risorse già previste per il soggetto interessato (Educatori Professionali in ambito sanitario o sociale) purché abbiano ricevuto una formazione specifica sulla R.E. o abbiano almeno una sufficiente dimestichezza con l’ambiente e il cavallo, per poter operare in campo con la tranquillità necessaria, senza aver bisogno di una guida costante e di continui suggerimenti. Non si esclude la possibilità di far intervenire volontari o tirocinanti, con le stesse caratteristiche, purché sia garantita la massima regolarità possibile di partecipazione all’attività.
Nel caso sia necessario avvalersi di personale educativo e/o tecnici di equitazione, sempre all’interno di un rapporto individuale, al di là di quanto prima ipotizzato, è necessario prevedere un costo.
Ipotizzando un periodo di lavoro dalla prima settimana di Ottobre alla metà di Giugno per un totale di trentaquattro settimane, la spesa totale da preventivare per utente (esclusa la tessera e l’iscrizione al Centro Ippico, se si accetta la proposta avanzata) può variare dai 340/442 € senza intervento individuale di personale ausiliario ai 680/782 € se necessaria la presenza di personale ausiliario individuale.
Il materiale necessario allo svolgimento dell’attività (bardatura, attrezzature in campo, giochi, ecc.) verrà messo a disposizione dalla conduttrice dell’attività o reperito nel Centro Ippico.
Si auspica la possibilità di attingere a donazioni di Associazioni e Fondazioni, affinché la disponibilità economica familiare non rappresenti un criterio rilevante di esclusione o inclusione del bambino/ragazzo nel progetto.
Quanto proposto e indicato può, naturalmente, essere oggetto di ulteriori riflessioni e cambiamenti, fatti salvi gli elementi basilari del progetto, quali finalità e metodo di lavoro, caratteristiche essenziali del Centro Ippico.
Dr.ssa Giovanna Mazzotta
Neuropsichiatra Infantile
Coordinatore tecnico Progetto di R.E.
Bologna, 20 Agosto 2012
Richiesta Vasca Idroterapia
Richiesta contributo per il Progetto “Installazione e messa in opera vasca per idroterapia”
Io sottoscritta Taddia Paola, in qualità di coordinatrice del Centro Educativo Riabilitativo “Chicco Balboni” di Villanova di Castenaso, gestito da Casa Santa Chiara coop. sociale onlus di Bologna, con la presente chiedo la Vostra generosa collaborazione per consentire la fruizione di una “Vasca a farfalla” per idroterapia in favore dei ragazzini con disabilità inseriti al Centro.
Tale vasca per idroterapia è stata già donata al Centro ed attualmente si trova ancora montata presso un’abitazione, ma non è mai stata utilizzata. E’ necessario scollegarla dal luogo in cui si trova, trasportarla, installarla, metterla in opera e rendere l’ambiente che l’accoglie idoneo al nuovo servizio.
Le dimensioni della vasca sono di 280x200x100 cm e la forma è a farfalla. La sua capacità utile è di 700 litri d’acqua.
Essa verrebbe impiegata per trattamenti in acqua e massaggi rilassanti, anche attraverso getti d’acqua erogati sia attraverso un tubo per idromassaggio – massaggio subacqueo o getti massaggianti – sia da getti idromassaggio. Inoltre, l’effetto del getto d’acqua può essere incrementato addizionando una certa quantità d’aria regolabile al fine di influenzare positivamente l’effetto del massaggio.
Questo tipo di attività in acqua dovrebbe produrre ai ragazzini che ne godranno rilassamento dei muscoli e sollievo alle articolazioni, oltre che benessere psicofisico generale.
La forma a farfalla consente il facile accesso dell’educatore da tutti i lati.
Questo dispositivo è corredato di un sollevatore a soffitto che dovrà essere adattato e calibrato sul soffitto del nuovo ambiente che è inclinato.
La stanza che accoglierà la Vasca a farfalla attualmente è occupata da uno spogliatoio della Palestra situata nel cortile del Centro stesso. Questo ambiente verrà diviso in due da un muro: da una parte verrà installata la Vasca, dall’altra rimarrà spogliatoio della Palestra. Tale variazione di uso è stata comunicata al Comune di pertinenza, a cui inoltre deve essere presentato un Progetto “CIL”.
Sono necessari diversi lavori: di tipo tecnico progettuale; di tipo impiantistico sia nella casa attuale che nel nuovo ambiente che l’accoglierà; di facchinaggio; di smontaggio e rimontaggio del sollevatore; di tipo elettrico per illuminazione, per le prese di corrente nel nuovo muro e per collegamento a 380 volt; di tipo idraulico per gli scarichi e le adduzioni, le prese d’acqua ed il riscaldamento; di muratura per aprire e chiudere buchi e tagliole, per il rivestimento; di tipo termo idraulico per corpi scaldanti da acquistare e montare, boiler e caldaia, ventola aspirante per l’umidità; acquisto e montaggio di una porta e di tutto il materiale necessario per la manutenzione dell’impianto una volta installato. L’impianto infine dovrà essere collaudato.
Il costo di tutte le opere descritte si aggira sui 10.000,00 euro circa.
Si presume di iniziare i lavori a metà-fine febbraio del corrente anno.
Inoltre, si deve prevedere la manutenzione periodica della Vasca una volta che sarà in funzione.
Questo tipo di attività educativo riabilitativa, realizzata ad hoc sui bisogni e desideri dei ragazzini accolti, si ritiene costituisca una risorsa preziosa che contribuisce al loro benessere ed alla loro crescita personale.
La Vostra sensibilità verso questo tipo di attività in acqua in particolare era già stata dimostrata qualche anno fa, con un Progetto di costruzione di un’ala del Centro Chicco adibita a piscina per acquaticità con spogliatoi e fasciatoi, progetto per cui si doveva preparare una raccolta fondi che poi è tramontato, ma che è “rimasto nel cuore” di tutti noi.
A disposizione per ulteriori chiarimenti ed a produrre preventivi, progetto e fotografie, sicura di incontrare la Vostra generosa solidarietà, ringrazio per l’attenzione e porgo i più cari saluti.
La coordinatrice del Centro
Paola Taddia
Villanova di Castenaso, 21/01/2017
MI PIACE IMPARARE
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Percorso di apprendimento mediato per bambini di terza elementare.
Progetto Fondazione Irma Romagnoli – Farlottine – Feuerstein

La Fondazione Irma Romagnoli sostiene progetti rivolti a bambini con disabilità, la scuola S.Domenico, Farlottine ha particolarmente a cuore il successo scolastico e l’amore per l’apprendimento, in particolare dei bambini con bisogni speciali, il Metodo Feuerstein per l’apprendimento mediato fornisce validi strumenti per rendere il bambino protagonista responsabile della propria crescita, guidato da adulti competenti nella mediazione tra la persona e il mondo.
Da anni la Fondazione Irma Romagnoli sostiene la scuola S.Domenico con progetti di supporto a ragazzi, insegnanti e genitori, per favorire i bimbi con disabilità e promuovere il loro benessere nella classe. Per far questo, è necessario adottare un’ottica sistemica che prende in considerazione, oltre ai bimbi stessi, i loro genitori, i loro insegnanti ed i loro compagni. Da tempo è attivo un supporto per i genitori in difficoltà attraverso la consulenza psicologica e psicoterapeutica della Dott.ssa Daniela Poggioli ed è stato attuato, sotto la supervisione della Dott.ssa Giosuè un percorso di Danzamovimento terapia, condotto dalla Dott.ssa Laura Neri, in una terza media in cui diversi bambini rischiavano l’insuccesso scolastico.
La Dott.ssa Giosuè ha svolto diversi incontri di formazione con insegnanti e genitori e supervisiona un progetto di orientamento anch’esso mirato, grazie alla collaborazione della Dott.ssa Vania Rossi del quartiere S.Stefano, ad individuare e supportare i ragazzini con maggiori difficoltà che frequentano la scuola secondaria di primo grado.
Nell’anno precedente, anno scolastico 2015 – 2016, è stato realizzato un progetto con il metodo Feuerstein nelle due seconde classi elementari a sostegno dei bambini con disabilità e di tutta la classe
Il lavoro ha prodotto ottimi risultati sia sui bambini che sulle insegnati che oggi adottano la metodolia dell’apprendimento mediato nella loro didattica curriculare
Per l’anno 2016 – 2017 si prevede di proseguire con le classi terze.
Quest’anno il lavoro sarà incentrato sulla logica matematica, attraveso lo strumento DALL’UNITA’ AL GRUPPO e sul rapporto cognizione-emozione con lo strumento DALL’EMPATIA ALL’AZIONE. Per bambini di 8 – 9 anni l’autoregolazione emotiva è il presupposto fondamentale per l’apprendimento. E’ attraverso la capacità di manifestare le emozioni in modo appropriato e consono alla situazione che il bambino impara una gestione ecologica delle relazioni, senza abbattere e senza abbattersi
Tempistica
80 ore totali di intervento in classe
2 ore incontro presentazione MF per genitori
4 ore incontri restituzione delle classi ai genitori
Materiali
OP BASIC, DALL’UNITA’ AL GRUPPO, DALL’EMPATIA ALL’AZIONE.
Si renderanno necessari diversi materiali anche per gli incontri con gli insegnanti e i genitori cartelloni, fogli, quadernini, di cui è disposta farsi carico la scuola
L’intervento Feuerstein sarà affidato alla Prof.ssa Benedetta Quadrini, insegnante di matematica ed esperta del metodo
Incontri di supporto ai genitori
Nel quadro del presente progetto si ripropone la consulenza della Dott.ssa Poggioli, psico-terapeuta Sistemico Familiare, per sostenere l’importante funzione genitoriale nel successo formativo dei bambini con difficoltà di apprendimento.
Incontri con gli insegnanti
La Dott.ssa Giosuè garantisce il coordinamento del progetto, i contatti con la Dirigente, con gli insegnati e con i genitori.
Nell’ottica del supporto ad una struttura scolastica che molto si impegna per il benessere di tutti i bambini, in particole quelli svantaggiati e con deficit, si garantirà una consulenza psicopedagogica in particolari situazioni di difficoltà
Preventivo
Dott.ssa Quadrini – 4.000 euro lordi iva compresa
Dott.ssa Poggioli 2.500 euro lordi iva compresa
Dott.ssa Giosuè 2.500 euro lordi iva compresa
Totale progetto 9.000 euro
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME - 2017
CAMP-A CAVALLO PER CRESCERE (E DIVERTIRSI) INSIEME
4° edizione
Campo estivo educativo-riabilitativo e ricreativo-sportivo rivolto a bambini e adolescenti disabili dai 10 ai 17 anni.
ATTIVITA’ EQUESTRE AIASPORT ONLUS

Introduzione
Visto il grande successo delle precedenti edizioni del Camp a cavallo per bambini e adolescenti disabili, promosso dall’AIASPORT ONLUS (e reso possibile grazie al prezioso sostegno da parte della Fondazione Irma Romagnoli Onlus), e a grande richiesta da parte di tutti i ragazzi partecipanti e delle relative famiglie, nonché da parte di altri bambini che hanno iniziato a frequentare a settembre il nostro centro di riabilitazione equestre, si è pensato di riproporre questa importante esperienza di crescita, di integrazione e di divertimento anche per l’anno 2017.
Descrizione del progetto
Riscontrato un sempre maggior numero di richieste di adesione e le differenti età anagrafiche dei minori partecipanti, anche per il 2017, come per lo scorso anno, l’équipe dell’AIASPORT ONLUS ha pensato di organizzare due differenti Campi estivi: uno a fine giugno, rivolto ai bambini preadolescenti disabili (dai 10 ai 12 anni), e uno a settembre, rivolto ai numerosi adolescenti disabili che accedono al nostro servizio di riabilitazione equestre privatamente o in convenzione con l’AUSL di Bologna (dai 13 ai 17 anni). 2
Il progetto intende riproporre la formula dello scorso anno del campo semi-residenziale della durata di 5 giorni, con in più la possibilità di trascorrere una notte fuori insieme. Verranno proposte sempre nuove attività al fine di offrire ad ogni partecipante l’opportunità di vivere un’esperienza arricchente che permetta di sperimentare nuovi orizzonti di possibilità da un punto di vista relazionale, espressivo e comunicativo.
Come per le passate edizioni, attraverso il gioco, il divertimento insieme ai coetanei, e le attività di cura dell’animale (e grazie a un contesto naturale e all’aiuto dei cavalli come mediatori relazionali), proporremo un percorso di crescita e di cambiamento mirato all’incremento di nuove competenze che favorisca in ognuno una nuova e più matura percezione del Sé, nonché lo sviluppo di una sempre maggior autonomia dal nucleo familiare e la creazione di luoghi e momenti di divertimento e di crescita propri.
Articolazione del progetto
I due campi estivi si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 16.30 e anche quest’anno prevedono la possibilità di partecipare all’uscita di una giornata intera, con escursione a cavallo, e ad una notte fuori casa insieme.
Durante la settimana l’attività verrà sempre suddivisa in due momenti con obiettivi e strategie educative differenziati e specifici:
Al mattino sono previste varie attività di cura, relazione e interazione con il cavallo (pulizia, preparazione, vari giochi ed esercizi in sella, passeggiate lungo l’ampio parco del GESE, accudimento finale).
Nel pomeriggio sono previste diverse attività ludico-didattiche, laboratori e percorsi differenziati, anche in base alle richieste e agli interessi espressi dai ragazzi partecipanti.
Il tutto sempre in un clima di gioco/divertimento, fondamentale al fine di coinvolgere i bambini e di mantenere alta la loro motivazione e voglia di partecipare.
Risultati e benefici attesi:
Vista la grande positività dell’esperienza vissuta nelle precedenti edizioni, riscontrata anche dai relativi genitori e referenti clinici territoriali (i ragazzi sono stati molto entusiasti e partecipi nelle varie attività proposte; sono stati in grado di lavorare assieme e di aiutarsi tra loro creando un bel gruppo unito; si sono comportati sempre correttamente, rispettando le regole, le figure di riferimento e i propri compagni)…. l’équipe di lavoro si aspetta che nella prossima edizione del Camp estivo, tali benefici vengano consolidati e ancor più incrementati, in un clima di accettazione e di valorizzazione delle diversità di ciascuno dei partecipanti.
Monitoraggio delle attività e valutazione dei risultati
Per quanto riguarda la valutazione della validità del progetto, come gli scorsi anni, sono previste delle verifiche effettuate dalla psicologa e dalla pedagogista dell’AIASPORT con le famiglie degli utenti disabili partecipanti, nonché con i referenti territoriali, nelle quali (attraverso delle schede specifiche, appositamente compilate dagli operatori che seguono i diversi cavalieri disabili), vengono valutati gli obiettivi inizialmente individuati, le metodologie di lavoro utilizzate, i risultati raggiunti, gli eventuali problemi incontrati, nonché la formulazione di nuovi obiettivi per la prosecuzione dell’attività per l’anno successivo, laddove si riscontri la positività del percorso compiuto.
Nel corso della settimana inoltre, come lo scorso anno, verranno fatte fotografie e video dei ragazzi durante le varie attività proposte. 3
Costo del progetto
Il costo previsto del progetto equestre, rivolto a 26 minori disabili del territorio bolognese, è di € 11.870,00 (undicimilaottocentosettanta/00).
(le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10-27 ter. del D.p.R. 633/72).
L’AIASPORT ONLUS si auspica di riuscire a garantire la copertura delle spese pari al 75% del costo totale del progetto (€ 8.902,50), tramite varie iniziative di crowdfunding, nonché la richiesta di un contributo alle famiglie dei minori disabili aderenti al progetto.
Viene richiesto alla Fondazione Irma Romagnoli Onlus un contributo che copra il rimanente 25% delle spese sostenute per la realizzazione di tale ambiziosa iniziativa, pari a € 2.967,50.
| Di seguito la descrizione dettagliata dei costi: VOCI DI SPESA DOCUMENTABILI | COSTO |
| Assicurazione partecipanti | € 260,00 |
| Rimborso 12 educatori equestri x 8h al dì x 5 dì x 15 € l’ora
(è prevista la partecipazione di volontari e tirocinanti, per garantire un rapporto educativo di 1:2 o addirittura di 1:1, laddove necessario) |
€ 7.200,00 |
| Direzione e coordinamento progetto (20 ore x 20 € l’ora ) | € 400,00 |
| Pranzi + 2 merende x 38 persone (26 bimbi, 12 operatori) al dì x 5 giorni
x € 7 ciascuno |
€ 1.330,00 |
| Spese di viaggio x le uscite
(Indennità chilometrica riconosciuta = € 0,30 al km) |
€ 400,00 |
| Costo partecipazione uscite (piscina, gite, laboratori….) | € 520,00 |
| Materiale didattico e di consumo | € 260,00 |
| Spese generali di funzionamento | |
| Progettazione e rendicontazione (€ 20 l’ora x 12 ore) | € 240,00 |
| Spese di segreteria /amministrazione/telefono | € 140,00 |
| Affitto 7 cavalli, maneggio e strutture GESE x 8 giorni x 140 € al dì | € 1.120,00 |
| TOTALE | € 11.870,00 |
Riferimento per eventuali ulteriori informazioni:
Dott.ssa Maria Laura Tabacchi (Coordinatrice AIASPORT ONLUS)
Tel. 335.6583608 – Fax 051/929351 – E-mail: info@aiasport.it o aiasport2@gmail.com
Casa S.Giuseppe in Romania - 2017
Casa S.Giuseppe in Romania
La Casa S.Giuseppe è localizzata a Odorhei in Romania, nel cuore della Transilvania, regione che ci riporta nel nostro passato o meglio nella campagna italiana degli anni 30-40 del secolo scorso.
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E’ un grande edificio donato nei primi anni ’90 da un ricco industriale svizzero alle suore della Congregazione del Cuore Immacolato di Bucarest che svolgono la loro attività di accoglienza e rifugio per bambini reduci da esistenze difficili e usciti dai loro tuguri e dalle tante ristrettezze familiari, morali, economiche e sociali.
La Casa è gestita da una dozzina di suore che organizzano la vita scolastica e le ordinarie attività quotidiane dei bambini/e e ragazzi/e presenti garantendo tutto il necessario per la loro crescita fisica, affettiva, educativa e sociale. Il sostentamento della Casa avviene esclusivamente dalle donazioni di benefattori generosi. Sono presenti nella struttura circa 150 ragazzi/e con età compresa tra i 2 e i 19 anni. Tanti di loro – già adulti – tornano per salutare i loro “familiari” con i quali sono cresciuti protetti dall’amore materno delle religiose.
Alcuni anni fa una troupe televisiva rumena ha reso visibile a tutta la Nazione l’esperienza di questo gruppo di suore e soprattutto ha evidenziato la qualità di vita all’interno della Casa e l’ottima qualità di preparazione scolastica dei ragazzi, molti dei quali hanno la possibilità di accedere a borse di studio per poter frequentare le varie Università della Romania ottenendo grandi soddisfazioni.
Questa visibilità ha scosso le coscienze di persone (sia rumeni che italiani) che, volendo contribuire al mantenimento di questo luogo di serenità in una terra che ancora risente degli anni bui della dittatura, ha cominciato a donare il necessario affinché le suore potessero ridistribuire i beni non solo per i propri ragazzi ma anche per gli abitanti poveri dei dintorni che bussano alla porta di Casa S.Giuseppe.
Il contributo che la Fondazione Irma Romagnoli porta direttamente all’Istituto si traduce in beni alimentari che permettono a tutti gli abitanti della Casa di sopravvivere nei mesi invernali dove la temperatura raggiunge i 35 gradi sotto zero. Le riserve alimentari sono un bene inestimabile proprio perché in quei mesi le strade diventano impraticabili e gli aiuti locali impossibili.
Alcuni membri della Fondazione Irma Romagnoli vanno periodicamente a visitare la grande Casa S.Giuseppe potendo così vivere insieme a loro momenti di vita quotidiana protetti da un’atmosfera d’amore che si respira in ogni luogo: nel refettorio mentre si fa colazione, nella piccola cappella cristiana al centro della Casa, nelle preghiere recitate o nei silenzi condivisi, nei corridoi a giocare o nelle camerette a studiare e…. anche nei balli del sabato sera all’interno della grande palestra trasformata in discoteca.
PAOLO'S HOME KIBERA NAIROBI
PAOLO'S HOME KIBERA NAIROBI
Servizio di riabilitazione fisioterapica e centro diurno per bambini con disturbi psicologici e neuropsichiatrici.

Centro Paolo’s Home – Progetto 2020
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Quadro Progetti Fondi 2020
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Dichiarazione utilizzo fondi 2020
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Richiesta di contributo 2021
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Dichiarazione utilizzo fondi 2021
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Progetti 2021
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Dichiarazione utilizzo fondi 2022
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Progetti 2022
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Richiesta di contributo
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Dichiarazione utilizzo fondi 2023
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Cittadinanza Onlus e Fondazione Irma Romagnoli in Kenya
Paolo’s Home è il centro di riabilitazione di bambini con disabilità dello slum di Kibera, a Nairobi, gestito da Koinonia Community in collaborazione con Cittadinanza Onlus, che beneficia da diversi anni di un contributo annuo di 10.000 euro da parte della Fondazione Irma Romagnoli.
Lo sviluppo del centro Paolo’s Home di Nairobi ha visto un costante impulso negli ultimi anni, grazie alla solidarietà e all’impegno di tanti operatori e sostenitori. Nel 2019 la sede di Kibera è stata rinnovata e ampliata, mentre lo staff ha iniziato a offrire servizi di riabilitazione ai bambini con disabilità di Riruta, un’area popolare a pochi chilometri da Kibera, dove era stata segnalata un forte domanda di assistenza.
L’ambulatorio di fisioterapia di Riruta, inizialmente aperto 2 giorni a settimana, opera oggi 4 giorni a settimana, mentre a Kibera sono attivi tutti i programmi di Paolo’s Home:
- Fisioterapia
- Centro diurno
- Logopedia
- Supporto psico-sociale alle famiglie
- Programma di empowerment economico delle famiglie
- Supporto all’inclusione scolastico
- Supporto medico
- Sensibilizzazione e informazione di famiglie e comunità
nel primo semestre del 2021 sono stati 62 i bambini che hanno frequentato l’ambulatorio di Kibera, di cui 19 iscritti al centro diurno.
Con l’apertura dell’ambulatorio a Riruta, presso il Kivuli Centre di Koinonia, altri 79 bambini hanno beneficiato del programma di riabilitazione.
Complessivamente 40 bambini hanno ricevuto assistenza medica, tra cui 2 interventi chirurgici. 6 hanno ricevuto dispositivi di assistenza.
Sono invece 113 i genitori che hanno partecipato alle attività di counseling, sensibilizzazione e formazione.
70 di loro sono attualmente inseriti in 3 gruppi di risparmio e credito rotativo, ufficialmente registrati e autogestiti, con l’assistenza di Paolo’s Home.
I costi in loco per il funzionamento del centro, la realizzazione di attività e servizi ammonta a circa 70.000 euro per il 2021. Nel 2022, per far fronte alla crescente domanda di assistenza a Riruta, sarà necessario aumentare il numero dei terapisti, oltre a dover far fronte a un aumento significativo dei prezzi, in particolare delle forniture mediche (guanti, mascherine, cotone, igienizzanti), conseguente alla pandemia, e attrezzare l’aula utilizzata per la logopedia e la stimolazione sensoriale. Il costo complessivo del progetto salirà dunque a circa 100.000 euro. Oltre al contributo della Fondazione Irma Romagnoli, il centro ha beneficiato di contributi da parte di Regione Emilia-Romagna, Chiesa Valdese e sostenitori privati di Cittadinanza Onlus.
Nel 2022 riprenderanno anche i viaggi in loco di Cittadinanza Onlus, che negli ultimi due anni, a causa del covid, ha dovuto sospendere le trasferte. Nel frattempo la supervisione del lavoro di counselor e terapisti è stata riorganizzata tramite appuntamenti mensili online con i volontari italiani (neuropsicologi e psicoterapeuti) e scambio di schede cliniche e videoregistrazioni.
KENYA – Centro Paolo’s Home – 2020

STRATEGIA D’INTERVENTO
Con l’obiettivo di contribuire alla tutela dei diritti alla salute e all’inclusione dei bambini disabili di fasce sociali svantaggiate di Kibera (Nairobi), Cittadinanza ONLUS sostiene il Centro Paolo’s Home che assiste i bambini con disabilità psicofisica a Kibera.
Il Centro è stato aperto nel 2008 dall’Associazione Koinonia Community e da allora ha raggiunto 845 bambini con diverse condizioni: paralisi cerebrale infantile, spina bifida, epilessia, ritardo nello sviluppo di vario grado, autismo, sindrome di Down, danni cerebrali dovuti a meningite o complicazioni del parto.
PRINCIPALI AREE D’INTERVENTO
Centro Diurno – Day Care
- Durante il 2020, il day care di Paolo’s Home ha fornito servizi di assistenza diurna dal lunedì al venerdì a 19 bambini offrendo programmi individuali di fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia, arte terapia e diverse altre attività all’aperto.
- I servizi sono stati sospesi a metà marzo a causa del COVID-19 fino a fine maggio. A giugno i bambini del centro diurno hanno ripreso a frequentare individualmente e in modalità ambulatoriale i trattamenti di fisioterapia, mentre le sessioni individuali di logopedia e riabilitazione cognitiva sono riprese a luglio.
- Durante la chiusura del Centro e la quarantena, da marzo a fine maggio 2020, i genitori sono stati sostenuti nell’accompagnare i loro bambini.
Day Care Paolo’s Home

Servizi ambulatoriali di fisioterapia, terapia occupazionale e visite mediche
- Anche i servizi ambulatoriali sono stati interrotti a marzo 2020 per poi riprendere in sicurezza a giugno 2020, solo per un numero limitato di bambini.
- Nonostante la sospensione dei servizi, un totale di 110 bambini ha beneficiato dei servizi ambulatoriali di fisioterapia e terapia occupazionale presso l’ambulatorio di Paolo’s Home a Kibera e presso l’ambulatorio di Kivuli a Riruta (Nairobi).
- Durante il 2020 83 nuovi bambini sono stati presi in carico dal Centro.
- 47 bambini hanno beneficiato di visite mediche, consulenze e fornitura di farmaci specifici.
Servizi ambulatoriali di fisioterapia


Accesso all’educazione
- Si sono realizzate 7 visite di supervisione finalizzate all’inserimento dei bambini di Paolo’s Home nelle loro rispettive scuole.
- Inoltre, si sono sostenute le spese per l’inserimento scolastico per un totale di 4 bambini (uniformi, materiali, libri e rette scolastiche).

Sostegno alle Famiglie
- Durante il 2020, 42 caregivers (prevalentemente madri) hanno beneficiato dei servizi di consulenza che sono stati condotti attraverso sessioni individuali o di gruppo dalla counselor psicosociale di Paolo’s Home.
- Inoltre 37 famiglie hanno beneficiato di visite a domicilio e sessioni di consulenza familiare. Tra le situazioni incontrate con maggiore frequenza durante le visite domiciliari è importante menzionare: violenza domestica, rischio di separazione del nucleo familiare, problemi di accettazione del bambino disabile.
Nell’ultimo trimestre del 2020 sono stati condotti due workshop per i caregivers di bambini con bisogni speciali, per assicurare loro informazioni sempre aggiornate relative alla cura, manipolazione e gestione dei loro bambini. Hanno partecipato un totale di 61 persone.

Empowerment economico
Riguardo alle attività di empowerment economico, i due gruppi di risparmio e prestito a cui partecipano 42 donne hanno continuato le loro attività, mantenendo incontri settimanali. I membri si sono riuniti ogni martedì e giovedì per incontri di gruppo, mettendo in atto misure di protezione contro il Covid-19.

Risposta all’emergenza sanitaria causata dal Virus SARS-COV2
- Il 15 marzo 2020 il Centro ha dovuto interrompere temporaneamente le sue attività in seguito alle misure di contenimento dei contagi imposte dal governo.
- Molte famiglie con bambini disabili che vivono in situazioni di estrema povertà hanno visto ridurre ulteriormente le loro entrate economiche a causa della conseguente crisi socio economica.
- Cinque bambini hanno smesso di frequentare i servizi di Paolo’s Home come conseguenza della pandemia e uno di loro è deceduto durante questo periodo.
- Ad inizio aprile lo staff di Paolo’s Home ha contattato telefonicamente la gran parte delle famiglie beneficiarie dei servizi del centro e in base alle informazioni raccolte, è stato organizzato un ciclo di distribuzioni di emergenza che ha raggiunto oltre 70 famiglie con generi alimentari, farmaci e sapone, volantini informativi sulla prevenzione dei contagi.
- Altre 90 famiglie con bambini disabili sono state raggiunte grazie ad una nuova collaborazione con Sign of Hope, organizzazione tedesca.
Centro Paolo’s Home Distribuzione di emergenza


GRAZIE ALLA FONDAZIONE IRMA ROMAGNOLI
“Grazie per darci l’opportunità di continuare a camminare, per fare la differenza. State facendo una grande differenza. Potrebbe non sembrare enorme, ma è davvero importante per tutte quelle persone che si sentono come se la loro vita non valesse la pena di esser vissuta”
(Marion Thuo – Psychosocial Counselor di Paolo’s Home)

Progetti nel Mondo
Progetti nel Mondo
La Fondazione Irma Romagnoli è nata per promuovere, sostenere e attivare iniziative e studi di ricerca del più alto interesse sociale a favore degli esseri più deboli, indifesi e disagiati con particolare attenzione alla causa dei bambini disabili e del supporto necessario alle loro famiglie.
Lotta alla Malnutrizione infantile
Villaggio di Andavadoka, del comune di Befandefa e dei comuni limitrofi, Madagascar.
Progetti in Italia
Progetti in Italia
La Fondazione Irma Romagnoli è nata per promuovere, sostenere e attivare iniziative e studi di ricerca del più alto interesse sociale a favore degli esseri più deboli, indifesi e disagiati con particolare attenzione alla causa dei bambini disabili e del supporto necessario alle loro famiglie.


















