GRUPPO DI CONSULENZA PSICO-PEDAGOGICA
GRUPPO DI CONSULENZA PSICO-PEDAGOGICA
Per genitori con bambini/ragazzi disabili.
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Obiettivi:
– Attivare momenti di “ascolto” e di scambio esperienziale tra genitori accomunati dall’evento e dal relativo “vissuto” dell’ingresso nella loro vita di un figlio con disabilità, con l’intento, se possibile, di trasformare quello che potrebbe apparire “problema” come “risorsa” per sé stessi e per gli altri.
– Dare un supporto psico-pedagogico che aiuti i genitori a rapportarsi in modo appropriato con i propri figli disabili con le giuste strategie e motivazioni, e li affianchi nel percorso di crescita personale e relazionale, per sviluppare al meglio le loro potenzialità e le loro autonomie possibili.
– Favorire un percorso che porti quasi spontaneamente ad una relazione amicale tra i componenti del gruppo, che faciliti sempre più un’interazione di mutuo aiuto, autonomamente dalla presenza o meno di un conduttore professionale o facilitatore.
– Prosecuzione “naturale” del percorso avviato, concordando tempi e modalità per nuovi incontri cadenzati tra quanti intenderanno continuare uno scambio interattivo di mutuo aiuto, che accompagni il vissuto di ognuno nelle relazioni con i propri figli con “bisogni speciali”.
Metodi:
– Approccio teorico e pratico alla “pedagogia della Mediazione” e ai relativi criteri, sulla base dei principi del metodo Feuerstein, che, nato come sistema di recupero delle abilità- cognitive e relazionali di bambini ritenuti irrecuperabili, trova attualmente larga applicazione nella pedagogia rivolta alla diversabilità, con specifici “parents training”.
– Sollecitazione del desiderio e delle energie dei genitori, in uno scambio esperienziale ed emotivo di reciprocità comunicativa, al fine di creare nuove e più efficaci modalità di interazione con i propri figli e tra di loro.
Strumenti:
– 5 incontri di 2 ore l’uno, a cadenza mediamente quindicinale, a partire dal mese di marzo 2011
– Conduzione degli incontri a cura di una professionista esperta
– Schede video-proiettate e debitamente accompagnate per la loro “lettura” e ricaduta operativa
– Utilizzo di una pubblicazione per genitori sulla mediazione educativa attraverso il metodo Feuerstein.
Risorse:
– Risorsa professionale specifica, nella figura della dott.ssa Sara Alighieri di Rimini, psicologa e psicoterapeuta, applicatrice e formatrice del metodo Feuerstein.
– Spazio dedicato nella struttura di Casalecchio di Reno, in via Cimarosa, reso gratuitamente disponibile, in collaborazione, dalla Direzione del Distretto ASL.
– Divulgazione della proposta, organizzazione per la sua attuazione e rendicontazione finale a cura dell’Associazione Passo Passo.
Relazione della conduttrice del gruppo di genitori:
Per visualizzare e stampare la relazione finale clicca qui.
Costi:
– 10 ore professionali di conduzione degli incontri a 60 €/ora lordi
– 5 ore di programmazione ed elaborazione a 60 €/ora lordi
– Viaggi inclusi nel costo
Totale (su fattura): 900 Euro
Ricevuta dell’avvenuto finanziamento del progetto:
Per visualizzare e stampare la ricevuta del bonifico clicca qui.
CASA SANTA CHIARA
SOSTEGNO A CASA S.CHIARA
Centro di riabilitazione per bambini disabili.
CASA SANTA CHIARA

Le iniziative di Casa S.Chiara sono rivolte a minori, giovani e adulti a volte privi di nucleo o di adeguato appoggio familiare, con problemi di handicap;bisognosi di rapporti educativi e socializzanti. Con tali iniziative Casa S.Chiara vuole riconoscere Ia dignità e i diritti della persona, specialmente di quelle più deboli e ai margini della società, aiutandole nelle loro esigenze e promuovendone le potenzialità.
Le finalità sono perseguite attraverso forme di accoglienza in piccoli gruppi a dimensione familiare e attività lavorative, di riabiIitazione e socializzazione in centri semiresidenziali.
Nello stesso tempo Casa S. Chiara intende promuovere la sensibilizzazione della società civile e della comunità cristiana alla realtà di tanti fratelli disabili superando ogni forma di pietismo e assistenzialismo e sollecitando le responsabilità di ciascuno ai doveri di giustizia e a forme di solidarietà attraverso il volontariato.
La Fondazione da due anni sostiene le attività della casa S.Chiara, con donazioni di 2000€ annuali e si propone di attivare una raccolta fondi per l’acquisto di una ” piccola piscina” da inserire nel centro, per permettere anche ai bimbi con disabilità grave di godere di momenti di acquticità.
Costo previsto 3000€
Progetto “Attività all’aperto”:
Il bel parco circostante rappresenta una risorsa per permettere ai ragazzi di stare all’aria aperta nelle attività ludiche e di socializzazione in piccolo e grande gruppo, oltre che di poter sperimentare all’aperto, a stretto contatto con la natura, all’interno delle attività significative proposte, numerose sensazioni percettive, che, integrate, contribuiscono a fornire la conoscenza dell’ambiente esterno. Così, le esperienze percettivo-sensoriali, proposte in modo piacevole e finalizzato, contribuiscono a dare ai ragazzi esperienza, conoscenza, piacere e motivazione nel “fare”.
Per i ragazzi con disabilità fisica questi obiettivi sono resi possibili permettendo loro, all’esterno, il cambio di postura e una stimolazione motoria gradevole e confortevole. L’acquisto di materassini con superficie lavabile e di belle panchine resistenti alle intemperie consentirà di poter lavorare insieme comodamente sdraiati oppure seduti sulle confortevoli panchine.
Pertanto, l’acquisto delle panchine da esterno e dei materassini consentirà di poter realizzare al meglio la permanenza all’esterno e la realizzazione delle attività all’aperto.
Si allegano n. preventivi con i costi di panchine da esterno e materassini per il progetto “Attività all’aperto”.
La coordinatrice del Centro
Paola Taddia
Villanova di Castenaso, 24/07/2014
In Villanova di Castenaso
via Tosarelli 147/3 (BO) “La Palestra”
www.casasantachiara.it
IMPARARE AD IMPARARE
IMPARARE AD IMPARARE
SOSTEGNO ALL'ASSOCIAZIONE PASSO PASSO.
ASSOCIAZIONE TERRITORIALE PER L’INTEGRAZIONE PASSO PASSO


Dopo il Seminario conoscitivo promosso dall’Associazione e svoltosi a Marzabotto l’8 maggio del 2008, è proseguito un cammino di approfondimento sulla possibilità di utilizzare il metodo Feuerstein per sviluppare le potenzialità cognitive di bambini/ragazzi con difficoltà, correlate in particolare ad una disabilità.
Già la Provincia era già da tempo impegnata a favorire la formazione di insegnanti su questa metodologia e questo appuntamento comunque è stato di ulteriore stimolo in tal senso.
Ma in seguito al Seminario del 2008 si è anche avviato un confronto più ampio con le Istituzioni, coinvolgendo in particolare l’Università di Neuroscienze e il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile, per valutare l’ipotesi di iniziare a far uso di questo strumento da parte di educatori specificatamente formati, sia nell’ambito scolastico in raccordo con gli insegnanti, sia nel tempo extrascolastico, con percorsi riabilitativi specifici, per bambini/ragazzi che ne potrebbero ricavare beneficio per sviluppare il più possibile le loro autonomie cognitive. Da questo confronto è nato un progetto in rete tra diversi soggetti, istituzionali e non (tra cui la nostra stessa Associazione), se pur di limitata sperimentazione applicativa (tra l’altro sempre nel nostro stesso territorio). Il Progetto, coordinato dal “Programma Tutela delle persone disabili” dell’AUSL (presso il Centro Polifunzionale di Corte Roncati), ha avuto come momento di avvio un seminario di approfondimento soprattutto clinico-riabilitativo, presso l’Istituto neurologico dell’Università di Bologna il 16 ottobre scorso, e dovrebbe proseguire operativamente nei prossimi mesi.
Nel frattempo come Associazione ci siamo attivati, quasi a mantenere un impegno preso nel primo seminario del 2008, per promuovere una specifica formazione, al fine di poter disporre sul territorio di un gruppo flessibile di educatori preparati e disponibili ad utilizzare la loro competenza acquisita sul metodo Feuerstein sia all’interno del loro lavoro e della loro relazione già in atto con bambini/ragazzi con difficoltà cognitive, ma sia anche su richiesta mirata o su segnalazione di interesse e bisogno da parte di famiglie, in possibile accordo con i rispettivi referenti sanitari.
E’ stato così attuato, con notevole successo, nell’autunno scorso a Marzabotto un Corso di formazione PAS-BASIC (come da Progetto allegato), per 8 interi mercoledì, per un totale di 64 ore cui ora dovranno seguire una ventina di ore di tirocinio.
Il Corso è stato tenuto dalla psicologa dott.ssa Sara Alighieri di Rimini, esperta applicatrice e formatrice riconosciuta dal Centro Feuerstein di Gerusalemme.
Esso si è potuto realizzare grazie al sostegno economico dalla neonata Associazione solidaristica locale “Mano tesa” e alla disponibilità collaborativa del Comune di Marzabotto, che ha messo a disposizione gratuitamente struttura e strumentazione idonei a Lama di Reno.
Che cos’è il metodo Feuerstein
Studi e ricerche a livello internazionale hanno dimostrato la possibilità di migliorare l’apprendimento attraverso la mediazione pedagogica, focalizzando l’attenzione non solo sulle risposte ai compiti proposti, ma soprattutto sul processo che le ha determinate.
In questa prospettiva, l’apprendimento non è visto come l’azione solitaria di un soggetto posto di fronte ad un problema da risolvere o ad un contenuto da imparare, ma come un’esperienza mediata da un altro essere umano, “competente”, che non si accontenta che il discente risponda con successo ad un compito, ma approfitta dell’interazione con lui per implementare le condizioni psicologiche e le strategie cognitive che consentiranno in seguito al soggetto di affrontare con autonomia crescente compiti sempre più complessi e nuovi.
L’azione maieutica del formatore crea le condizioni perché il potenziale di apprendimento del soggetto possa esprimersi e incrementarsi, secondo la visione dinamica dell’intelligenza espressa da Vygotsky, in contrapposizione a quella statica degli innatisti che considerano la dotazione intellettiva come un “tratto” immodificabile della persona.
Nella prospettiva di Vygotsky, l’apprendimento non è determinato dal livello intellettivo che si possiede. Al contrario: è il crogiolo entro cui si forgia e si potenzia l’intelligenza.
Una delle metodologie più diffuse ed efficaci riconducibili a questo pensiero è quella elaborata dal professor Reuven Feuerstein, a partire dalle esperienze pedagogiche condotte con i “bambini di cenere”, nello stato di Israele, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.
E’ una proposta ampiamente diffusa a livello internazionale per potenziare i processi cognitivi, portare alla luce le risorse personali e promuovere un approccio attivo e flessibile nei confronti degli apprendimenti e dei problemi.
È conosciuto e utilizzato in 30 paesi in tutti i continenti, tradotto in 14 lingue, oggetto di studio in oltre 26 istituti universitari nel mondo.
Messo a punto per far fronte alle difficoltà di apprendimento di bambini e adolescenti normodotati, ma deprivati culturalmente e psicologicamente e a forte rischio di emarginazione per l’atrocità delle esperienze vissute, il Programma Feuerstein nei decenni successivi si è rivelato utile in una varietà di altri contesti, fra cui la preparazione dei genitori, la formazione aziendale (dagli operai ai quadri dirigenti), la riabilitazione cognitiva, la ricerca e l’acquisizione di metodi di studio efficaci…
Allievo di Piaget e di Rey ma molto vicino alle tesi di Vygotsky e di Bruner, il prof. Feuerstein è un convinto assertore della Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale, secondo la quale ogni individuo, a prescindere dall’età e dalla situazione di difficoltà in cui si trova, può migliorare radicalmente il proprio modo di apprendere.
Tale cambiamento viene promosso dalla figura del Mediatore (il genitore, l’insegnante, l’educatore esperto) che crea le condizioni per consolidare il senso di competenza del soggetto e, lavorando con lui, promuove la ricerca e l’acquisizione di efficaci paradigmi cognitivi che diverranno poi parte dello stile cognitivo abituale del discente.
Per realizzare questo compito, il formatore viene preparato alla Metodologia della Mediazione, che fornisce competenze non solo didattiche e metodologiche, ma anche psicologiche e relazionali ed è, nella prospettiva di Feuerstein, la variabile più rilevante per stimolare una modificazione strutturale dei processi di pensiero.
Il metodo mette a disposizione del Mediatore una ricca gamma di “Sistemi Applicativi”, per le sue interazioni con i soggetti in formazione:
- la Valutazione Dinamica del Potenziale di Apprendimento (Learning Potential Assesment Device – L.P.A.D.), nella versione Standard ( dagli 8 anni in avanti) o Basic ( per soggetti di età mentale inferiore agli 8 anni), con funzioni prevalentemente diagnostiche;
- il Programma di Arricchimento Strumentale ( PAS) nella versione Standard o Basic, con funzioni prevalentemente didattico – pedagogiche.
Contenuti specifici del Progetto
Gli educatori che hanno partecipato al Corso sono stati formati sul “PAS- Basic”, integrato dalla parte teorica e metodologica che di solito si propone nel corso PAS Standard 1° livello.
Il PAS-Basic si adatta in modo particolare al lavoro con:
- bambini in età pre-scolare o frequentanti i primi anni della scuola primaria
- giovani e adulti con bisogni educativi o riabilitativi speciali.
Il Programma Basic comprende, fra gli altri, 3 Strumenti finalizzati al riconoscimento e alla gestione delle emozioni che costituiscono una novità rispetto alla strumentazione del PAS Standard. Essi rappresentano ottimi strumenti di lavoro anche con pre-adolescenti e adolescenti senza particolari carenze cognitive.
Dopo una fase di tirocinio necessario per un attestato qualificante, gli educatori saranno disponibili sul territorio, possibilmente in accordo con i referenti sanitari degli interessati, per l’applicazione del metodo, di norma con interventi di 3 ore settimanali per un anno (o di 2 ore settimanali per 2 anni), prevedendo una periodica supervisione specialistica (circa ogni 3 mesi), che potrebbe riguardare eventualmente anche almeno un operatore di riferimento della scuola e gli stessi genitori.
Sarebbe opportuno, anche se non indispensabile, che tale percorso riabilitativo sia preceduto da una Valutazione Dinamica del Potenziale di Apprendimento (L.P.A.D.) a cura di un professionista specializzato (per questo sono da calcolare circa 16 ore professionali).
Tale valutazione cognitiva integra quella clinica tradizionale, che sarebbe comunque utile.
Saranno di aiuto integrativo alcuni incontri di consulenza e di formazione sulla mediazione educativa per i genitori da parte di uno specialista, anche perché la quotidiana relazione intra-familiare sia il più possibile coerente con l’eventuale percorso specifico di riabilitazione cognitiva.
A FIOR DI PELLE
A FIOR DI PELLE
Insieme per il Ben-essere dei giovani con disabilità. In collaborazione con CIOFS/FP Emilia Romagna e grazie al supporto dell'azienda DAVINES spa.
CIOFS/FP EMILIA ROMAGNA

Prendersi cura di sé per stare meglio con gli altri
Percorso educativo all’igiene e al benessere con Laboratorio integrato di acconciatura ed estetica e sedute in piscina termale. (Per giovani con disabilità anni 15-20)
FINALITA’ ED OBIETTIVI
La filosofia di questo progetto si fonda sulla visione globale della persona con disabilità come portatrice di istanze, bisogni, desideri, aspirazioni al pari di tutti gli altri individui, e quindi anche del desiderio, spesso trascurato o inaccessibile, di fruire e poter godere del proprio tempo libero.
Prendersi cura del proprio aspetto è un passaggio importante nel percorso di crescita e di sviluppo della personalità; l’accettazione del proprio aspetto e la consapevolezza delle proprie caratteristiche fisiche rappresentano importanti compiti evolutivi per soggetti in età adolescenziale.
Il laboratorio vuole stimolare i giovani in situazione di disabilità a prendersi cura di sé, migliorando in questo modo la loro condizione psicologica e sociale e implementando i processi di autostima e autonomia personale; inoltre vuole essere un’opportunità di incontro e socializzazione con coetanei.
ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO
Sono previsti 11 incontri un pomeriggio alla settimana per 3 ore ciascuno nel periodo febbraio 2011 – aprile 2011
4 incontri nel laboratorio acconciature
2 incontri nel laboratorio estetico
5 entrate alle piscine termali con idromassaggio del centro termale di Riolo Bagni
Laboratorio acconciature – a partire da febbraio 2011
La partecipazione a tale attività prevede che i giovani siano impegnati in esercitazioni sulla diagnosi della cute e del capello, servizio shampoo, servizio messa in piega a phon con radice piatta e con volume.
Le esercitazioni pratiche comprenderanno anche alcune nozioni teoriche sull’uso degli attrezzi per la piega e conoscenze principali sulle caratteristiche della cute e struttura del capello.
Laboratorio estetico – a partire da febbraio 2011
In questa attività laboratoriale i giovani saranno impegnati prevalentemente nell’attività di manicure (limatura unghie, sollevamento cuticole, applicazione smalto). Inoltre si prevede di proporre esercitazioni di pulizia viso: detersione con latte e tonico, depilazione sopraciglie, applicazione scrub, massaggio viso, applicazione maschera, applicazione crema finale.
Si prevedono semplici nozioni teoriche sui tipi di pelle e sui prodotti cosmetici più idonei da utilizzare. A completamento dell’attività l’insegnante proporrà alcune esercitazioni di trucco per valorizzare attraverso l’uso del colore le forme dei visi ed i lineamenti di ciascun partecipante.
Sedute presso la Piscina termale di Terme di Riolo Bagni – aprile 2011
Il percorso prevede l’accesso dei ragazzi alle piscine termali seguendo tutte le fasi del percorso benessere: da quella preparatoria, a quella propriamente motoria-riabilitativa in acqua per concludere con la fase di rilassamento. Il progetto sarà condotto da un terapista della riabilitazione in acqua e da un educatore che sarà presente sia nel percorso di trasporto che in piscina .
Questa esperienza avrà la finalità di favorire nei ragazzi una maggior conoscenza e consapevolezza del proprio corpo sviluppando una maggior cura di sé nel rispetto di sé e degli altri.
METODOLOGIE DIDATTICHE ALL’INTERNO DEI LABORATORI DELL’ENTE
Il gruppo di lavoro sarà composto da 7-8 ragazzi, guidati da un professionista (parrucchiere ed estetista) e da un formatore. Per favorire l’integrazione sociale si prevede di far partecipare al laboratorio alcuni allievi che frequentano il 2° anno del Corso Operatore alle cure estetiche delll’ ente CIOFS/FP e/o allievi di Scuole Secondarie di Imola ad indirizzo sociale. Per questi allievi è possibile individuare un riconoscimento di crediti formativi.
La metodologia di lavora sarà improntata su simulazioni su poupette ed esercitazioni reali in cui i ragazzi si alterneranno nel ruolo di cliente e in quello di parrucchiere/estetista.
Si prevedono anche momenti di insegnamento individualizzato.
Il percorso benessere all’interno delle Terme vedrà la presenza del formatore e un terapista specializzato nella riabilitazione in acqua.
STAFF
Il Team di lavoro prevede il coinvolgimento di un docente professionista Parrucchiere, un docente professionista Estetista ed un Esperto di riabilitazione in acqua, unitamente ad un Bagnino per la sicurezza in vasca. Durante tutto il percorso sarà sempre presente un formatore che avrà il compito di monitorare ed accompagnare dal punto di vista educativo i ragazzi in tutto il percorso.
DESTINATARI
Ragazzi e ragazze disabili compresi nella fascia di età tra i 15 e i 20 anni.
SEDE e ATTREZZATURE
Il laboratorio integrato sarà realizzato presso la sede del Ciofs /FP di Imola Via Pirandello 12 e presso il Centro termale di Riolo Bagni a Riolo Terme
Si utilizzeranno i laboratori e le attrezzature del corso Operatore alle cure estetiche
QUOTA e ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE
Per responsabilizzare la partecipazione al corso verrà chiesta una quota di adesione pari a €50 per allievo.
A fine corso come “attestato” di partecipazione verrà lasciato a ciascun partecipante un beauty kit con gli accessori indispensabili per la cura del proprio corpo ed una piccola guida benessere che ripercorrerà tutte le tappe del percorso formativo seguito.
RINGRAZIAMENTI:
Desiderano ringraziare anche le persone che con professionalità le hanno seguite e guidate in questo percorso.
E’ stata un’esperienza molto gradita e piacevole ed auspichiamo che tale opportunità possa ripetersi anche in futuro per consolidare i loro apprendimenti.
Cordiali saluti.
Carlotta, Chiara, Cristina, Elisabetta, Erica, Francesca, Giusi, Lucrezia, Sara, Veronica.
Buongiorno,
sono la mamma di Francesca, una ragazzina residente a Medicina che ha partecipato alla splendida iniziativa “a fior di pelle”. So che questa bellissima attivita’ Ë stata resa possibile grazie alla vostra associazione ed è per questo che vi scrivo, per ringraziare le persone come voi che rendono possibili esperienze aggreganti ed entusiasmanti a ragazzi e ragazze che sono spesso soli e che invece amano tantissimo lo stare insieme anche partecipando ad attivita’ coinvolgenti ed interessanti.
Francesca ci teneva a farvi sapere che l’esperienza le è piaciuta moltissimo e che, nel caso, le piacerebbe partecipare ancora!
A presto,
Francesca e la mamma Lucia
COSTI PROGETTO “A FIOR DI PELLE” 2011
DOCENTI EDUCATORI € 1.350
TERAPISTA IN ACQUA € 175
BAGNINO € 150
ENTRATA TERME (5 entrate per 8 allievi per 12 euro) € 480
INAIL € 25
TRASPORTI € 745
DIFFUSIONE DELL’INIZIATIVA (a cura di Ciofs Imola) € 0
COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO, DIDATTICO € 600
SPESE DI AMMINISTRAZIONE E COSTI STRUTTURA € 380
KIT BENESSERE (a cura di Davines) € 0
REALIZZAZIONE BEAUTY GUIDE ( a cura di Ciofs Imola) € 0
TOTALE € 3.905
PERCORSO DI ASCOLTO
PERCORSO DI ASCOLTO
Aiutare i bimbi in difficoltà.
COOPERATIVA SOCIALE ISTITUTO FARLOTTINE

PROGETTO SPORTELLO D’ASCOLTO
La società cooperativa sociale Istituto Farlottine è stata costituita “per perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale delle persone e si propone di attuare le proprie finalità, a favore dei soci e di terzi, attraverso la gestione di servizi educativi, formativi, scolastici, assistenziali e lo svolgimento di attività ad essi connesse o complementari, con specifica attenzione alle persone e alle famiglie in condizioni socialmente deboli.” (Statuto, Art. 2 comma 1)
L’Istituto Farlottine gestisce una realtà educativa variegata, accogliendo bimbi di tutte le età (i più piccoli hanno 1 anno) e ospitando diversi ordini e gradi di scuola, più precisamente le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, tutte e tre paritarie, che costituiscono la Scuola San Domenico. Questo ampio servizio educativo si caratterizza per la particolare attenzione che viene rivolta ai bimbi e alle famiglie in difficoltà, sulla scia dell’opera compiuta da Assunta Viscardi, una grande donna bolognese che ha dedicato tutta la sua vita ai bambini emarginati e alle loro famiglie.
In questo ambito l’Istituto persegue lo scopo di aiutare la famiglia a realizzare in pienezza la propria vocazione di “nucleo fondamentale della società” (Art. 16, 3° della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo) alla luce del dettato biblico “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra.” (Genesi 1, 27-28).
Titolo del progetto
SOSTEGNO PSICOLOGICO A GENITORI DI BAMBINI CON DIFFICOLTÀ.
Beneficiari del progetto
Famiglie con bambini in difficoltà.
Descrizione del progetto
Il progetto si propone di fornire incontri e consulenze da parte di una psicologa esperta al fine di supportare genitori e docenti che sperimentano difficoltà e disorientamento nell’educazione e istruzione di bambini con particolari disagi.
Gli incontri si tengono presso la sede dell’Istituto Farlottine – Scuola San Domenico e possono riguardare entrambi o uno solo dei genitori oppure, a seconda delle necessità, gli insegnanti, a volte anche insieme ai genitori. Il progetto nasce dalla consapevolezza che i disagi dei bimbi, se non vengono presi in debita e tempestiva considerazione, possono avere sui bimbi stessi conseguenze anche pesanti.
Genitori: le famiglie hanno la possibilità di richiedere l’aiuto dell’esperta per affrontare insieme a lei le difficoltà che dovessero incontrare nell’educazione dei propri figli. Insieme alla psicologa possono riconoscere e comprendere i disagi dei figli e individuare le strategie più idonee per affrontarli.
I colloqui con la psicologa inoltre possono avere ripercussioni benefiche sulla coppia: affrontare insieme il problema, individuando strategie comuni e condivise con l’aiuto di un mediatore esterno, può contribuire anche a rafforzare il legame tra i coniugi e a superare, qualora fossero emersi, eventuali elementi di conflitto all’interno della coppia che ricadono o possono ricadere in modo negativo sulle spalle dei bimbi. In definitiva lavorare per superare questi conflitti va a beneficio dei bambini stessi.
Docenti: gli insegnanti possono richiedere un colloquio insieme alla psicologa per confrontarsi su problematiche con i singoli alunni. Nel confronto vengono individuate le strategie più idonee di approccio al problema, per migliorare la relazione con il bambino e anche con i genitori. Il dialogo con un esperto esterno alla situazione inoltre può essere di grande aiuto e giovamento all’insegnante per affrontare e gestire in modo adeguato le ripercussioni che la situazione conflittuale o problematica può avere sul gruppo classe.
Docenti-Genitori: spesso è opportuno effettuare incontri congiunti, alla presenza dei genitori e degli insegnanti, in modo da coordinare in modo più fruttuoso possibile le energie al fine di aiutare il bambino in difficoltà.
Finalità del progetto
Il progetto si propone di dare un sostegno ai bambini in particolari difficoltà attraverso un accompagnamento alle figure degli adulti (genitori e insegnanti) che più direttamente interagiscono nel percorso educativo del bambino; si prevede anche un sostegno alle situazioni familiari complesse, che possono ricadere negativamente sui figli, fornendo una mediazione tra i genitori stessi.
Ci si prefigge quindi di fornire un supporto a quelle famiglie che, per difficoltà economica, diversamente non potrebbero accedere ad un aiuto specifico. È frequente infatti che proprio le famiglie che hanno più bisogno di un supporto siano quelle che hanno anche maggiori difficoltà a livello economico.
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto
Per il progetto si prevedono incontri, per circa 5 ore al mese, fino al mese di Luglio 2013.
Risultati e benefici attesi
Il confronto con la psicologa dovrebbe in definitiva portare maggiore serenità nei bambini, migliorando le relazioni con i compagni e il loro rendimento scolastico, e aiutare a creare un ambiente più sereno in famiglia.
Costi del progetto
Si prevedono i seguenti costi:
Incontri per un totale di circa 30 ore € 1800
TOTALE dell’intervento € 1800
TELEMEDICINA IN AFRICA
TELEMEDICINA IN AFRICA
Per la salute dei bambini africani nel rispetto e per favorire lo sviluppo della realtà socio-economica locale, in collaborazione con l'associazione CERVIAUXILIA e grazie al supporto dell'azienda SOLGAR multinutrient spa.

CERVIAUXILIA ONLUS
Cerviauxilia Onlus, associazione di medici professionisti di Cervia, porta avanti il suo intervento aN’gaoundal in Camerun dal 2004 presso il Centre de Santè Integrè della Missione Cattolica delle suore della carità di Santa T.Antida. L’intervento, come spiega il dott. Morelli, medico chirurgo in ginecologia e Presidente dell’Associazione, è costituito oltre al lavoro dei medici italiani:
1) nella formazione del personale sanitario locale
2) nel miglioramento fino ad eseguire una normale routine delle prestazioni del laboratorio analisi (acquisizione apparecchio reflotron Roche)
3) nel miglioramento delle attrezzature in sala parto (letto da parto, ventosa ostetrica ecc.., acquisizione ecografo x primo livello diagnostica ostetrica e ginecologica)
4) nell’ acquisizione di ambulanza x tasferimenti urgenze presso ospedale di distretto
5) nel contributo alla installazione e mantenimento della stazione internet
6) nell’ invio mensile di medicinali non reperibili sul mercato africano.
Dall’inizio 2010 è iniziata la costruzione di un piccolo ospedale in località Galà Galà costituito dai reparti
1) pronto soccorso ed astanteria
2) maternità e ginecologia
3) pediatria
4) chirurgia
5) medicina interna
6) servizi di – laboratorio analisi – radiologia – sala operatoria – sterilizzazione – farmacia – foresteria.
SERVIZIO DI TELEMEDICINA
Fornire un servizio di telemedicina in questo paese significa non solo supportare i medici locali con la consulenza di medici specialisti italiani, ma significa nel tempo portare nuove competenze e rendere il più possibile autonomo e operativo l’ospedale.
Le specialità interessate sono: 1) cardiologia 2) dermatologia 3)ginecologia 4) spirometria e pneumologia.
La “stazione di trasmissione” è composta da:
- Personal computer e softwer di trasmissione collegato via web al server di Cerviauxilia;
- Webcam in alta definizione, per fotografare immagini dermatologiche sia in macro che panoramiche;
- Elettrocardiografo a 12 derivazioni,
- Software composto da una scheda sanitaria predisposta per porre i vari quesiti clinici ai medici specialisti;
La “stazione di refertazione”
La refertazione dei vari quesiti e problematiche terapeutiche, che si troveranno sul server di Cerviauxilia, verranno dirottate automaticamente, ai singoli medici specialisti, avvisandoli, tramite messaggio SMS, che nel server c’è un’esame a Lui richiesto di refertare.
Il medico specialista, collegandosi via web col proprio pc, potrà analizzare la scheda clinica, il tracciato ECG o le immagini allegate, creando una diagnosi, un referto, o richiedere ulteriori esami.
Automaticamente, verrà rimandato il referto al Centro
Peculiarità del software
La parte più complessa di tutto il software è stata la realizzazione dell’anagrafica pazienti. La premessa è d’obbligo, in quanto non esiste in Cameroon una tessera sanitaria o un documento di riconoscimento e molto spesso lo stesso paziente non ricorda o non sa la propria data di nascita. Per questo motivo, oltre ai dati anagrafici è stata associata la foto del paziente.
Le varie richieste di refertazione o di diagnosi verso i vari medici specialisti, saranno tradotte automaticamente da francese a italiano e viceversa per i referti.
Il software è stato creato per ottenere ed elaborare statisticamente qualsiasi dato introdotto nella scheda sanitaria.
La Fondazione Irma Romagnoli ha gia’ contribuito alla realizzazione di parte del progetto complessivo finanziando il servizio di Telemedicina che è gia’ attivo.
Costi: € 5.000
Il progetto è stato interamente finanziato per l’intero importo dalla Solgar.

La Fondazione Irma Romagnoli intende finanziare anche parte del nuovo progetto di costruzione del reparto di Pediatria inserito nel nuovo ospedale della Missione in via di realizzazione.
Impegno economico previsto 30.000€ , arco temporale di realizzazione del progetto 3 anni.
INSIEME PER GIOCO
INSIEME PER GIOCO
Palestra Scuola Aldini.
ASSOCIAZIONE D’IDEE


L’associazione d’iDee è un’associazione di volontariato Onlus formata da educatori psicologi, genitori, insegnanti e volontari che propone laboratori integrati per l’infanzia e l’adolescenza per soggetti diversamente abili con l’intento di costruire una società più solidale, capace di tutelare i diritti delle minoranze, valorizzando le differenze e aiutando bambini in situazione di disagio nel loro percorso di crescita personale.
Beneficiari: 10 giovani diversamente abili in età compresa tra 13 e 18 anni
Periodo di svolgimento dell’attività: Ottobre 2011 > Maggio 2012, un incontro alla settimana di 1 ora.
Spazi utilizzati: palestra Scuola Aldini, gestore DopoLavoroFerroviario di Bologna
Il laboratorio attraverso l’attività fisica si propone di fornire uno spazio sicuro ed accogliente in cui poter stimolare capacità spaziali, motorie e relazionali attraverso le diverse discipline sportive. In questo percorso i ragazzi si sono sperimentati sia come singoli che come gruppo-squadra al fine di imparare divertendosi a riconoscere le abilità proprie e quelle dei compagni. La pratica sportiva, viene concepita principalmente come il mezzo attraverso il quale poter raggiungere gli obiettivi progettuali che hanno una valenza educativa.
La DIMENSIONE EDUCATIVA è rafforzata ulteriormente dalla metodologia del laboratorio : la totale ASSENZA del GIUDIZIO (ad esempio: sostegno e valorizzazione delle attività svolte indipendentemente dal risultato, come fare o meno canestro, far cadere un birillo mentre si corre).
Questa modalità educativa ha permesso, nel corso del tempo, di favorire nei ragazzi la voglia di sperimentarsi sempre di più, non tirarsi indietro diminuendo l’ansia da prestazione. Inoltre abbiamo annullato i parametri competitivi favorendo,attraverso i giochi di squadra e le attività strutturate, un rapporto fra tutti i partecipanti che si basa sulla COOPERAZIONE e sulla COLLABORAZIONE.
Il rapporto tra gli educatori e i partecipanti, è un rapporto basato sulla reciproca fiducia . Ad esempio, nel riscaldamento il ragazzo e l’educatore conducono e scelgono insieme gli esercizi, nella seconda fase possono essere i ragazzi stessi a proporre un esercizio già svolto e consolidato.
E’ un rapporto basato sulla qualità ( ascolto, comprensione, accoglienza ) e sull’esclusività della relazione che si costruisce nel tempo tramite una conoscenza sempre maggiore dei ragazzi e delle loro necessità soggettive.
I temi del laboratorio sono:
- L’attività fisica, oltre al potenziamento fisico ( che non è il ns. obiettivo primario) aiuta a ridurre gli stati d’ansia, lo stress, favorisce l’integrazione e la socialità, si offre come un momento di svago e divertimento. Inoltre la nostra idea è quella offrire questa opportunità, stimolando e invogliando i ragazzi alla pratica sportiva poiché noi “sappiamo” che i loro interessi riguardano attività più sedentarie e abitudinarie (fumetti, foto, dvd ecc) . Quindi spesso non si sceglie lo sport perché: o non si ha la sensazione di essere all’altezza o c’è uno scarso interesse per l’attività fisica.
- La continuità ci aiuta e garantisce la possibilità di consolidare e ampliare il lavoro svolto durante gli scorsi anni al fine di verificare gli obiettivi precedenti e di raggiungerne dei nuovi, stabiliti in base alla maggior conoscenza del gruppo e in base ad una nostra nuova consapevolezza nel progetto di lavoro.
Gli Obbiettivi del laboratorio hanno le seguenti dimensioni:
- dimensione del BENESSERE: il piacere nella pratica dell’ attività fisica,visto che un numero elevato di ricerche e testimonianze scientifiche mostrano come l’attività fisica praticata in modo costante, fornisca sostanziali benefici fisici, psicologici e sociali, lo stare in un gruppo dove i partecipanti possono avere un dialogo fra di loro per poter condividere le proprie esperienze personali quotidiane
- dimensione TECNICA: lavoro sulla coordinazione, aumento delle capacità motorie, miglioramento della fluidità nei movimenti, sviluppo della percezione del proprio corpo(Riscaldamento), dello spazio(Metti Un Oggetto In Relazione Spaziale),e dell’azione nello spazio
- dimensione del GRUPPO: l’incontro, la socializzazione, la collaborazione, l’appartenenza al gruppo, la costruzione di un’identità di gruppo che si basa sul confronto con le altrui capacità ed esperienze e sul sostegno reciproco da parte di tutti i membri del gruppo.
- dimensione INDIVIDUALE: aumento della capacità di mettersi in gioco, riuscire ad affrontare i limiti-difficoltà che comunque tutti noi abbiamo, superare le paure, parlare di sé in un clima di condivisione e accrescere la propria capacità di scelta visto che è buona prassi far decidere, anche ai ragazzi, gli esercizi da svolgere.
- dimensione dello SVILUPPO COGNITIVO: dietro ad ogni esercizio c’è comunque un processo cognitivo in atto: l’ascolto e comprensione delle “consegne”, l’osservazione, l’esercizio della memoria, la sequenzialità, il pensiero e l’azione, la presa di coscienza delle regole e la loro attuazione e la conoscenza delle varie parti del corpo.
Gli incontri sono composti da alcune attività fisse ( es. Riscaldamento, pausa e momento di defaticamento finale) ed altre che possono variare (percorsi ed esercizi specifici per un determinato lavoro, in questo (come ad esempio esercizi che migliorano e aumentano la capacità di percezione), la tendenza è quella di proporre un numero ristretto di attività con l’obbiettivo di dare a tutti i partecipanti la possibilità di rinforzare, ognuno con i propri ritmi, un apprendimento che ha bisogno di tempo per essere appreso, interiorizzato, al fine di eseguirlo in modo fluido e dinamico.
TUTTI PER UNO
TUTTI PER UNO
Iniziative per il benessere di tutti e di ciascuno.
COOPERATIVA SOCIALE ISTITUTO FARLOTTINE

La società cooperativa sociale Istituto Farlottine è stata costituita “per perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale delle persone e si propone di attuare le proprie finalità, a favore dei soci e di terzi, attraverso la gestione di servizi educativi, formativi, scolastici, assistenziali e lo svolgimento di attività ad essi connesse o complementari, con specifica attenzione alle persone e alle famiglie in condizioni socialmente deboli.” (Statuto, Art. 2 comma 1)
L’Istituto Farlottine gestisce una realtà educativa variegata, accogliendo bimbi di tutte le età (i più piccoli hanno 1 anno) e ospitando diversi ordini e gradi di scuola, più precisamente le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, tutte e tre paritarie, che costituiscono la Scuola San Domenico. Questo ampio servizio educativo si caratterizza per la particolare attenzione che viene rivolta ai bimbi e alle famiglie in difficoltà, sulla scia dell’opera compiuta da Assunta Viscardi, una grande donna bolognese che ha dedicato tutta la sua vita ai bambini emarginati.
Titolo del progetto
TUTTI PER UNO: Iniziative per il benessere di tutti e di ciascuno.
Beneficiari del progetto
Il Progetto si rivolge a bambini in forte situazione di disagio personale e familiare che rischia di compromettere il successo scolastico e la loro crescita integrale.
Descrizione del progetto
La Scuola San Domenico – Istituto Farlottine si occupa dell’educazione dei bambini da zero a quattordici anni, con sezioni di nido, materna, elementare e scuola media. Malgrado l’attenzione e la dedizione ad ogni singolo studente, sia sul piano didattico sia sul piano educativo, esistono alcune situazioni in cui il disagio personale dei bambini risulta preoccupante. Il dialogo con le famiglie è molto curato e generalmente buono, ma in alcune situazioni più delicate non è facile condividere con i genitori lo stato di malessere del bambino e indirizzare alla rete dei servizi territoriali preposti alla salute.
Il presente progetto si propone di intervenire in modo complessivo sul sistema educativo scuola-famiglia-territorio attraverso tre filoni di iniziative:
- Laboratori di espressione e creatività rivolti alla classe: intervenire su tutta la classe è il modo più ecologico per osservare i singoli studenti senza alcuna discriminazione. L’osservazione di gruppo può consentire di mettere in evidenza situazioni di particolare fragilità emotivo-relazionale senza interventi specialistici diretti che potrebbero suscitare resistenza da parte dei bambini o delle famiglie.
Il Laboratorio di danza-movimento-terapia (della durata di 10 incontri) permette, attraverso l’osservazione della condotta nel gruppo e lo studio del movimento, di evidenziare eventuali situazioni di squilibrio dello sviluppo psico-affettivo. Nell’arco dei dieci incontri è possibile produrre nel gruppo classe alcuni cambiamenti positivi per quanto riguarda l’espressività e la comunicazione. Gli incontri saranno tenuti da una conduttrice esperta. - Percorso di sviluppo delle competenze orientative. In tutte le classi di scuola media sarebbe opportuno fare un percorso di preparazione alla scelta dopo la scuola secondaria di I grado. Gli strumenti dell’orientamento servono anche a rilevare il disagio scolastico degli studenti e mettere in campo attività di prevenzione.
- Incontri con insegnanti e genitori: incontri volti a migliorare la comunicazione scuola-famiglia e stabilire l’alleanza educativa in vista del bene del ragazzo. Il progetto prevede la realizzazione di 2-3 incontri della durata di due ore.
Obiettivi e finalità del progetto
Obiettivo del progetto è osservare il comportamento dei bambini ed evidenziare stati di forte disagio per:
- promuovere il benessere dei singoli bambini e del clima della classe
- migliorare le situazioni di massimo disagio
- permettere la comunicazione scuola-famiglia-territorio.
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto
Il laboratorio di DANZA MOVIMENTO TERAPIA sarà attivato a partire dal mese di marzo e si concluderà entro l’anno scolastico 2011-2012 La comunicazione con gli insegnanti e con le famiglie avverrà entro il mese di giugno 2012 Il progetto verrà interamente realizzato nei locali della scuola.
Risultati e benefici attesi
Il progetto permetterà da un lato di fornire un intervento di miglioramento del benessere dei bambini e dall’altro di comunicare in modo efficace con la famiglia al fine di promuovere tutti gli interventi necessari alla presa in carico della situazione da parte dei servizi socio-sanitari del territorio preposti.
Costi del progetto
I costi del progetto riguardano:
- l’intervento di DANZA MOVIMENTO TERAPIA tenuto dalla DMT Laura Neri. L’intervento prevede 10 incontri con la classe e i necessari incontri con gli insegnanti e la famiglia.
E’ previsto un costo di 800 euro al professionista, al netto delle spese contrattuali. - l’intervento di progettazione, coordinamento e consulenza della Dott.ssa Francesca Giosuè per un totale di 500 euro più IVA.
Relazione Progetto
SCUOLA MEDIA SAN DOMENICO (BO)
Laboratorio di espressione corporea
Sintesi del percorso, a cura di Laura Neri
Beneficiari del progetto
L’idea di proporre alla classe III media questo tipo di attività è nata dall’esigenza del gruppo insegnanti e degli esperti collaboratori della Scuola di intervenire, con un approccio diverso da quello tradizionale dell’insegnamento, su un gruppo di ragazzi che ha evidenziato forti dinamiche conflittuali caratterizzate da atteggiamenti aggressivi che stavano minando fortemente, oltre che il benessere dei singoli, la possibilità di garantire il percorso didattico. In estrema sintesi si è lavorato sulle complesse dinamiche del gruppo e dei singoli attraverso il linguaggio corporeo.
Il gruppo, composto da 9 ragazzi (6 maschi e 3 femmine), ha messo fin da subito in evidenza le forti dinamiche conflittuali che mi erano state descritte, all’interno delle quali la figura dell’adulto non ha possibilità di accesso: viene deriso, preso in giro e scarsamente considerato.
Due dei ragazzi partecipanti sono seguiti dai Servizi territoriali e presentano fortissime difficoltà relazionali e comportamentali. Altri tre dei partecipanti, presentano modalità relazionali inadeguate, con atteggiamenti di bullismo che rendono molto difficoltoso il lavoro dei docenti.
Il gruppo di 9 elementi vede dunque al suo interno 5 persone in difficoltà che riescono sovente a coinvolgere negativamente anche gli altri 4 ragazzi.
Il loro modo di stare insieme è costantemente caratterizzato dalle provocazioni sia verbali che fisiche: continuamente si spingono, si prendono in giro, si danno calci, pugni, sberle, si fanno sgambetti e si deridono. Nonostante questo sono continuamente alla ricerca l’uno dell’altro, evidenziando una modalità di aggregazione dipendente (è molto evidente osservando il modo in cui occupano lo spazio nella stanza, muovendosi tutti insieme nella stessa direzione – la mia immagine è quella di una “mandria”) . Ho colto sia dagli aspetti verbali che da quelli motori molte espressioni legate alla rabbia, che a volte viene espressa con esplosioni dal difficile contenimenti (sia interno che esterno) mentre altre si caratterizza con implosioni che si manifestano in atteggiamenti passivi.
Descrizione del progetto
Si è proposto un laboratorio di espressione corporea all’interno del quale sono state utilizzati metodi e tecniche della Danza Movimento Terapia la cui scuola di riferimento è Art Therapy Italiana*.
Il laboratorio ha offerto ai partecipanti la possibilità di uno spazio protetto privo di giudizio, un contenitore capace di accogliere forme espressive, sentimenti ed emozioni che si è cercato di trasformare in maniera creativa, laddove è stato possibile.
I ragazzi sono stati invitati ad esplorare alcuni elementi di base che caratterizzano il movimento (sperimentazione degli effort – LMA) con l’intento di offrire loro una maggior consapevolezza e la possibilità di trasformare gli aspetti aggressivi in elementi costruttivi. Ho guidato il gruppo verso l’obiettivo di creare una semplice coreografia che nascesse dai loro gesti quotidiani, prendendo spunto dalla “HAKA”, danza tipica dell’etnia neozelandese dei Maori. La Haka è erroneamente indicata come danza di guerra (grido di battaglia della nazionale di Rugby degli All Blacks) ma in realtà è l’espressione disciplinata ma emozionante ed emozionale che, chi la esegue, utilizza per esprimere il proprio stato d’animo, sia esso positivo che negativo, durante riti, feste e celebrazioni.
Obiettivi e finalità del progetto
- migliorare la capacità di stare in gruppo
- scoprire le possibilità espressive e comunicative del movimento
- scoprire la capacità di relazionare con l’altro e con l’ambiente attraverso il movimento in maniera adeguata
- rinforzare la fiducia in sé stessi
- usare creativamente l’energia, scaricare ed incanalare le emozioni
- esplorare le opportunità del movimento
- ampliare la consapevolezza corporea
- stimolare il processo creativo e la fantasia
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto
L’intervento si è articolato in 10 incontri a cadenza settimanale all’interno dell’attività di educazione fisica, in collaborazione con il Professor Marco Simoni; durante il percorso ci sono stati momenti di confronto di grande utilità anche con la Preside Mirella Lorenzini e la Professoressa Elena Scaruffi.
L’attività si è svolta presso i locali della Scuola Media San Domenico di Bologna
Risultati e benefici attesi
Attraverso un lavoro paziente, coinvolgente e davvero delicato, pian piano i ragazzi hanno preso fiducia in me e nella proposta, riuscendo a creare una semplice coreografia che racconta gli aspetti profondi che caratterizzano questi giovani. Il risultato finale (visibile anche in semplice video che documenta alcuni momenti del laboratorio) li ha fortemente gratificati e ha dato loro la possibilità di prendere, almeno in parte, consapevolezza di alcuni aspetti; di grande valore sono stati i momenti dedicati alla parola e a brevi scritti. Ho cercato di valorizzare molto gli aspetti positivi di ognuno, rinforzando anche le loro più piccole espressioni e creazioni, pur non tralasciando mai il metterli di fronte anche ai loro aspetti più “negativi” (evitando di giudicare ma ponendo l’ attenzione sul processo).
Va sottolineato che il lavoro svolto al fianco di un insegnate maschio è stato un aspetto vincente, dando alla conduzione la forma simbolica delle due figure genitoriali che perseguono gli stessi obiettivi ma con stili e modalità differenti, offrendo un nutrimento più completo ed equilibrato.
Nonostante l’apparente omogeneità di questo gruppo, all’interno di esso ho potuto osservare forti diversità. È evidente che le persone più “problematiche” tendono a coinvolgere anche i compagni più ben disposti, riuscendo quasi sempre a trascinarli nella provocazione con conseguente conflitto.
In linea molto generale ho osservato che almeno 4 dei ragazzi coinvolti hanno dimostrato disponibilità e buone capacità di esplorare e sperimentare; hanno riposto fiducia nei miei confronti, e si sono attivati con intenti costruttivi rispetto la proposta.
Altri tre componenti del gruppo hanno invece evidenziato in questo contesto una forte difficoltà nella relazione con l’adulto, attivandosi, soprattutto durante i primi incontri, nel tentativo di svalutare il lavoro e di “distruggere le cose buone “ che via via prendevano forma. La mia sensazione è che si tratti di ragazzi confusi, incapaci di stare alle regole e in difficoltà a prendere contatto con le emozioni. Appaiono arrabbiati e poco fiduciosi.
Le altre due persone del gruppo invece hanno destato in me una sorta di preoccupazione, mettendo in evidenza in questo contesto aspetti problematici dal sapore profondo.
una di queste, la ragazza, si è dimostrata estremamente infantile e desiderosa di un’attenzione privilegiata nei miei confronti, attivandosi però con atteggiamenti egocentrici e “capricciosi”. Il suo stile di movimento è caratterizzato dal flusso di tensione tenuto e dalla chinesfera piccola (LMA), alternando stati di scarso movimento (appare come passiva e ritirata) ad improvvisi scatti/esplosioni motorie in cui urla con veemenza ed “accende” tutto il corpo; poco dopo torna con le mani in tasca, la testa china, la schiena ricurva; queste modalità potrebbero raccontare di grande fatica a riconoscere le emozioni e ad esprimerle in modo adeguato (per lei e per l’esterno); sembra incapace di tollerare i momenti di silenzio (parla e “brontola” continuamente”), lasciando intravedere un probabile stato ansiogeno perpetuo. Nei momenti dedicati alla verbalizzazione esprime rabbia ma riesce a fare osservazioni sottili e cariche di emotività.
L’altro, il ragazzo, nonostante le ottime abilità motorie e dialettiche, ha raccontato, sia attraverso il movimento che attraverso gli atteggiamenti con i compagni e con l’adulto, una certa dose di confusione emotiva, capace di condizionale e destabilizzare l’intero gruppo. Caratterizzato da un forte desiderio/bisogno di essere visto, si è esposto fin da subito proponendo coreografie acrobatiche e spettacolari, in dissonanza con il resto del gruppo che, come è solito che sia, un po’ all’inizio si vergogna e un po’ normalmente ha paura di farsi male (mi riferisco ad esempio a lanci in aria, ruote con una mano, verticali…). Questo tipo di movimenti richiede un forte controllo ed in molti momenti ho temuto che potesse farsi male: il suo controllo è minimo, lasciando intravedere talvolta un impeto motorio che si lancia nello spazio in connessione ad un bisogno interno, senza la consapevolezza completa del rischio.
La cosa che forse più mi ha colpita è legata alla diversità del suo porsi nei miei confronto da un incontro e l’altro, mostrando un’alternanza dello stato emotivo piuttosto spiazzante. Siamo passati da incontri in cui la relazione di fiducia sembrava in buone direzione ad altri in cui improvvisamente la sua modalità era denigrante e svalutativa, attivandosi nei miei confronti in modo sprezzante e davvero molto provocatorio. Nelle giornate in cui si è presentato con queste modalità sembrava impossibile poter entrare in relazione con lui. Sembrava invaso da una forte rabbia ma soprattutto da una confusione inarrestabile verso la quale egli non sembra avere sufficiente possibilità di gestione. Nel delicato lavoro fatto insieme a lui ho trovato una chiave di accesso nella valorizzazione delle sue abilità motorie e questo gli ha permesso di stare con i suoi compagni e di costruire, e non distruggere, qualcosa di buono.
In relazione alle osservazioni fatte in questo breve percorso rispetto questi due ragazzi,credo sarebbe utilissimo per loro poter intraprendere un percorso di Danza Movimento Terapia, al fine di esplorare in una situazione “sana” e protetta gli aspetti di disagio che tanto emergono attraverso il linguaggio corporeo.
Obiettivi raggiunti
I partecipanti hanno gradualmente preso fiducia in me, nella proposta e verso le loro possibilità e capacità. Si è riusciti ad incanalare le “forme aggressive” in modo creativo dando forma ad una semplice coreografia che ha visto la collaborazione di tutti, anche se in modo differente (“lavori in corso” è il titolo del video a documentazione). Ognuno di loro ha esplorato alcune opportunità del movimento in connessione agli stati emotivi, scoprendo nuove possibilità comunicative ed espressive.
È sottinteso che questa relazione rappresenta un’estrema sintesi del percorso e sono a disposizione qualora si sentisse la necessità di approfondire alcuni aspetti.
* Art Therapy Italiana, la cui sede è a Bologna, è stata fondata nel 1982 con lo scopo di promuovere l’Arte e la Danza Movimento Terapia in Italia. Art Therapy Italiana è un Associazione nella quale si riconoscono professionisti che utilizzano l’espressione artistica o motoria come tecniche di psicoterapia analitica, inoltre offre un programma di Formazione Quadriennale in Arte e Danza Terapia, al termine del quale viene conseguito un diploma.
La Danza Movimento Terapia nasce negli Stati Uniti negli anni 40 ed è oggi riconosciuta come strumento indispensabile nei servizi terapeutici sia nel settore clinico sia in quello educativo e socio-riabilitativo. Il Danza Movimento Terapeuta utilizza l’analisi del movimento (Laban Movement Analisys) sia come mezzo diagnostico che come modalità d’intervento per analizzare, comprendere ed elaborare i vissuti emotivi iscritti nel corpo e nel movimento del soggetto; egli si avvale della propria esperienza corporea per stabilire un contatto diretto con il soggetto e per stimolarlo e trovare dei modi espressivi e delle forme simboliche, rappresentative dei propri vissuti. Il processo creativo è un elemento fondamentale del percorso terapeutico. Compito del danza movimento terapeuta è di promuovere, sostenere e rafforzare proprio quelle componenti creative che sono necessarie al vivere umano.
La Danza Movimento Terapia fa particolare riferimento alle teorie psicanalitiche che hanno approfondito l’osservazione e lo studio dei processi affettivi che intercorrono tra il bambino ed il suo ambiente nel corso dello sviluppo (scuola delle relazioni oggettuali di matrice inglese ed americana).
INSIEME PER RIPARTIRE
INSIEME, PER RIPARTIRE
Progetto per la Scuola Elementare di Mirandola.
ASSOCIAZIONE GENITORI PER LA SCUOLA ELEMENTARE DI MIRANDOLA

Progetti di attività motoria, ludico ricreativa per ragazzi/e disabili
· Estate insieme
· Ripartiamo Insieme
· Lo sport è di tutti
Introduzione
Vale la pena, prima di entrare nel dettaglio degli interventi (Estate Insieme – Ripartiamo insieme – Lo sport è di tutti) di fornire un quadro d’insieme che raccolga i dati più significativi del territorio, colpito dal sisma del 20 e 29 maggio u.s.
UN QUADRO D’INSIEME
Settori di riferimento: Indicazioni numeriche
Persone sfollate: 8.194
Persone ospitate nelle tendopoli: 7.143
Lavoratori in CIG: 19.000
I dati sono stati raccolti, nella settimana dal 16 al 20 luglio u.s., nei siti di riferimento:
http://www.provincia.modena.it/ e http://www.regione.emilia-romagna.it/. Il territorio colpito dal sisma comprende un’area di 967 chilometri quadrati, pari al 36% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono oltre 227 mila persone. Le strutture di accoglienza (al coperto e presso campi) attive per i cittadini impossibilitati a rientrare presso la propria abitazione sono attualmente, nella provincia di Modena, 33 (26 campi, 7 strutture al coperto). Assieme ad altre soluzioni abitative ed alberghi garantiscono ospitalità a 8.194 cittadini.
I punti di accoglienza sono così distribuiti:
- Distretto di Mirandola: 3 strutture al coperto (146 ospiti) e 22 campi (5.578 ospiti)
- Distretto di Carpi: 3 strutture al coperto (75 ospiti) e 3 campi (774 ospiti)
- Distretto di Castelfranco Emilia: 1 struttura al coperto (11 ospiti) ed 1 campo (120 ospiti)
Causa sisma:
Popolazione scolastica colpita dal sisma: 32.570 (18.316 secondarie di secondo grado, 4.302 secondarie di primo grado, 7.862 primaria, 2.090 scuola infanzia.
Edifici e plessi scolastici: 102: di cui 34 edifici agibili o con piccolissimi danni, 48 con lievi danni, 20 parzialmente inagibili, 4 parzialmente inagibili da rivedere, 35 inagibili, 3 con danni da rischio esterno.
In questa prima fase emergenziale, I bisogni sono i più disparati, ma crediamo sia giusto concentrarsi su alcuni ambiti prioritari. L’emergenza educativa e sociale è certo quella più cogente è necessario dare una risposta con maggiore efficacia. Bambini, ragazzi, giovani, famiglie, anziani, italiani e stranieri, sono i soggetti colpiti dal sisma, perché hanno visto sparire i luoghi identitari, hanno perso le tracce della loro storia e i luoghi di comunità (monumenti, chiese, piazze, negozi, luoghi di aggregazione, di educazione, di sport, di cultura). In particolar modo, per rispondere alla prima istanza emergenziale, sono stati attivati in questa fase diversi centri estivi e aggregativi, nel territorio dell’Area Nord della Provincia di Modena, raggruppati sono il nome “Estate Insieme”. L’attivazione dei camp estivi comporta un lavoro notevole di coordinamento:
coordinamento istituzioni e associazionismo locale (i progetti sono realizzati con una stretta sinergia tra Amministrazioni comunali e Parrocchie), individuazione personale professionale e volontario, individuazione e allestimento aree, reperimento attrezzature di servizio (tenostrutture, servizi igienici, gazebo, ecc) e materiale tecnico/didattico/sportivo, abbigliamento operatori e bambini. Ecco perché, crediamo che le fascie più deboli della popolazione, in questo momento, debbano avere una risposta, pur tra mille difficoltà, ancora più significativa. I tre progetti che presentiamo, sono strettamente collegati e hanno come filo rosso conduttore, il supporto alle politiche di sostegno alla disabilità.
1. Estate Insieme
11/06/2012 – 30/09/2012
Il progetto, appunto, rientra nell’intervento sopracitato, e si occupa di fornire un supporto ai ragazzi affetti da disabilità, partecipanti ai centri estivi, nel periodo in oggetto. I ragazzi/e partecipanti ai centri estivi, hanno necessità di supporto, che può essere fornito solamente da personale formato per tale supporto. I bambini beneficiari del progetto, sono bambini con handicap di classe A, stimabili in numero 2/3
Descrizione del progetto:
Il progetto ha dunque la funzione di supporto all’attività del Centro estivo, permettendo ai beneficiari del progetto (di cui andremo poco sotto ad elencare il numero) di vivere a pieno il Centro estivo, in totale sicurezza e implementando l’integrazione attiva e positiva, con gli altri partecipanti al centro.
Beneficiari del progetto:
I bambini seguiti dal progetto con handicap di classe A sono due, mentre i bambini che hanno difficoltà di apprendimento della letto-scrittura sono 4/5
Obiettivi e risultati attesi del progetto:
· Favorire l’integrazione tra ragazzi/disabili e gruppo normo-dotati
· Supportare l’attività di formazione e aggregazione del centro estivo
· Creare una best – practice nel campo del supporto alla disabilità, con nuove politiche d’inclusione
· Permettere, ad una fascia debole della popolazione, di partecipare, attivamente, alla vita della propria comunità
· Fornire una risposta diretta al servizio richiesto (supporto alla disabilità)
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto:
L’intervento sarà strutturato dall’ 11/06/2012 al 30/09/2012, coprendo l’arco di tempo estivo, periodo d’attivazione appunto dei centri estivi
Costi del progetto:
Il costo degli educatori per i bambini portatori di handicap classe A è di €. 4.995,00 + Iva mentre gli educatori che seguono i bambini con difficoltà di apprendimento sono educatori volontari che al momento non sono pagati.
2. Ripartiamo insieme
01/09/2012 – 30/09/2012
Il secondo step, del progetto, è strettamente collegato al primo e funge da cinghia di trasmissione per il terzo progetto (Lo sport è di tutti); questo perché crediamo che solo una risposta coordinata e con una rete, la più vasta possibile (si pensi ad esempio al ruolo del Centro Sportivo Italiano, Comitato di Modena, che con i suoi dipendenti e volontari sta supportando attivamente l’attività aggregativa e ludico – sportiva). In particolar modo, per il futuro quasi immediato si attiverà un progetto di sostegno di gruppo con la creazione di un gruppo psico-ludico per i bimbi che in qualche modo hanno subito un trauma dal terremoto.
Questi gruppi saranno formati da psicologi con esperienza nei confronti bimbi in difficoltà, ma sicuramente sarebbe magari meglio appoggiarsi a degli psicologi infantili del territorio.
L’attività, che andrebbe ad integrare la proposta del centro estivo sarebbe coordinata dal Centro Sportivo Italiano di Modena, dall’ufficio dei servizi sociali del Comune di Mirandola e dalla Fondazione Romagnoli con lo scopo di fornire il personale atto a tale scopo.
Beneficiari del progetto
I bambini che frequentano i centri estivi vanno dalla fascia d’età tra i 4 e i 13 anni
Obiettivi del progetto
· Fornire un’ attività di supporto psicologico ad una fascia debole della popolazione
· Supportare ed integrare l’attività del centro estivo
· Fornire un primo esempio di best practice congiunta tra Fondazione, Ente di promozione sociale, Ente pubblico
Tempi e luogo d’attuazione
Dal 01/09/2012 al 30/09/2012, presso l’Oratorio Posta, di Mirandola (Mo). Gli orari previsti per l’attività è dalle 9.30 alle 11.00 di mattina.
Risultati e benefici attesi
· Creare un gruppo, coordinato, di psichiatri, in grado poi d’intervenire anche in altre realtà, colpite da eventi traumatici come il sisma.
· Migliorare la qualità della vita nelle popolazioni colpite dal sisma stesso, con un’attività mirata al target bambini e famiglia
· Fornire un concreto supporto al ruolo della famiglia, così duramente colpita dagli eventi sismici
· Ricostruzione, pur tra mille difficoltà, di legami familiari e affettivi
Costi del progetto
Al momento non siamo in grado di quantificare il costo complessivo, siamo a conoscenza della tariffa orario che è di €. 18,00 all’ora.
3. Lo sport è di tutti
Una volta superata l’emergenza di questi mesi estivi, dovrà pensare ad un intervento, strutturato anche all’interno del complesso scolastico. Ragazzi e ragazze disabili non potranno contare su strutture e progetti dedicati (siano essi di carattere sportivo e/o aggregativo formativo).
Ecco il perché, di quest’ultimo step, di carattere sportivo e aggregativo., centrato sempre sul tema della disabilità, ma strettamente collegato allo sport Descrizione del progetto Il progetto che di seguito presentiamo, è tarato su una fascia di popolazione che va dai 6 ai 18 anni (toccando quindi ogni ordine e grado di scuola) e ha al centro lo sport, come possibile veicolo di sviluppo e integrazione, per ragazzi e ragazze disabili. Entrando nel dettaglio, il progetto si sviluppa in un arco temporale annuale, con un dettagliato piano d’intervento, che vede coinvolti la società civile, il mondo sportivo (rappresentato dal Csi Modena), le istituzioni scolastiche e formative Questo è un progetto sperimentale che prevede la creazione di un’attività motoria curriculare per studenti disabili all’interno delle strutture scolastiche di appartenenza con la partecipazione qualificata di tecnici specializzati in diverse discipline sportive per disabili.
Ampliare le proposte e le attività per favorire uno sviluppo delle potenzialità dell’alunno disabile, rendere consapevoli gli alunni in situazione di handicap delle possibilità di movimento del corpo umano, introdurre gli allievi a nuove esperienze sensopercettive e motorie, ricercare un benessere fisiologico degli allievi sono le finalità che questo progetto si prefigge di raggiungere.
Obiettivi e finalità del progetto
· Aumentare l’autostima del ragazzo disabile e il senso di competenza operativa personale
· Aumentare le opportunità di integrazione sociale della persona disabile, utilizzando lo sport come strumento di crescita e di valorizzazione delle capacità che rendono ogni persona unica e irripetibile
· Contribuire attraverso l’attività psicomotoria e sportiva al benessere dell’alunno disabile.
· Favorire l’apertura verso l’esterno e trasferire le competenze acquisite attraverso l’attività motoria
Risultati e benefici attesi
· Raggiungere una buona autonomia nello spogliatoio e nell’ambiente circostante
· Acquisire il concetto di schema motorio
· Raggiungere un buon grado di equilibrio, coordinazione, lateralità
Tempi e modalità del progetto:
Il progetto è quindi particolarmente strutturato e si propone d’intervenire, in maniera profonda su una risposta al bisogno di socialità e aggregazione, attraverso lo sport. L’attivazione del progetto andrà dal 30/09/2012 (quindi all’inizio dell’anno scolastico) fino al 30/05/2012, indicativamente si rivolgerà. I soggetti coinvolti sono tutti gli alunni diversamente abili che frequentano la scuola dell’obbligo.
Costi del progetto:
Al momento non siamo in grado di quantificare il costo complessivo in quanto dipende dal numero dei bambini (circa 100) e dal numero degli educatori sportivi necessari per la copertura e l’assistenza totale dei bambini.
Inoltre, lo staff che seguirà i tre progetti, mapperà l’intervento, attraverso i seguenti punti:
1. Relazioni, partnership, reti: Il progetto sarà valutato in itinere e alla fine della sua realizzazione, cercando di cogliere, in prima istanza la capacità del progetto stesso di mettere in rete tutti i soggetti che operano nel settore di riferimento: uno degli obiettivi che il progetto si da è proprio quello di far collaborare e permettere alle varie realtà coinvolte di agire di comune accordo, per raggiungere il target che il progetto si è dato.
2. Diffusione territoriale: Il progetto sarà valutato in itinere e alla fine della sua realizzazione dal punto di vista “geo – strategico”, ovvero dalla capacità che tale progetto ha avuto di mettere in rete varie realtà territoriali che operano nel medesimo settore, garantendo capillarità e univocità nell’intervento posto in essere.
3. Analisi dell’investimento: Il progetto sarà valutato in itinere e alla fine della sua realizzazione da un punto di vista economico: nel portale vi si troverà la rendicontazione, i centri di costo e la ricaduta economica di tale investimento sui soggetti interessati al progetto. Tale valutazione permette di incidere su eventuali sprechi, errori nella gestione e garantisce trasparenza agli enti finanziatori del progetto e ai vari soggetti che operano nella realizzazione dello stesso.
I 3 punti, serviranno per costruire, insieme, una “best practice” attivabile su tutto il territorio nazionale, fornendo una risposta concreta, ai bisogni e alle necessità dei ragazzi e ragazze colpita da handicap psico – fisico. I tre progetti, quindi, attivati nell’area Nord,possono poi essere declinati, in altre realtà, che hanno subito eventi così traumatici.
PROGETTO DI PET THERAPY
PROGETTO DI PET THERAPY
Progetto per Scuola Primaria Paritaria San Domenico.
COOPERATIVA SOCIALE ISTITUTO FARLOTTINE

La società cooperativa sociale Istituto Farlottine è stata costituita “per perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale delle persone e si propone di attuare le proprie finalità, a favore dei soci e di terzi, attraverso la gestione di servizi educativi, formativi, scolastici, assistenziali e lo svolgimento di attività ad essi connesse o complementari, con specifica attenzione alle persone e alle famiglie in condizioni socialmente deboli.” (Statuto, Art. 2 comma 1)
L’Istituto Farlottine gestisce una realtà educativa variegata, accogliendo bimbi di tutte le età (i più piccoli hanno 1 anno) e ospitando diversi ordini e gradi di scuola, più precisamente le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, tutte e tre paritarie, che costituiscono la Scuola San Domenico. Questo ampio servizio educativo si caratterizza per la particolare attenzione che viene rivolta ai bimbi e alle famiglie in difficoltà, sulla scia dell’opera compiuta da Assunta Viscardi, una grande donna bolognese che ha dedicato tutta la sua vita ai bambini emarginati.
Melting Pet
Melting Pet è l’associazione che direttamente effettuerà il progetto con il bambino ed è un’associazione culturale sportiva dilettantistica che nasce a Bologna nel 2012 al fine di promuovere i principi della Zooantropologia e di svolgere attività con animali negli ambiti sportivo, didattico, educativo e di assistenza alla persona.
A questo scopo in essa si raccolgono professionisti e coppie pet partner con ampia esperienza e che hanno seguito un idoneo percorso formativo in relazione alle diverse aree di intervento nelle quali andranno ad operare:
- Zooantropologia Assistenziale
- Zooantropologia Didattica
- Zooantropologia Urbana
Equipe multi professionale
Gaja Morri
Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità, Operatrice Referee di Zooantropologia Assistenziale – Pet Therapy e coppia pet partner certificata, Referee di Zooantropologia Didattica, Educatore Cinofilo.
Laura Rizzoli
Educatrice, Operatrice Referee di Zooantropologia Assistenziale – Pet Therapy e coppia Pet partner certificata, Referee di Zooantropologia Didattica, Educatore Cinofilo.
Valentina Nicotra
Istruttore ed Educatore Cinofilo, Operatrice Referee di Zooantropologia Assistenziale – Pet Therapy e coppia pet partner certificata, Referee di Zooantropologia Didattica.
Odette Abramovich
Operatrice Referee di Zooantropologia Assistenziale – Pet Therapy e coppia pet partner certificata, Referee di Zooantropologia Didattica, Istruttore ed Educatore Cinofilo.
Antonella Zimari
Pedagogista, Operatrice Referee di Zooantropologia Assistenziale – Pet Therapy e coppia pet partner certificata, Referee di Zooantropologia Didattica, Educatore Cinofilo.
Titolo del progetto
Pet therapy.
Beneficiari del progetto
Il Progetto si rivolge a un bambino di 6 anni che frequenta la 1^ elementare e che ha una certificazione per l’integrazione scolastica con codice ICD-10: F 84.0 – F 70.1.
Descrizione del progetto
La Pet therapy, è una co-terapia, ovvero un intervento di facilitazione del processo terapeutico in essere, che contribuisce al benessere della persona attraverso attività di relazione con l’animale. I progetti di Zooantropologia Assistenziale sono costituiti da specifiche attività di relazione che coinvolgono direttamente la persona – fruitore e l’animale coinvolto. Si parla dunque di relazione, in quanto è a partire da essa, dall’incontro con l’altro, che diviene possibile aprire una “strada nuova di cambiamento”, soprattutto per coloro che vivono la propria esistenza in condizioni di criticità.
È necessario tuttavia far sì che tale relazione possa esser beneficiale per la persona; per tal motivo all’interno delle attività di Zooantropologia Assistenziale si prescrivono, a partire da obiettivi definiti dalle figure di riferimento (Psicologo, Neuropsichiatra, Logopedista, Educatori e Insegnanti di sostegno) e dagli operatori opportunamente formati, delle Dimensioni di relazione.
Esse indicano su quale piano emozionale, motivazionale e cognitivo insistono le attività pratiche che si andranno a svolgere nella specifica seduta di Pet therapy, attività tese a favorire l’incontro-confronto della persona-fruitore e del pet su uno specifico piano di relazione che sia beneficiale per la persona.
All’interno dei Gruppi Operativi del bambino, insieme alla famiglia e agli specialisti di riferimento, si è ritenuto che questa fosse una delle metodologie migliori per continuare il percorso in parte iniziato negli anni scorsi di ippo-terapia presso la struttura Ge.se, che ha lavorato sull’iniziale paura del bambino di stare negli spazi all’aperto e in presenza di animali. Ovviamente questo percorso, oltre ad aver migliorato il suo rapporto con il mondo animale, ha anche permesso di creare relazioni nuove, in ambienti per lui non convenzionali, di creare un nuovo bagaglio di esperienze, conoscenze e competenze di cui impadronirsi per poterle poi riutilizzare in tutti gli altri momenti della sua vita e in particolare modo nella relazione con i pari, che risulta ancora molto difficoltosa.
Dato che il bambino, pur avendo ottenuto ottimi risultati rispetto alle iniziali paure degli spazi aperti e degli animali e nelle relazioni con le persone che frequentavano il centro, non è riuscito ad avere un completo beneficio da questo tipo di terapia per la difficoltà che ancora ha ad avvicinarsi al cavallo, l’equipe degli specialisti ha pensato che un progetto di Pet therapy potesse essere più indicato; l’associazione che realizzerà il progetto ci è stata segnalata dallo psicologo del bambino e dai responsabili del Ge.se.
Obiettivi e finalità del progetto
Attraverso la relazione con l’animale, il progetto si pone l’obiettivo di:
- favorire il processo evolutivo del bambino, che necessita di sperimentare il decentramento e l’empatia;
- acquisire nuove competenze, arricchire le proprie esperienze e il proprio immaginario.
Tempi, modalità e luogo di realizzazione del progetto
Il progetto si svolgerà presso il nostro istituto e prevede sei incontri di cui il primo di preparazione all’approccio con il cane (attività referenziali) e le seguenti cinque sedute con la presenza della coppia pet partner.
Risultati e benefici attesi
Il progetto permetterà al bambino di sperimentarsi in questa nuova esperienza, mettendo in gioco competenze ed emozioni che faciliteranno poi la relazione con le altre persone, in particolar modo con i pari.
Costi del progetto
Progettazione € 300
Monitoraggio € 45
Materiale € 60
6 Sedute z.a. € 450
TOTALE Ciclo di 6 incontri di zooantropologia assistenziale € 855
A conclusione del progetto verrà fornita una relazione.














